martedì, Ottobre 20, 2020
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Samira El Attar: la scomparsa, il giallo, il dubbio

samira

di Anna Maria Cecchini

Che fine ha fatto Samira El attar? La bassa Padovana, come l’Italia tutta, vivono dal 21 ottobre scorso, col respiro affannoso proprio dello sgomento, non desidera aggiungere un’altra donna alla lista, e, rincorrendo ombre, insegue congetture, ipotesi, tesi, cerca indizi, riscontri, sceglie alla fine il coraggio e desidera ripercorrere le ultime ore di questa mamma 43enne che da 53 giorni non abbraccia più la sua bimba, né vede suo marito Mohamed Barbri.

Samira e Mohamed vivono in Italia, dove lavorano da tempo e sono integrati nel tessuto sociale: lei svolge l’attività di badante ed è già capitato che si fermasse a dormire fuori per motivi strettamente legati alla propria attività. La donna esce dall’abitazione di via Nazionale a Stanghella lunedì 21 Ottobre per accompagnare la figlia all’asilo con la sua bicicletta bianca dal sellino celeste e alle 8:45 incontra la vicina che le dona una borsa con dei vestitini per la piccola.

Samira in mattinata deve affrontare un colloquio di lavoro

Deve affrontare in mattinata un colloquio di lavoro, come riferirà poi il marito. Rincasa per appoggiare il regalo ed esce quindi con la borsa contenente cellulare e documenti. Da quel momento in poi di lei si perdono le tracce. Ora come ora, le speranze di ritrovarla in vita sembrano essere minime. Fin da subito il marito adotta uno strano comportamento: alle 13:30, quando la cognata di Samira la chiama, risponde lui, riferendo che sua moglie è al lavoro. Bouchra chiama una seconda volta alle 15.30 e una terza verso le 16:30. Risponde sempre Mohamed, che alla domanda legittima della donna che gli chiede come mai abbia lui il cellulare di Samira, risponderà che la moglie lo aveva lasciato alla figlia affinché ci giocasse.

Circostanza, questa, che la cognata ritiene impossibile, perché Samira non era solita lasciare a casa il cellulare. Come mai poi Mohamed invia messaggi alla moglie dalle 14:41 fino 16:12, se sa che è al lavoro? Perchè alla mamma di Samira e a sua sorella che, allertate da Bouchra, telefoneranno da lì a poco, chiedendo di poter parlare con la congiunta, Mohamed dice che il numero a cui risponde è il suo se invece aveva lui il cellulare della moglie? E come mai informa sconvolto i propri colleghi del fatto che non si è recato al lavoro a causa della sparizione della moglie, sin dal primo pomeriggio?

Tanti i dubbi e le ombre sul caso

Ancora: come mai lo stesso giorno della scomparsa di Samira, Mohamed si reca presso un patronato vicino e ritira il permesso di soggiorno con la firma della moglie, quando escludiamo la sua compresenza? Iniziano le indagini e gli inquirenti, supportati dal RIS di Parma e dal lavoro dei cani molecolari, perlustrano tutta la zona, con esito negativo. Mohamed deposita presso i Carabinieri una denuncia di scomparsa ed ammette di aver avuto il trasferimento di chiamata sul suo cellulare relativamente alle telefonate in entrata ricevute dalla moglie. Perché?

Alla lista di questi interrogativi si aggiunge un altro quesito. Dopo il rinvenimento del 9 Ottobre di uno stivaletto nero da parte di Mohamed, lungo la Statale 16, zona indagata a fondo e con tutti gli strumenti tecnologici in dotazione alle forze dell’ordine, come mai la calzatura è pulita ed in ordine dopo tutto questo tempo? E’ verosimile che sia realmente di Samira? Certo è che troppo in fretta si è parlato di scomparsa. E se la voce di Samira fosse stata spezzata per sempre? Si, perché la mamma di Samira, parlando con una giornalista, ha raccontato le confidenze di sua figlia che lamentava come suo marito avesse perso la ragione e fosse diffidente, tanto da seguirla al lavoro e come spesso litigassero.

Appare strano poi come Mohamed abbia parlato di un’ombra che rincorreva sua moglie. La giornalista della redazione di “Chi l’ha visto?” ha indagato e parlato con un vicino – il probabile stalker – che ha però negato tutto. Visto che si è appurato come l’iniziale scusa di un colloquio di lavoro non abbia un riscontro nella realtà, è probabile che Samira, avesse intenzione di allontanarsi da Mohamed ? In questo caso però, perché portare la piccola all’asilo? A meno che temesse per l’ incolumità della piccolina e desiderasse affrontare da sola l’ennesima discussione, forse l’ultima…

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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