giovedì, Ottobre 22, 2020
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Giulia Di Sabatino, la mamma Meri: “Chiediamo giustizia e verità”

giulia

di Anna Maria Cecchini

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Questa mattina, alle 9, Meri, mamma di Giulia Di Sabatino, come già in passato ha fatto, ha organizzato un sit-in di protesta davanti al Tribunale di Teramo contro la decisione della procura di chiudere le indagini a carico dei tre indagati Giuseppe, Sergio, Davide. Due le avvenute archiviazioni del caso Di Sabatino, a cui l’avvocato della famiglia, Antonio Di Gaspare si è opposto, chiedendo ed ottenendo dal GIP del tribunale di Teramo, Domenico Canosa, in prima istanza, che fossero disposte ulteriori indagini indicate in ben 17 punti.

La 19enne di Tortoreto sarebbe presumbilmente precipitata da un viadotto dell’autostrada A14 nella notte tra il 31 agosto 2015 (giorno del suo compleanno) e la mattina del 1° settembre. Il suo corpo venne dilaniato, complice il buio, dalle auto in transito. A nulla è valso il ricorso alla seconda archiviazione da parte del legale, che pure ha prodotto nuove prove, portando avanti la tesi della non tempestività dell’inizio delle indagini, evidenziando la complessità dei rapporti intercorsi tra gli attori principali e secondari della tragedia e l’ambiente in cui tale vicenda si è consumato.

Chi è Giulia? Giulia è una ragazza che lavora in un ristorante e che la notte del 31 agosto 2015, terminato il suo turno alle 23, torna a casa per cambiarsi, in quanto avrebbe dovuto festeggiare il proprio compleanno con i suoi amici, mentre i genitori pensavano di trascorrerlo insieme a lei in famiglia.

Giulia muore nella notte tra il 31 agosto e la mattina del 1° settembre 2015

Esce in fretta Giulia. Probabilmente non vuole essere intercettata dalla mamma, ma si veste con cura, si trucca. Lascia a casa il cellulare, i documenti, i soldi. La mamma spiega che le capitava spesso di dimenticare il cellulare a casa e che qualche volta era rincasata la mattina seguente, dopo aver trascorso la notte con la cugina Celeste e le amiche di lei.

Quel 31 agosto era iniziato con Giulia che non voleva andare al lavoro. Fatto strano, in quanto avrebbe dovuto ricevere lo stipendio ed era l’ultimo giorno di occupazione per lei, che stava preparando la valigia per raggiungere la sorella a Londra e che aveva già acquistato il biglietto aereo. All’ora di pranzo Meri ricorda di averla sollecitata a raggiungerli a tavola e di averla “beccata” mentre chattava su whatsapp. Con chi?

Sappiamo, perché durante le indagini vi è stato il controllo del suo cellulare e di quello di Giuseppe, 30enne di Giulianova, che gli aveva inviato, come anche altre ragazze sue amiche, foto osè e la stessa mamma ricorda come, nonostante Giulia l’avesse definitivamente allontanato mesi prima del 31 agosto, l’uomo continuasse a provocarla in chat, chiedendole foto particolari.

E’ poi iniziato a carico dell’uomo un processo per pedopornografia e induzione alla prostituzione minorile, nell’ambito del quale i genitori si sono costituiti parte civile e che secondo le speranze dell’avv. Antonio Di Gaspare dovrebbero far scaturire nuovi, decisivi elementi circa la morte di Giulia. Fin dall’inizio si è cercato di archiviare il caso come suicidio, ma una ragazza che ha progetti per il futuro e che si prepara a raggiungere la sorella Vanessa a Londra, che si fa bella, desidera veramente buttarsi da un cavalcavia? E, se si decide di farla finita, perché non optare per il ponte del Salinello, meta appunto macabramente famosa e conosciuta da tutti gli aspiranti suicidi?

Fin dall’inizio si è parlato di suicidio

Torniamo a quella sera, dove viene avvistata da un vicino di casa, qualche minuto prima della mezzanotte, di ritorno probabilmente da un giro in paese ( chi ha incontrato Giulia?). Perché avrebbe accettato un passaggio in scooter da tal Sergio facendosi lasciare sul cavalcavia? Secondo l’uomo Giulia si sarebbe dovuta con amici. Doveva forse raggiungere lo Shaker, il locale dove spesso passavano le loro serate lei e il gruppo dei suoi conoscenti?

