venerdì, Febbraio 26, 2021
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PROCOPIO, Le storie segrete. Traduzione di Paolo Cesaretti, Bur 1996

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PROCOPIO, Le storie segrete. Traduzione di Paolo Cesaretti, Bur 1996

Continua libro IX

43- Questa a grandi linee la sorte di Teodoto: ma da allora i sediziosi divennero i più moderati tra gli uomini. 44- Più non osarono commettere i crimini di prima, e sì che avrebbero potuto trasgredire regolarmente le leggi con identica impunità. 45- La prova ne è che taluni, pur dando ulteriore segno di pari arroganza, non furono soggetti a punizione alcuna. 46- Le autorità, che avrebbero potuto perseguirli n ogni momento, davano a questi criminali il modo di restare nell’ombra, e tale concessione li incoraggiava  a trasgredire le leggi. 47- Fintanto che visse l’Imperatrice (Lupicina-Eufemia), non vi fu modo per Giustiniano di sposare legittimamente Teodora. Non gli si opponeva mai nulla: su questo solo punto lo avversava. 48- Quella donna non conosceva la cattiveria ma era affatto villana e barbara di stirpe come ho detto; 49- mai riuscì a conseguire benemerenza alcuna, anzi visse sempre ignara di ogni questione politica. Neppure entrò a Palazzo con il suo vero nome, che era piuttosto ridicolo, bensì con il soprannome di Eufemia. Ma in prosieguo di tempo l’imperatrice morì, 50- e Giustino, da vecchio grullo qual era divenuto, destava il riso nei sudditi: tutti lo disistimavano e lo trascuravano perché non capiva i fatti; Giustiniano invece era considerato con molto timore. Continuava sempre a rovesciare tutto: era il disordine, il caos perenne. 51- Si mise allora a preparare le nozze con Teodora, pur essendo impossibile per chi avesse rango senatorio sposare una cortigiana: lo vietavano leggi antichissime. Ma lui costrinse l’imperatore a nuova legge che abrogasse le precedenti, e da allora visse con Teodora come moglie, consentendo così a chiunque di sposare cortigiane. E subito ascese con l’usurpazione alla dignità imperiale, cercando di nascondere la violenza del suo atto con un falso pretesto. 52- I nobili romani lo salutarono difatti imperatore insieme allo zio costretti – se pure la cosa fosse in parte legittima – da intimidazioni in gran numero. 53- Così Giustiniano e Teodora ricevettero il potere imperiale prima della Festa, cioè quando non è permesso abbracciare le persone care, né rivolgere il saluto di pace. 45- Non molti giorni dopo Giustino morì di malattia – i suoi anni di regno erano stati nove – e il potere restò al solo Giustiniano, con Teodora

NOTA: 1– Come abbiamo visto Lupicina era la moglie di Giustino e zia acquisita di Giustiniano, che contrastò il nipote una sola volta impedendogli il matrimonio con Teodora, che riteneva donna pericolosa e indegna. 2- La legge che vietava le nozze tra senatori e cortigiane era antica, e risaliva ai tempi di Costantino (272 -337 d.c.). 3- Per “Festa” Procopio intende quella della proclamazione di Giustiniano a Imperatore, che avvenne il giovedì santo 1 aprile 527. 4- A Pasqua – 4 aprile 527 – Giustiniano fu incoronato Imperatore con Teodora. 5- Giustino morì qualche mese dopo, il 1° agosto 527.

Abbandoniamo ora Procopio, Giustiniano, Teodora e Bisanzio alle loro storie e, risalendo nel tempo, andiamo a visitare gli Achei giunti con le loro barche sulle spiagge di Troia nell’odierna Turchia. Sono 1178 navi con circa 50 rematori ognuna, descritte nel secondo libro dell’Iliade. Siamo circa nel 1200 a.c. come già ci attestano fin dal terzo secolo a.c. gli studi del matematico, geografo e storico greco Eratostene di Cirene.

Luciano Magnalbò

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NOTA – Abbiamo pubblicato nuovamente la rubrica della scorsa settimana in quanto, per intervenuti impegni del suo autore la stessa riprenderà il 19 ottobre.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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