domenica, Settembre 20, 2020
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Squali chiamati sardine? Un movimento pseudo-antifascista per salvare le poltrone in Emilia e cancellare il M5S

sardine

Squali chiamati sardine? Come sempre nell’Italia benpensante e “politically correct” accadono cose atipiche e mai viste, come quella del movimento in Emilia che contesta in piazza non già un sistema di potere ultrasettantennale, ma al contrario si schiera contro l’opposizione che chiede il cambiamento e l’alternanza democratica.

Un “unicum” in tutto il mondo occidentale, autonominatosi come movimento delle “Sardine” ispirandosi a miti pesci che per sopravvivere si riuniscono in massa.
Nel frattempo a Roma imperversa un governo di sinistra, che piuttosto che risolvere i problemi, non fa altro che alzare sempre più i toni contro l’opposizione tacciandola di un fascismo inesistente e arroccandosi nella cittadella di una inesistente resistenza che nel 2019 risulta ormai fuori tempo e fuori luogo.
Ovviamente tutto ciò favorisce la disaffezione degli elettori della sinistra sempre più delusi dal Conte-bis, ed irrita la maggioranza degli Italiani che vorrebbero andare al voto per sanare l’anomalia rappresentata dall’ennesimo governo che non ha ricevuto il consenso popolare, ma che è nato dalla solita manovra di Palazzo alle spalle degli elettori.
I segnali ci sono tutti e le recenti votazioni in Umbria, terra da 50 anni governata dalla sinistra, hanno chiaramente segnalato la voglia di cambiamento degli Italiani.
Le prossime elezioni regionali previste a fine gennaio in Emilia, Regione simbolo della sinistra da sempre, ma che questa volta rischia seriamente di capitolare per dare spazio alla alternanza democratica rappresentata dalla Lega e dalla coalizione di centrodestra.
E puntuale appare quindi la improvvisa comparsa, quasi dal nulla, secondo gli organizzatori e promotori legati all’ex Premier Romano Prodi di un movimento chiamato “Sardine” che occupa una piazza di Bologna la sera in cui il Leader dellla Lega e di tutto il Centrodestra Matteo Salvini apre la campagna elettorale.
Nulla di particolare se non una contestazione di piazza non già del potere bensì dell’opposizione, cosa che come detto avviene solo in Italia.
Ma definire pacifica la manifestazione anti-Salvini appare azzardato eccessivo, se si tiene conto che alcuni manifestanti, non quantificati,
avrebbero comunque creato dei disordini e tenuto impegnate le Forze dell’Ordine che hanno dovuto impedire che questi facinorosi andassero a provocare la regolare e democratica apertura della campagna elettorale dell’opposizione.
Gli stessi slogan lanciati nella piazza, che il pensiero unico pseudo-progressista vorrebbe sdoganare come normalità, lasciano molto perplessi e ad una attenta ed obiettiva valutazione non ideologizzata, che valuterebbe tali slogan come mera istigazione all’odio contro gli avversari politici dell’opposizione al potere.
Fa riflettere come un numero così elevato di manifestanti spontaneamente abbia deciso di riversarsi in quella piazza, lasciando parecchi margini di dubbio all’ipotesi che l’evento fosse stata organizzato con largo anticipo e
scrupolosa programmazione.
Certo a sentire gli organizzatori, sembrerebbe sia tutto frutto di un tam tam nei social.
Sarà certamente un caso che il principale organizzatore sembrerebbe essere un dipendente di una società fondata da Romano Prodi.
Certo fin da subito hanno detto di non avere alcuna tessera di partito, ma questo non implica che si possa essere funzionali ad organizzazioni politiche, più o meno radicate.
Stranamente, sicuramente e anche questo un caso, accolgono personaggi provenienti della sinistra.
Forse la preoccupazione della disgregazione che il Movimento 5 Stelle, che non si è mai definita di sinistra, riuscendo così a “pescare” anche elettori di centrodestra ha spinto le “sardine” presidiare quest’area politica, con la viva speranza di sostituirli, sfruttando anche la contrapposizione che si è venuta a creare tra gli ex alleati di governo?
Certo, il rischio che la sinistra possa perdere una regione come l’Emilia sarebbe un colpo mortale, specialmente per quel partito che pur avendo lasciato da tempo il nome comunista, certe ideologie totalitarie le ha camuffate nel nome, ma mai abbandonate nella pratica.
Ecco quindi che certi metodi comunisti, simili o peggiori a quelli fascisti, vengono utilizzati contro chi ha una visione diversa da quella progressista
anche se manifestata democraticamente.
Lo si riscontriamo nella prassi di tacciare come fascista chiunque non sia allineato al pensiero unico “politically correct” additato come
razzisti gli avversari politici che si limitano a rilevare come l’unico razzismo oggi sotto gli occhi di tutti sia quello di cui sono vittima gli Italiani perbene a casa propria.
Il fenomeno delle cosiddette “sardine” ha poi avuto una rilevanza mediatica non indifferente grazie anche alla “sponsorizzazione” di
una nota emittente televisiva, dichiaratamente schierata, che lo ha promosso invitando in tutti i salotti gli organizzatori della manifestazione, acclamati come avanguardie del popolo progressista ed anti-salviniano.
Nel giro di pochi giorni sono nati numerosi gruppi in varie città Italiane.
Dopo il “VAFFA” Grillino, che riempiva le piazze qualche anno fa, ecco le “Sardine” che con un format collaudato, non solo si sostituisce ma addirittura fagocita al suo interno tanti ex Grillini come novelle guide del presunto anticonformismo politico.
Ma l’appetito viene mangiando e poiché il rischio di elezioni politiche è alto, visti i continui scontri tra gli alleati di governo, ecco che si preannunciano manifestazioni in varie città Italiane, tra cui Roma, con uno
slogan lanciato da un aderente al gruppo su Facebook che lascia perplessi e deve far riflettere. “Propongo piazza San Giovanni per lavarla dall’orda fascista che l’ha insudiciata il 19 ottobre”.

