martedì, Settembre 22, 2020
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Incontri D’Autunno: “Nel Paese con le finestre sulla Città”

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Foto e servizio di Anna Maria Cecchini

Lunedì sera dopo cena a Macerata, grazie all’invito dell’assessore regionale Angelo Sciappichetti, che come da consuetudine ormai consolidata negli ultimi 10 anni, con all’attivo 10.000 presenze, organizza nella sede del circolo Aldo Moro, incontri-dibattiti, momenti di sana riflessione nell’ambito di una democrazia partecipativa e vitale. Tematiche accattivanti: la politica, la sicurezza, la cultura, l’accoglienza, l’economia, la sostenibilità, l’etica (consultabile nel dettaglio il programma allegato). Ospiti illustri, i suoi, alcuni amici di sempre come la guest star di stasera : il Senatore Pierferdinando Casini,” Pierfurby” per gli addetti ai lavori. L’occasione è ghiotta, l’intento del simposio degno di tutta la mia attenzione: “Allargare gli orizzonti, partire dalle autonomie locali per costruire nuove alleanze programmatiche in grado di fermare i populismi odierni”.

Penso ad Aristotele e alla sua opera la Politica, dedicata all’amministrazione della polis e da cittadina , individuo capace di deliberare sugli affari della città ma non governante, ascolto con attenzione. All’ospite Sciappichetti il compito di scaldare l’auditorio, sfiorando il nervo scoperto, affermando con forza l’esigenza di opporsi al populismo, partendo dai comuni e le esperienze civiche, insieme per tutelare e raggiungere il bene comune. In pieno accordo gli interventi di Luca Marconi, consigliere regionale e Narciso Ricotta assessore comunale di Macerata. Finalmente accoglie l’invito e prende parola l’ex leader UDC, Pierfurby, forte delle sue 10 legislature e dei suoi 36 anni ininterrotti di politica. Ricorda al suo auditorio, grossa, grassa Balena Bianca, i nostalgici democristiani, i pentiti comunisti e gli irriducibili ex UDC, i suoi esordi, quando poco più che 27enne si ritrovò ad essere eletto con 34 mila preferenze, passaporto in mano per Montecitorio.

Epoca dove la politica era “cosa” dei e per i galantuomini, colti, preparati politicamente non come ora che le porte sembrano spalancate ai dilettanti allo sbaraglio, nullafacenti privi di lode e titoli di studio ma fruitori del reddito di cittadinanza e continua ammiccando ai 5 stelle che hanno raccolto il malumore populista, crescendo e prosperando, grazie ad un elettorato trasversale, fluttuante che muta in continuazione orientamento politico asseconda della propria momentanea convinzione di essere immediatamente soddisfatto nei propri bisogni, primari (aggiungo Io), e seminato tramite i moderni mezzi di comunicazione l’idea che persone qualificate come dottori non abbiano interesse a proteggere e salvaguardare la salute dei nostri figli ma siano in combutta con le case farmaceutiche… Incalza Casini, “Ragazzi Io ho votato contro l’abolizione del numero dei Parlamentari, la Democrazia ha i suoi costi altrimenti si parla di Democratura, dove alla fine prevale il maschio forte, quello che tira fuori i muscoli” e il riferimento a Salvini è palese. Salvini ha sbagliato. Fateci caso, la storia delle ronde e del rimpatrio degli immigrati come si sono evolute? Ma credete davvero che l’uomo medio dopo che ha lavorato tutto il giorno abbia voglia di indossare la cintura e la stella dello sceriffo?

E ancora, incalza Pierfurby, stuzzicando il grosso cetaceo, dove li mette gli immigrati? Persone per lo più prive di documento, che si farebbero uccidere pur di non rivelare la propria provenienza, tecnicamente come fa ad rimpatriarle?. Salvini ha rinfocolato le paure ataviche, quelle che ruotano intorno il diverso, per proprio tornaconto personale. Il populismo è ben diverso dal popolarismo. Contro il populismo occorrono nuove alleanze, uomini preparati, Io ho conosciuto dei monumenti: Saragat, Andreotti, Fanfani, e gli altri, ora chi abbiamo al Governo? Chiaro, Casini non ama Conte. Ha simpatia invece per quello che lui ha definito un cavallo di razza, l’altro Matteo e azzardo Io, nel caso volesse presentarsi di nuovo alle elezioni, stringerebbe probabilmente un patto di alleanza con Renzi che sa surfare come lui, le onde di una crisi che hanno genoflesso il paese, facendo di fatto sparire il ceto medio e spaccando il paese in ricchi (quanti?) e poveri, gli altri, la maggioranza. Vogliamo poi parlare di Trump? Mister President cinguetta senza sosta. Con lui stiamo sperimentando la politica antieuropista, della separazione, dell’odio razziale, dei dazi, a confronto Salvini è il Signor Moderazione.

Certo, continua Casini in camicia, il tema lo ha accaldato, una volta i vecchi partiti scadevano nella demagogia ma oggi che dal pollice opponibile siamo passati al pollice blu di fb, e ai gruppi incontinenti delle chat, chi persiguirà e salverà la Democrazia? In questa nostra epoca di sovraesposizione medianica, dove l’apparire coincide troppo spesso con l’essere, in un costante flusso di fake news come arginare il Populismo? Rafforza il concetto, il Senatore ancora una volta: persino il M5s ha compreso la lezione, la professionalità e la preparazione dei nostri politici detterà il cambiamento e arginerà questo fenomeno dilagante. Esaminiamo i risultati in Umbria. No, non sono preoccupato, registro la maggioranza del 37% della coalizione Meloni-Salvini. La politica è come la vita : rimane a galla chi ha carattere, per un politico conta più delle competenze e delle doti morali, il mio ricordo dell’ombrello giolittiano mi fa sorridere. “Bisogna essere duri quando è necessario e flessibili quando il vento è contrario, eppoi avere la capacità di aggregare, restituire alle persone la convinzione che siano importanti per te”. L’ incontro è terminato. Nella testa ho la vocina di Angela dei Ricchi e Poveri che mi cinguetta maliziosa : “ Che confusione, sarà perché ti amo”… E quella meno populista di Tancredi : “ Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

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