mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Boris Johnson e lo spettro dell’Hung Parliament

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A poche ore dal voto, i leader Boris Johnson e Jeremy Corbyn sparano le ultime cartucce per racimolare gli ultimi consensi. Seppure il primo sia stato dato favorito da tutti già dall’inizio della competizione, non è detto che arrivare “davanti” basti per governare.

I Tory perdono consensi, e questa non è una novità. Dalle dimissioni di Cameron e successivamente al voto che vide la popolazione britannica esprimersi a favore della Brexit ne è passata di acqua sotto i ponti. Perfino quella che veniva definita da tutti come la nuova Lady di Ferro (Theresa May, ndr.) ha dovuto mollare la presa e cedere il passo a qualcuno di ancora più duro di lei, l’ex sindaco londinese Boris Johnson.

Uscito in questi giorni l’ennesimo spot elettorale Boris Johnson

In questi ultimi giorni è uscito l’ennesimo spot elettorale, che lo vede protagonista di un video più natalizio che elettorale, in cui cerca di convincere un’elettrice indecisa ad accordargli la fiducia, per conquistare la maggioranza necessaria alla Camera per non dover governare senza il minimo dei voti necessari per portare avanti la tanto agognata hard brexit promessa ben prima della campagna elettorale.

E se non dovesse farcela? La “sinistra” britannica è fortemente divisa su molti temi, alcuni sostengono che bisogna comunque attenersi all’indicazione del popolo e procedere verso un’uscita ordinata e graduale dalle istituzioni europee, altri che bisognerebbe votare un’altra volta. La maggior parte dei deputati social-laburisti probabilmente spera vincano i conservatori, ma senza avere i numeri per poter decidere sostanzialmente nulla, erodendogli l’ultima fetta di elettorato che pare darà loro nuovamente la fiducia.

Un governo di minoranza, in poche parole, un “governicchio” lo chiameremmo in Italia, che detta così non fa neanche tanta paura. Gli inglesi invece, consapevoli della grande tradizione parlamentare che li ha visti come pionieri della democrazia occidentale parlano di “Hung Parliament”, letteralmente “Parlamento sospeso”, ad indicare proprio la situazione di precarietà della maggioranza.

A questo punto, la vera domanda è: dopo Johnson e Corbyn, chi saranno i due rivali alla contesa del seggio di Primo Ministro?

Andrea Zappelli

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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