Affermazioni assai gravi che offendono tutti coloro, e sono tanti, che hanno partecipato alla manifestazione del 19 ottobre, oltre che al leader di un partito politico riconosciuto da milioni di Italiani, che sicuramente
non sono ne fascisti, ne razzisti.
Se da un lato, si stanno reclutando sostenitori, dall’altro si sta innescando un meccanismo che diventa sempre più pericoloso perché di contrapposizione e di odio per gli avversari politici.
Si stanno organizzando infatti numerosi gruppi, anch’essi cospicui di “gattini” o “pinguini” per difendere quelle posizioni e quei valori che le sardine, hanno messo in discussione in maniera non democratica.
La cosa se dovesse fuggire di mano sarebbe di assoluta gravità e ci vedrebbe tornare indietro di troppi decenni, e vedrebbe piombare l’Italia in una guerra civile di cui nessuno ne sente il bisogno.
Attenzione quindi, poiché certe leggi, attribuite alla fisica, possono diventare universali e quindi, ad ogni azione si contrappone una reazione.
Insomma, più che sardine, sembra vi siano degli squali, ben supportati anche mediaticamente che sicuramente non scalfiscono gli antagonisti, anzi lo rinforzano, ma sembra possano cancellare contemporaneamente ciò che resta di quel movimento “grillopentastellato” che appare sempre più in caduta libera.
Certo le elezioni politiche a breve, sarebbero certamente un buon viatico per evitare he le tensioni che si vanno accentuando nel paese, si acuiscano sempre più.

Il popolo vuole un governo stabile e regolarmente eletto, affinché si ponga fine a governi tappabuchi nati da manovre di palazzo, per scegliere finalmente in maniera democratica una guida per il Paese che abbia una visione di futuro che attualmente è completamente assente.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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