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Capitano Ultimo, la petizione oltrepassa quota 150mila. Sulla scorta il Tar deciderà a gennaio

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ROMA – Il Tar del Lazio ha rinviato al 14 gennaio 2020 la decisione relativa al reintergo della scorta al Capitano Ultimo, confermando in ogni caso la sospensiva. C’è ancora quindi da attendere per sapere se al colonnello Sergio De Caprio, che ha trascorso la propria esistenza combattendo una strenua lotta contro la mafia, la scorta verrà riassegnata oppure no.

I giudici hanno in prima istanza accolto il ricorso presentato dal legale Antonino Galletti. “Le nostre ragioni sono state accolte in sede d’urgenza e questo dimostra che il colonnello De Caprio vive in una condizione di pericolo concreto”, aveva dichiarato nell’immediatezza dei fatti l’avvocato. 

Solo nel giugno scorso, dopo una battaglia legale che aveva visto il colonnello Sergio De Caprio ricorrere al Tar contro la decisione del Ministero dell’interno che gli aveva revocato la tutela, la stessa gli era poi stata riassegnata. Pochi mesi dopo la nuova doccia fredda. Il Tar del Lazio ha poi sospeso in via cautelare il provvedimento con cui il ministero dell’Interno aveva annullato la protezione, in attesa della trattazione del ricorso in sede collegiale, che ha avuto luogo il 3 dicembre. Ma c’è da attendere in questa fase un ulteriore passaggio, in quanto il Tar ha rinviato al 14 gennaio 2020 la decisione in merito al ricorso presentato.

Sono in tanti a sostenere il Capitano Ultimo

Sono in tantissimi a sostenere il colonnello De Caprio in un momento tanto delicato. Non si ferma infatti a petizione (https://www.change.org/p/reintegriamo-la-scorta-al-capitanoultimo ) avviata dai sostenitori del Capitano Ultimo, che ha ormai oltrepassato la soglia delle 150mila firme.

Anche Raoul Bova ha firmato la petizione per il reintegro della scorta al Capitano Ultimo. “Dobbiamo supportare le persone – dice nel videomessaggio lanciato in suo sostegno – che hanno rischiato la propria vita e quella dei propri uomini per la lotta contro la mafia. Dobbiamo firmare in tanti, essere forti, per vincere questa battaglia. Mi raccomando”.

E insieme a lui anche Giulio Golia delle Iene si è messo a disposizione per sostenere il Capitano Ultimo, con un videomessaggio giunto proprio in occasione del 3 dicembre. “Il Tar si prouncerà sulla scorta al Capitano Ultimo, che ha combattutto la mafia per noi italiani rischiando la propria vita e quella dei suoi uomini. E’ importante non lasciarlo da sola. Firmiamo tutti la petizione”.

La mafia non è stata sconfitta. E’ cambiata, “evoluta”, ha mutato conformazione e metodi. Ma è un pericolo ancora del tutto presente. Togliere la scorta al Capitano Ultimo equivale a dire che la mafia è autorizzata ad agire indisturbata e questo significa lanciare un messaggio ben preciso: ognuno di noi è a rischio. Siamo tutti in pericolo.

Di recente aveva suscitato clamore il caso di Valeria Grasso, testimone di giustizia contro il clan Madonia, alla quale era stato revocato il servizio di protezione. “Nell’epoca in cui il Ministro dell’Interno è una donna – aveva commentato il 24 novembre – , e alla vigilia della Giornata contro la Violenza sulle donne, vengo lasciata sola, anche nel mio impegno contro la criminalità e la mafia che mi vede tutt’oggi in prima linea nella sensibilizzazione pubblica a sostegno della legalità e della giustizia perchè, l’ho dichiarato più volte, mi sento una donna dello Stato piuttosto che vittima della mafia”.

Fortuntamente, poco dopo essere stata ospite di Storie Italiane su Rai Uno ha avuto la scorta riassegnata: “Dopo le parole in tv mi hanno contattata e nel giro di 48 ore mi hanno ridato la protezione”. Grazie al contributo della Grasso furono arrestate ben ventisei persone, tutte affiliate al potentissimo clan dei Madonia. E al programma tv Le Iene ha spiegato: “Non sto chiedendo la scorta, io non la voglio, io sono anni che voglio sentirmi dire: lei non è più in pericolo”. Ma evidentemente il pericolo ancora sussiste.

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