Oppure, come è probabile anche se si è escluso all’inizio, doveva raggiungere la casa di Virginia, amica di sua cugina Celeste? Fatto sta che in questo posto accetta il passaggio di Davide e sembra vada a casa sua. Chi è Davide? E’ un ragazzo dal presente e passato molto complicati. Perche’ Giulia sceglie di seguirlo? Se, in fase di indagine alcune persone hanno testimoniato di aver visto un ragazzo (Davide), che dalla sua panda rossa strattonava una ragazza e ci discuteva animatamente, forse ci può essere ragione di ipotizzare che magari Giulia sia stata in qualche modo costretta a seguirlo? Ovviamente dovranno essere le risultanze d’indagine a chiarire questo come molti altri punti. Quelle riportate sono solo ipotesi.

Ora il caso diventa ancora più complesso, a causa delle incongruenze e dei comportamenti delle persone coinvolte nella vicenda, in quanto dal controllo delle celle telefoniche sembra che all’unaGiulia e Davide fossero al Bowling e non a casa del Davide e, cosa non da poco, questo locale era conosciuto e frequentato anche dagli altri due soggetti coinvolti. E’ forse possibile che Giulia avesse incontrato entrambi qui e che magari gli uomini abbiano avuto un ruolo nello scrivere l’epilogo della sua storia?

Sopratutto, perchè Davide sparisce dopo la morte di Giulia e si presenta dagli inquirenti in compagnia del proprio avvocato, ammettendo di aver avuto un rapporto con la ragazza, all’indomani del rinvenimento da parte del RIS del suo liquido seminale? Come mai confessa di aver avuto paura di essere indagato?

Come mai si è parlato fin dall’inizio di suicidio? La dottoressa Quaglione, nella relazione tecnica del 19/01/2016 e del 09/02/2016 esclude la morte per soffocamento e evidenzia che essendo “il tronco privo di gabbia toracica e di organi in esso contenuti, residuando solamente il rivestimento, essendo il muscolo cutaneo, i relativi tessuti assottigliati, e rinvenute brunastre lesioni”, si potesse parlare di un impatto, presumibilmente un primo impatto con un mezzo pesante nella zona anatomica torace-addome. Ma se Giulia si fosse buttata realmente giù dal cavalcavia, perseguendo la sua volontà suicida, non avrebbe riportato lesioni al cranio invece che al torace?

Non è forse verosimile pensare che sia stata condotta sul posto, magari deposta e lasciata al vilipendio delle automobili che hanno mutilato il suo giovane corpo? Spetta ovviamente agli organi preposti continuare ad indagare. Le mani non hanno evidenziato tracce di ruggine, come i vestiti e, nel caso la ragazza avesse scavalcato le balaustre, ci sarebbero stati i segni di contatto. Interessante invece il ritrovamento di un capello, nella parte bassa del parapetto, come se ci fornisse la testimonianza che si possa essere appoggiata o che qualcuno l’abbia fatta mettere a sedere.

Sotto le sue converse sono state trovate tracce di sorbato di potassio presente nei profumi ma anche nei fumogeni che si usano nelle discoteche.. Giulia ha visto il suo giro di amicizie, conoscenze, magari si è allontanata con qualcuno? Perchè per ricostruire la dinamica del salto è stata impiegata nella simulazione un’ispettrice di polizia, che per età e corporatura non è simile a Giulia, essendo abile e dotata, lo si nota ictu oculi, mentre al contrario la ragazza era esile e non praticava alcuno sport?

Le manovre simulate dall’ispettrice che scavalca appoggiando sempre la punta del piede, non sarebbero in effetti compatibili con le impronte delle scarpe rinvenute dai RIS di Roma che sono sempre parallele, di fianco. Come mai poi Giuseppe, la mattina del 1 settembre era già a conoscenza della morte di Giulia? Rimangono questi e altri quesiti: più ci si addentra nella vicenda e maggiormente emergono altri legami, possibili ricatti, la pista pedopornografica: tutto sembra andare a comporre una ragnatela di relazioni con al centro la ragazza che per natura era solare e dolce, sicuramente con qualche fragilità e problema dovuti all’inesperienza, alla giovane età e a amicizie sbagliate che gravitavano intorno a lei, da cui forse non ha potuto e saputo difendersi. La mamma Meri e l’avvocato Di Gaspare chiedono giustizia e verità. E in molti li sostengono nella lor battaglia.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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