mercoledì, Ottobre 28, 2020
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Ovidio, L’Arte di Amare: continua il libro I

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OVIDIO – L’ARTE DI AMARE. L’opera si divide in tre libri, i primi due dedicati agli uomini con la conquista della donna (la preda) e la tecnica da impiegare, mentre il terzo alle donne per come proporsi e come comportarsi. Il poema, scritto nel periodo in cui Augusto cercava di mettere un freno ai liberi costumi dei suoi cittadini con le leggi matrimoniali, costò ad Ovidio l’esilio a Tomis sul mar Nero (oggi Costanza). Traduzione e introduzione di Ortensio Celeste RL S.P.A. editore 2017 – Un libro da leggere.

Continua libro I. 399 – 436 Anche la caccia di una donna è sotto il segno del tempo.

Si sbaglia chi crede che soltanto l’agricoltore che fatica e chi va per mare debbano star dietro al calendario. Non bisogna seminare il grano in ogni momento – possono ingannare, non si può in ogni momento affidare la chiglia di una nave al verde del mare, e non ogni momento è sicuro per andare a caccia di giovani ragazze: il più delle volte un’impresa avrà migliore riuscita se si svolgerà in una determinata circostanza. Quando si avvicina il giorno del compleanno o quello delle calende (che gioia per Venere che queste vengano dopo il mese di Marte), oppure quando il circo sarà pieno non di quelle semplici statuette di un tempo, ma di quella sontuosità da Re, rimanda l’impresa: è la triste stagione dell’inverno, il periodo in cui si avvicinano le Pleiadi, il periodo in cui il tenero Capricorno si immerge nelle vaste distese del mare.

E’ il momento buono per stare in pausa, il momento in cui se ci si mette in mare aperto, della nave a stento ti restano i miseri relitti di un naufragio.

Puoi invece dare inizio all’impresa nel giorno luttuoso in cui le acque dell’Allia divennero insanguinate per le ferite dei Latini, oppure nella festa del settimo giorno degli Ebrei di Palestina (è il giorno meno adatto per gli affari seri).

Guarda al giorno del compleanno dell’amante con sacro terrore e considera un giorno di lutto quello in cui c’è da fare un regalo. Ma, se anche sarai bravo a svicolare, comunque un furto te lo farà: una donna trova sempre il modo per spillare soldi ad un amante appassionato.

Un venditore disinvolto andrà dalla tua donna, alla quale piace comprare, le stenderà davanti la propria mercanzia con te seduto lì; lei ti chiederà di dare solo un’occhiata, così per far vedere che te intendi, ma poi subito ti bacerà e ti chiederà di comprarle qualcosa. Ti giurerà che le basterà per anni e anni, ma che le serve ora, e ti dirà che questo è il momento di comprare. Alla scusa che al momento non hai soldi in casa per pagare, risponderà chiedendoti un pagherò (non sarà un vantaggio per te aver imparato a compilarli).

E che dire di quando, per chiedere regali, ricorre ad una bella torta salata – di quelle da compleanno – o del fatto che è il suo compleanno tutte le volte che le fa comodo? E di quando, con una faccia da funerale, viene da te a piangere per una disgrazia inesistente, inventandosi che dal buco dell’orecchio le è caduta e si è persa una pietra preziosa? Chiedono in prestito un sacco di cose che poi non vogliono restituire: tu le perdi e ci rimetti soltanto, senza nulla in cambio.

Non mi basterebbero dieci bocche e altrettante lingue, per farti l’elenco dei maledetti strattagemmi cui ricorrono le amanti di mestiere.

Continua libro I. 437 – 458 Le lettere d’amore: cosa scrivere in esse.

NOTA. 1- Le calende sono il primo giorno di ogni mese e Ovidio parla di quelle di aprile, il mese di Venere, che è felice che vengano subito dopo il mese di Marte, suo amante; 2- A dicembre nel Circo Massimo si celebravano le Sigillaria, dove in antico venivano esposte statuette povere di alcun  valore, e poi invece oggetti di lusso; 3- Ad Allia i Romani furono sconfitti nel 390 a.c. dai Galli Senoni, e quel giorno (un giorno di luglio) era considerato funesto. 4- Alla fine Ovidio fa un cenno alle amanti di mestiere, ovviamente furbissime nell’abbindolare gli uomini, e padrone di infinite tecniche per raggiungere il risultato: ora come allora.

Luciano Magnalbò

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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