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Recanati, intitolato un piazzale a Roberto Antiochia assassinato dalla mafia

Recanati – Ieri 23 settembre è stato intitolato un piazzale, retrostante il palazzo comunale, all’Agente della Polizia di Stato  Roberto ANTIOCHIA ucciso dalla mafia a Palermo il 6 agosto 1985.

La cerimonia si è svolta alla presenza del  sindaco di Recanati Antonio BRAVI, del Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco GABRIELLI, dei fratelli di Roberto ANTIOCHIA e di alcuni funzionari di Polizia all’epoca dei fatti in servizio a Palermo, tra i quali il Dott. Francesco PELLEGRINO dirigente della Squadra Mobile.

La squadra mobile costituita da questi dirigenti di Polizia, era soprannominata “l’avamposto degli uomini perduti” per il loro coraggio e la loro determinazione nel fronteggiare un nemico forte ed insidioso come la mafia che spadroneggiava non solo in Sicilia ma in tutta l’Italia.

Il 6 agosto 1985 Roberto ANTIOCHIA giovane poliziotto e ragazzo di fiducia di CASSARA’, mentre lo scortava a casa dopo tre giorni di permanenza in ufficio, un gruppo di nove uomini armati di mitra  appostati nel palazzo di fronte a quello dove vive Cassarà, cominciarono a sparare sull’Alfetta di scorta. Antiochia, cercando di fare scudo con il suo corpo a Cassarà, sceso dall’auto per raggiungere il portone di casa, rimase ucciso dagli spari. Cassarà, rimasto ferito dagli innumerevoli spari dei mitra, riuscì a raggiungere il portone, ma spirò sulle scale di casa tra le braccia della moglie Laura, accorsa dopo aver visto l’accaduto insieme alla figlia dal balcone della sua abitazione.

Il 17 febbraio 1995, la terza sezione della Corte d’Assise di Palermo condanna all’ergastolo cinque componenti della Cupola mafiosa (Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Bernardo Brusca e Francesco Madonia) come mandanti del delitto.

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