lunedì, Ottobre 26, 2020
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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: a Roma Violenza (IN)finita

violenza

ROMA – Troppe le frasi di “rito” pronunciate da esponenti politici , alti rappresentanti delle Istituzioni, in questa giornata prefissata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne.
Ne citiamo solo alcune: “La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica”; “Lavoriamo per una svolta culturale, che parta dai giovani.”; “La violenza sulle donne è una questione culturale: bisogna cambiare atteggiamento, cambiare la narrazione culturale, dare un nome preciso alle cose”.

Inquietante il report dell’ISTAT che asserisce: “Persiste il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita.

“Ogni donna deve sentire le istituzioni vicine”. Questa frase, pronunciata dal Capo dello Stato, è stata casualmente ed involontariamente messa in discussione nell’interessante convegno organizzato a Roma dalla Associazione Donne per la sicurezza dal Titolo Violenza (IN)finita.

Purtroppo la donna quando subisce violenza rimane drammaticamente da sola, e le stesse Istituzioni la abbandonano, non riuscendo a sostenerla, anzi spesso mettendola in difficoltà. Con forza è con precisa analisi è venuto fuori, dalla discussione e dalle parole di vari autorevolissimi relatori che si sono avvicendati spiegando perché le Istituzioni danno proprio la netta sensazione di abbandonare le vittime di violenza invece dovrebbero, come correttamente asserisce il Capo di Stato, stare loro vicino e proteggerle.

Relatori di spessore che hanno saputo inquadrare il problema in maniera chiara e sotto i vari aspetti, perfettamente moderati dall’ Avv. Stefano Bianchi. Drammatiche le testimonianze e gli interventi del Presidente dell’Associazione Barbara Cerusico, della Dott.ssa Anna De Sanctis, e del Vice Presidente Roberta Sibaud, che ha evidenziato quanto ancor più aberranti siano le violenze perpetrate alle Donne portatrici di Handicap. Gli Avvocati EriKa Iannuccci e Carlo Priolo hanno invece parlato degli aspetti legali che troppo spesso piuttosto che favorire la messa in sicurezza
della persona a rischio di violenza, per vari motivi tra i quali la mancanza di normative chiare troppe volte trattate non in maniera idonea mettono in difficoltà ed a rischio le vittime.

Un aspetto importantissimo, ma che raramente viene preso in considerazione quando si trattano questi temi, è l’aspetto psicologico, come ha chiarito il Dott. Domenico Giuseppe Bozza, che ha fatto notare come, oltre la vittima, dovrebbero essere preparati con interventi mirati gli stessi tutori dell’ordine, o quantomeno in questi casi essere affiancati da specialisti affinchè fin da subito si possa intervenire sui traumi psichici che
spesso lasciano ferite, assai difficili da rimarginare. E’ stata evidenziata anche una gande responsabilità della magistratura che spesso, a causa di un eccesso di norme, spesso non chiare e dalle molteplici interpretazioni, inducono chi giudica e decide a commettere errori.

In poco tempo si è riusciti ad avere un quadro piuttosto complesso del fenomeno che, piuttosto che regredire, dai dati enunciati, sembra in pericolosa crescita con una recrudescenza di maggiore esasperazione della violenza. Educare, educare, educare, fin dalla giovane età, insegnando fin da piccoli a maschi e femmine, in famiglia e a scuola il reciproco rispetto.

La toccante rappresentazione teatrale, ACIDO, scritta da Enza Li Gioi egregiamente interpretata da Eleonora Manara, ha concluso la serata.
Una bellissima rappresentazione che racchiude il dramma di una donna che subisce violenza e che viene sfigurata in viso. Rappresentazione che verrà prossimamente riproposta, ma che dovrebbe esser portata in visione anchenelle scuole in quanto con grande semplicità, senza creare traumi ad un pubblico estremamente giovane, indirizzandoli al rispetto tra uomo e donna, magari facendo in modo che possano cogliere anche all’interno
della propria famiglia quei segnali, apparentemente sottovalutati, che poi portano a problemi di elevata gravità.


Ettore Lembo

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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