mercoledì, Novembre 25, 2020
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La Terza Repubblica somiglia sempre di più alla Prima: ritorna il proporzionale

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La Terza Repubblica assomiglia sempre di più alla Prima. Come da tradizione prettamente italica, quando una maggioranza si sente minacciata rispetto ad un possibile ritorno alle urne, promuove una nuova legge elettorale. In questo caso, data la compattezza ed omogeneità della coalizione di Centro-destra, in particolare per l’abbinata Salvini-Meloni, si teme che esspo possa essere favorito da un sistema elettorale con una componente di maggioritario (come l’attuale Rosatellum, che prevede all’incirca un terzo dei seggi allo schieramento che arriva primo in un dato collegio elettorale).

Vuoi anche perché il recente taglio dei parlamentari ha prodotto, di fatto, un taglio lineare sui seggi per circa un terzo, sia alla Camera dei Deputati che al Senato, vuoi per le ragioni considerate in introduzione, la maggioranza DiMa-Zinga si sta orientando verso un proporzionale puro, che però apre a tutta una serie di problematiche quali le soglie di maggioranza, la lunghezza delle liste, la reintroduzione delle preferenze, piuttosto che la questione relativa al premio di maggioranza alla coalizione o alla lista che dovesse ottenere il miglior risultato.

Inutile dire che le posizioni di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono molto diverse. I primi, erano i sostenitori dell’Italicum, una riforma del sistema elettorale a forte vocazione maggioritaria, ma ora non contando più i renziani tra i propri scranni sembrano aver cambiato rotta; i secondi, al contrario, sono sempre stati inclini al proporzionale puro, anche e soprattutto tra il 2013 ed il 2018, salvo poi chiedere a gran voce che la formazione del Governo spettasse a loro di diritto in quanto lista che aveva raccolto il maggior numero di consensi.

Terza Repubblica: un bel pasticcio

Insomma, un bel pasticcio: con una soglia di sbarramento più alta (si ipotizza al 5%) il PD perderebbe molti potenziali alleati, quali LeU e +Europa, nel caso in cui ovviamente si dovessero ripetere i risultati ottenuti un anno e mezzo fa. D’altro canto, anche la dimensione dei collegi potrebbe disincentivare la formazione di partiti e partitini dell’ultimo momento (ma con la soppressione della componente maggioritaria dalla legge elettorale, si perderebbero anche i collegi da 2-300.000 abitanti che scongiurerebbero tale ipotesi).

Ancora una volta la palla passa alle minoranze nella maggioranza, con i parlamentari di Italia Viva e Liberi e Uguali che potrebbero essere determinanti nel cercare un compromesso che soddisfi i due maggiori azionisti della compagine di governo. In questo senso non si esclude che le circoscrizioni possano essere disomogenee, con soglie di sbarramento diverse. Non ci resta che prendere i pop corn e stare a vedere!

Andrea Zappelli

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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