domenica, Ottobre 25, 2020
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Epilogo caso LUCENTIS – AVASTIN : indagati 9 dirigenti Aifa

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di Anna Maria Cecchini

Nuova svolta nel caso Lucentis – Avastin, le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria della Finanza, coordinate dal procuratore regionale della Corte dei Conti, Andrea Lupi e dal vice Massimo Perin, condotte dai magistrati contabili Andrea Lupi e Massimo Perin, hanno portato a 9 avvisi di garanzia, notificati ad altrettanti dirigenti Aifa. L’accusa mossa scaturita dall’indagine della G. di F. è quella di aver favorito l’utilizzo del Lucentis, anziché l’equivalente economico Avastin, procurando un danno all’erario dello Stato, causato dai maggiori costi sostenuti dal nostro Sistema Sanitario Nazionale, pari a 200 milioni, calcolato prendendo in esame la differenza di prezzo, tra i due farmaci impiegati nella cura dei problemi oftalmologici, e nella cura delle forme tumorali del tratto colon-retto, dei polmoni e dei reni.

Il grave divario ammonterebbe tra i 600 e i 730 euro calcolati per singola dose, in relazione al numero dei trattamenti che sono stati fatti con il farmaco più costoso Lucentis; il “salva vista” equivalente Avastin costa 81 euro contro le attuali 900 del sopra citato Lucentis. I dirigenti Aifa indagati e la commissione tecnico scientifica dell’agenzia hanno ora 60 giorni di tempo per fornire la propria versione alla Corte dei Conti. Ricordiamo come nel 2014 l’Antitrast avesse evidenziato l’accordo, scoperto grazie alle intercettazioni telefoniche, esistente tra la casa farmaceutica Roche produttrice del Lucentis e la Novartis produttrice dell’ Avastin. Le due case farmaceutiche avevano costituito una sorta di “ cartello “; da una parte la Roche incrementava le vendite del Lucentis, e attraverso la sua controllata Genentech, che ha sviluppato entrambi i farmaci, otteneva sulle vendite royalties da Novartis che a sua volta guadagnava dall’incremento delle vendite del farmaco più costoso, detenendo rilevanti partecipazioni in Roche, stimate essere superiori al 30%.

La sanzione dell’Antitrast ha poi interrotto il patto truffaldino ai danni del SSN e a nulla è valso il ricorso al Tar del Lazio delle case farmaceutiche indagate, che si sono rivolte al Consiglio di Stato, il quale ha ritenuto importante consegnare i propri quesiti pregiudiziali alla Corte Europea di Giustizia, che il 23 gennaio del 2018 ha confermato le conclusioni e le sanzioni presentate dall’Antitrust ammontanti a 92 milioni di euro per entrambe le case farmaceutiche, e rimandato al sistema giudiziario il compito di apporre la parola fine all’intera vicenda. Grande soddisfazione dell’Associazione Altroconsumo per essere stata uno degli artefici dell’inizio delle indagini degli organi investigativi preposti e per la sentenza a cui dopo molti anni si è giunti. Si unisce la Regione Emilia – Romagna, la prima a cercare di contrastare il patto economico, l’accordo collusivo, Roche – Novartis e a prescrivere l’Avastin ai suoi pazienti anche per la maculosi, indicazione terapeutica off label.

Alle Regioni ora che la sentenza è definitiva, spetta il Diritto-Dovere di chiedere il risarcimento per l’aggravio infondato delle spese sostenute in questi anni e teoricamente persino il Ministero della Salute potrebbe intentare un’azione civile. In risposta la casa farmaceutica Roche pur rispettando la decisione del Consiglio di Stato esprime il proprio disaccordo circa le conclusioni a cui sono arrivati i magistrati che oltre al danno economico hanno anche evidenziato il” prezzo sociale “ scaturito dal patto tra le due case farmaceutiche, una moltitudine di anziani avrebbe potuto godere di una qualità di vita diversa , in quanto vedere meglio fa sicuramente la differenza e trascorrere in salute e serenità gli ultimi anni di vita. Negata la collusione con Novartis, gli unici contatti avvenuti sono stati assolutamente leciti, basati su informazioni veritiere di farmacovigilanza. Si unisce Novartis rilasciando una dichiarazione ufficiale, ove commentando la grande sconfitta, respinge le accuse e entra maggiormente nel merito dando un giudizio dell’azione dell’Antitrust, parlando di motivi economici, che sarebbero la reale motivazione dei provvedimenti presi a suo carico, affronta in particolare la questione scottante dei medicinali off label, riaffermando la propria convinzione che “ l’utilizzo di un farmaco fuori indicazione in presenza di farmaci appropriati costituisca una minaccia per l’esistente sistema legale, medico e regolatorio, istituito per monitorare l’uso efficace e sicuro dei medicinali nei pazienti “.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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