mercoledì, Dicembre 11, 2019
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Compie cent’anni “Svegliatevi!” la rivista che denunciò subito il male nazista

La scoperta dello scandalo del “Watergate” immortalato nel film Tutti gli uomini del presidente da Dustin Hoffman e Roberto Redford, costituisce da oltre 40 anni, il paradigma del giornalismo d’inchiesta che non si ferma davanti al potere e va in fondo senza lasciarsi intimidire. I due giornalisti  veri, Bob Woodwort e Carl Bernestain del Washington Post con la scoperta delle intercettazioni illegali determinarono le dimissioni del Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon.

Che cosa si dovrebbe dire di un periodico, un quindicinale, che per circa dieci anni, non realizza un semplice scoop nel senso classico del termine, ma denuncia un genocidio, un massacro di milioni di esseri umani e descrive una tragedia praticamente in diretta mentre questa si consuma in Europa, senza che quasi nessuno ne parli?

È stata l’Ansa in un articolo di qualche giorno fa, a rievocare i soggetti e l’attività di stampa di Svegliatevi! una delle due riviste edite dai Testimoni di Geova, proprio nel centesimo anniversario della sua nascita. Il periodico quando fu edito per la prima volta il 1° ottobre 1919, si chiamava The Golden Age e poi dal 1937 Consolation. Dal 1946 assunse il famoso titolo di Svegliatevi! perché secondo le intenzioni degli editori doveva risvegliare la gente sul significato degli avvenimenti mondiali. Attualmente è la seconda rivista più diffusa al mondo e può vantare una tiratura di oltre 64 milioni di copie diffuse in 212 lingue seconda solo alla Torre di Guardia, l’altra rivista edita sempre dai Testimoni di Geova.

Nell’agosto del 1933 The Golden Age diffusa in 13 lingue, raccontava “di indicibili sofferenze… verso migliaia di cittadini onesti e patriottici…e migliaia di oppositori ora rinchiusi dietro il filo spinato dei campi di concentramento… e di chi si era autoesiliato per sfuggire ai terrore del nuovo regime”. Nel 1935 ci fu una descrizione dettagliata del “sistema spionistico che poteva fare ricorso alla tortura, operare arresti e incarcerazioni senza che le sue vittime sappiano le ragioni”.

Nel 1937 Consolation dava notizia di “un nuovo gas venefico fabbricato in una fabbrica di Hochst vicino Francoforte impiegato in via sperimentale nel campo di concentramento di Dachau”.

Le denunce continuarono intensamente e periodicamente nelle edizioni seguenti anche con la riproduzione disegnata dei campi di concentramento. Nel 1939 descrivendo quella che poi tutti conobbero come “Soluzione finale”, Consolation chiedeva: “Come si può rimanere in silenzio?” E snocciolava cifre precise sul numero degli arrestati e giustiziati, luoghi, e modalità della persecuzione contro gli ebrei con la relazione delle agghiaccianti e sadiche torture inflitte ai prigionieri nei campi.

Sempre nello stesso anno la rivista pubblicò continuamente resoconti sul sistema concentrazionario. Con l’articolo Sadismo Uber Alles si narrava “il trattamento disumano verso le donne prigioniere nei campi”. Anche nei mesi successivi all’inizio del conflitto i Testimoni continuarono coraggiosamente a informare l’opinione pubblica mondiale su cosa succedeva nei campi. La rivista, tradotta in quell’anno in 17 lingue, denunciava agli inizi del 1940 che “era in corso la distruzione dei 3.500.000 ebrei della Polonia”. Erano narrati il numero di ebrei deportati in diverse città polacche e i particolari delle sevizie su donne, vecchi e bambini. Nel 1943 la rivista avvertiva che “intere nazioni come i greci, i polacchi, i serbi vengono sistematicamente sterminate”. Spesso le notizie di prima mano erano accompagnate da considerazione teologiche degli autori e da interpretazioni escatologiche sulla guerra, su Hitler, sulla persecuzione nazifascista agli stessi testimoni di Geova. Discutibili naturalmente come ogni dottrina o credo religioso. Incontestabile invece, rileggendo oggi quelle descrizioni, la fotografia precisa dei fatti raccontati e l’oggettiva narrazione della tragica e spietata vicenda nazista

La storia ha dei percorsi strani, beffardi e tragici nello stesso tempo. Mentre un’innocua e pacifica minoranza,  insieme a pochissimi altri, denunciava apertamente la barbarie nazista, in molti interpretavano il ruolo di “spettatori” secondo la celebre definizione dello studioso Raul Hilberg, che non esitò a inserire in questa ignominiosa categoria, numerose organizzazioni fra i quali governi occidentali e le chiese. (Carnefici, vittime e spettatori).

Al di là della vicenda nazista, Svegliatevi! nel corso dei decenni ha aiutato i suoi lettori a combattere piaghe sociali come la ludopatia, l’abuso di alcol, l’uso di droghe. Ha trattato argomenti relativi la violenza sulle donne, la violenza domestica, il bullismo, il fumo, i disturbi mentali, la depressione, favorendo milioni di persone nel prendere coscienza di gravi problemi presenti e sempre più diffusi all’interno della società moderna.

Dai primi anni ‘80 la rivista iniziò a trattare in misura sempre crescente e in modo schietto la piaga degli abusi sui minori quando ancora la stampa in generale non dava molto spazio come avviene oggi, all’aberrante pratica. Gli articoli esortavano i genitori a essere guardinghi su ciò che facevano i figli e non dare per scontato la loro sicurezza in nessun ambiente, come poi sarebbe stato purtroppo evidenziato dalle cronache degli ultimi anni.

Altri articoli di Svegliatevi! su come prepararsi e come affrontare disastri naturali hanno permesso ad alcuni di salvarsi la vita, come raccontato anche sul nostro giornale qualche tempo fa.

Anche dopo cent’anni Svegliatevi! continua a essere distribuita gratuitamente per le case e pubblicamente dai testimoni di Geova. Da qualche anno è disponibile anche in formato digitale.

I tempi sono cambiati, ma il sonno della ragione genera nuovi mostri. La si può pensare come si vuole, ma è un bene e forse una protezione che qualcuno continui a pungolarci e a tenerci sempre… “svegli”.

Nella foto in basso uno schema di campi apparso nel 1937 sulla rivista Consolation

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche
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