sabato, Novembre 28, 2020
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OVIDIO – L’ARTE DI AMARE: continua LIBRO I

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OVIDIO – L’ARTE DI AMARE. L’opera si divide in tre libri, i primi due dedicati agli uomini con la conquista della donna (la preda) e la tecnica da impiegare, mentre il terzo alle donne per come proporsi e come comportarsi. Il poema, scritto nel periodo in cui Augusto cercava di mettere un freno ai liberi costumi dei suoi cittadini con le leggi matrimoniali, costò ad Ovidio l’esilio a Tomis sul mar Nero (oggi Costanza). Traduzione e introduzione di Ortensio Celeste RL S.P.A. editore 2017 – Un libro da leggere.

Continua libro I 2883 – 342 Esempi di passione sfrenata della donna, tra cui spicca quello di Pasifae e il toro.

C’è bisogno di ricordarti che Biblide, la donna che arse di una inaccettabile passione per il fratello ebbe il coraggio d’impiccarsi per punirsi di questo delitto? Mirra nutrì amore per il padre, ma non di quel genere che spetta ad una figlia, ed ora è racchiusa dentro una corteccia che la tiene bloccata e non le permette di uscire. Le sue lacrime, che stillano da un albero odoroso, per noi sono le gocce di un profumo che porta il suo nome. Nelle valli ombrose ai piedi dei boschi dell’Ida, una volta c’era un toro di un bianco splendore, gloria di tutto l’armento, con il segno di una piccola macchia scura proprio in mezzo alle corna: era l’unica macchia a deturpare il bianco latte di tutto il resto. Le giovenche di Cnosso e quelle di Cidonia da tempo desideravano averlo sul proprio dorso. Anche Pasifae aveva gioia di diventare l’amante di quel toro ed era gelosa delle mucche, di cui odiava la bellezza. Canto fatti risaputi e l’isola di Creta, con le cento città che è capace di portare su di sé, non può negarli, per quanto sia bugiarda. Dicono che lei si chinava a tagliare con le sue mani inesperte il fogliame recente e l’erba più tenera, per farne dono al toro.

Si metteva a seguire l’armento, non riusciva a trattenerla la preoccupazione per il marito, e così Minosse era vinto da un toro. A che pro, Pasifae, indossare vesti preziose? A quell’essere che è il tuo amante il lusso non dice nulla. Quando corri dietro agli armenti su per i monti, perché farlo con uno specchio? Perché sistemarti in continuazione i capelli, sciocca che sei? Dà invece retta allo specchio, quando ti dice che non sei una giovenca. Ah, quanto vorresti che sulla fronte ti spuntassero delle corna!

Se ti piace Minosse, non cercare un amante, se invece tuo marito lo vuoi tradire, almeno tradiscilo con un uomo. Ma la regina lascia il talamo e, come una baccante spinta da Dionisio, si precipita verso i monti boscosi. Quante volte, fissando di traverso una vacca ha detto: ”come fa, questa, a piacere al mio signore? Guarda come gli salta davanti sull’erba soffice! Mi sa tanto che la stupida si crede bella”. E dopo la faceva portare immediatamente fuori dal gregge numeroso e trascinare, senza che avesse colpa, sotto il giogo ricurvo, oppure la faceva cadere davanti alle are, vittima di un finto sacrificio, e lei restava, contenta, con le viscere della rivale nelle mani. Quante volte cercò di placare gli dei sacrificando le rivali e, con le viscere nelle mani, le sfidava: “avanti, provate a piacere a chi è mio”. A volte vorrebbe essere Europa, a volte Io, perché questa è una giovenca e l’altra la prese e se la portò via Giove trasformato in toro. E comunque Pasifae riuscì ad ingannare il capo dell’armento nascondendosi in una vacca di legno d’acero, lui la mise incinta e il frutto del parto palesò che era stato lui. Se Areope fosse stata capace di tenere a freno la passione per Tieste (che gran cosa essere in grado di fare a meno anche di un solo uomo), Febo non avrebbe interrotto a metà il proprio cammino, non avrebbe fatto girare carro e cavalli per tornare da Aurora. Quella figlia, che rubò al padre Niso la sua ciocca di capelli purpurei, ora tiene stretti dei cani rabbiosi tutt’intorno alla zona del basso ventre. L’Atride prima riuscì a scampare a Marte sulla terra e a Nettuno sul mare, poi fu vittima di una moglie spietata. Da chi non hanno ricevuto compianto la fiamma in cui arse la Creusa di Corinto e quella madre che si macchiò del sangue dei figli? Fenice, il figlio di Amintore, ha versato lacrime da orbite vuote, mentre il corpo di Ippolito lo straziò la vostra furia, cavalli. Perché Fineo cavi gli occhi ai tuoi figli innocenti? Questa punizione è destinata a ricadere sul tuo corpo. Questi sono tutti esempi di cosa può suscitare in una femmina la passione, che in lei si fa sentire più forte che in noi.

Continua libro I. 343-350 Esortazione all’uomo.

NOTA. 1- Pasifae, per maledizione di Afrodite cui aveva fatto uno sgarbo, s’innamorò di un toro e volle godere con lui, partorendo poi il Minotauro, metà uomo e metà toro.2- Fu Dedalo a costruire la vacca di legno per Pasifae, e Minosse chiuse il Minotauro nel labirinto, anch’esso realizzato da Dedalo. 3- Ovidio cita altre mitiche figure di donne protagoniste di incesti e tradimenti, e canta che Pasifae era ebbra per opera di Dionisio quando si dette al toro. 3- la figlia di Niso, vogliosa di Minosse, fu punita dagli dei sulla natura stessa, e l’Atride è Agamennone, ucciso dalla moglie Clitemnestra insieme all’amante Egisto.

Luciano Magnalbò

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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