sabato, Novembre 27, 2021
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Pietro Collonnella : “Non abbiamo paura di Renzi”

pietro colonnella

Servizio di Anna Maria Cecchini

L’assemblea di rifondazione del PD si è conclusa domenica con il nuovo statuto del Partito e una agenda da presentare al Governo. Incontriamo Pietro Collonnella , Presidente Smart Piceno e Smart Region, (associazioni volte all’innovazione e sviluppo del nostro territorio), per tastare gli umori e verificare i rumors in ambiente politico. Parafrasando Marx ( cfr “Il Manifesto”), uno spettro si aggira tra il PD,

Italia Viva rappresenta realmente una concreta minaccia?

“Non abbiamo paura di Renzi. Ha scelto legittimamente di staccarsi dal PDI per fondare un nuovo partito. L’uomo per sua natura è ambizioso e tende sempre ad alzare l’asta, in questo caso poi Renzi vorrebbe diventare il Macron italiano. Ma l’Italia non è la Francia. Non so se riuscirà mai a superare la quota del 5%, come risulta dai sondaggi”.

Le pressioni di Renzi ( No alle manette per gli evasori, No alle tasse sulla plastica, etc. ), potrebbero portare alla caduta del Governo?

“Renzi ha bisogno di continua visibilità, avendo fondato un nuovo partito, e se la procura con emendamenti “bandiera” per poter evidenziarsi dagli altri partiti di Governo, ma non credo che farà cadere il Governo. Tutti i provvedimenti dalla plastic Tax agli altri sono stati condivisi all’unanimità dai Ministri renziani in sede di Consiglio dei Ministri”.

Mi dica, secondo lei il PDI di Zingaretti, dopo le 3 giornate di Bologna, ha virato a sinistra? _

“Penso che il PD sia una forza di centro sinistra e non di sinistra – sinistra . Ci sono tante persone nel PDI che provengono da una tradizione cattolico – liberale , anche se una moltitudine ha matrice socialista. Una koinè pluralistica di principi fondanti e non sono presenti solo quelli di sinistra. Certo è che come dice lei, a Bologna il PDI con Zingaretti, ha discusso di come riprendere con più forza la difesa delle classi lavoratrici, dei giovani e del ceto medio basso che in questi anni si è impoverito”.

Con lo Ius Soli e lo Ius Culturae il PDI non scopre il fianco all’opposizione Meloni – Salvini e al suo patner Di Maio?

“Il PDI ritiene che se un ragazzo è nato e risiede in Italia da diversi anni ( Ius Soli ), oppure se pur nnon essendo nato nel Nostro Paese abbia completato qui, il ciclo di scuola ( Ius Culturae ), debba essere considerato cittadino italiano. E’ un principio di civiltà che vige in America e in altre democrazie avanzate. Il PDI lo propone in Italia ed lotterà per affermare tale principio anche dovesse advenire ad un disaccordo e possibile scontro con Di Maio”.

Circa il Sisma e la ricostruzione che tarda , non ritiene che sarebbe utile una legge Nazionale sulle calamità ed una nuova sulla montagna?

“Si, sarebbe importante una nuova legge che incorpori la miriade di leggine e che esemplifichi la mole normativa sul terremoto, non dimenticando le aeree montane in un sforzo ulteriore di concretezza attuativa”.

Alle prossime elezioni regionali pensa di candidarsi?

“Attualmente sono fortemente impegnato con l’associazione Smart Piceno per il rilancio e l’innovazione del nostro territorio. Molti cittadini mi chiedono un ritorno all’impegno politico e istituzionale diretto, in Regione o in altri contesti. Non lo escludo per le prossime scadenze istituzionali, quando verranno. E’ possibile un mio ritorno ma è prematuro parlarne oggi”.

Cosa ne pensa della recente richiesta M5S alla Chiesa di pagare l’Imu?

“Penso che la Chiesa debba pagare l’Imu sugli immobili utilizzati a scopo turistico e di “ lucro “, ma non sugli edifici di culto, sulle Chiese, e sui monumenti storici adibiti al culto, i quali spesso racchiudono tesori artistici bisognosi di cure e restauri assidui”.

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