martedì, Agosto 4, 2020
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Sessanta giorni senza Samira: Mohammed indagato

samira

di Anna Maria Cecchini

Ieri l’ultima intervista di Mohamed, marito di Samira El Attar, alla presenza del suo difensore l’avvocato Pizzi, rilasciata in esclusiva alla giornalista Barbara Di Palma, per la trasmissione di Rai 1 “Storie italiane”. Apprendiamo in questo modo come il marito di Samira, sia indagato per omicidio ed occultamento di cadavere.

Ad oggi, e ci preme evidenziarlo, la Procura, non rinvenendo rischi per l’inquinamento probatorio, non ha ancora previsto le misure cautelari nei confronti di Mohamed, indagato ormai da due settimane anche se la notizia è stata diffusa solo ieri mattina, in diretta tv, dal suo difensore. Molteplici gli interrogativi e i sospetti che caratterizzano questo caso e, fin da subito, noi abbiamo esposto le nostre perplessità, nello scorso articolo del 18 dicembre. Ripercorrendo la storia della scomparsa di Samira, dal 21 ottobre ad oggi, ci troviamo ad aggiungere nuovi elementi alla vicenda, ritenuti importanti ai fini investigativi.

Tra questi la testimonianza della sig.ra Malika, mamma di Samira, insieme al nuovo ritrovamento di ieri di un braccialetto, presumibilmente appartenuto alla donna, accaduto a telecamere spente e successivo alla diretta tv di “Storie italiane” ad opera di Mohamed, presente il suo difensore, l’avv. Pizzi. La mamma, alla giornalista della trasmissione che la intervistava nel corso di una videochiamata, avrebbe riferito che sentiva quotidianamente la figlia e che la stessa le avrebbe confidato, durante i loro consueti e ricorrenti colloqui, come nell’ultimo anno la situazione con il marito si fosse aggravata, a causa della sua abituale gelosia, ricordando infatti che in occasione di un recente viaggio in Marocco, le avesse impedito di far visita a suo cognato.

La testimonianza di Malika ha una certa importanza, data l’attendibilità e imparzialità della signora, che non ha mai dimostrato di prendere esclusivamente le difese della figlia. Anzi, quando si sono sollevati i sospetti in occasione del recente, cortissimo taglio di capelli di Samira, ha subito dissolto le illazioni di una probabile “punizione” da parte di Mohamed, parlando dell’alopecia e di come la giovane donna avesse deciso di ovviare in tale modo al suo problema. Importante poi il fatto che, come appreso dal racconto del cugino di Samira, lei si sia lamentata di un possibile schiaffo di Mohamed alla loro figlioletta. Ieri, il padre ha spiegato alla giornalista, con l’aiuto del responsabile della comunità marocchina che svolge da interprete, come l’episodio sia da ricondurre esclusivamente ad un incidente, accaduto perchè, dormendo tutti e tre insieme, nel momento di alzarsi dal letto, lui l’abbia toccata accidentalmente. Giungiamo al ritrovamento di ieri.

Terminata la diretta, l’avvocato Pizzi chiede a Mohamed di accompagnarlo nel luogo del ritrovamento dello stivaletto, accaduto il 9 dicembre, riferendo oggi che desiderava rendersi personalmente conto, nel corso del sopralluogo, delle caratteristiche morfologiche del terreno e di altri dati rilevanti, ai fini di fornire il proprio contributo agli investigatori. Con l’ausilio di bastoncini hanno sollevato i fili d’erba e il fogliame. Mohamed ha rinvenuto il braccialetto che, come da lui asserito, sembrerebbe appartenere alla moglie, poco distante dal luogo dei precedenti suoi ritrovamenti, lungo la statale 16, avvenuti sempre alla presenza di terze persone: parliamo del già citato stivaletto nero, con un tacco di 8 cm, completamente pulito, ed i resti di un portachiavi con il nome di Samira in arabo.

Questi ritrovamenti “casuali”, in un luogo già ispezionato – ed oggi apprendiamo con sollievo che si procederà ad un nuovo perlustramento minuzioso con l’ausilio dei cani molecolari e degli strumenti tecnologici, in dotazione alle forze armate – destano qualche sospetto e viene tirata in ballo, durante la trasmissione, l’ipotesi di depistaggio che, come sottolinea il criminologo e psichiatra Alessandro Meluzzi, apparrebbe davvero ingenuo. In sostanza, ci si chiede quante fossero le probabilità che una persona normodotata senza l’ausilio di mezzi e cani molecolari avesse l’opportunità di ritrovare quegli oggetti e, sopratutto, sempre alla presenza di terze persone, in uno spazio ostico e già setacciato da professionisti. Si può quindi parlare di ritrovamenti stocastici o stiamo assistendo piuttosto ad un depistaggio mediatico, dove l’indagato, ma non ancora dichiarato colpevole, sta cercando di farci allontanare dal luogo dove ci potrebbe essere dell’altro?

Del resto il corpo di Yara è stato per tre mesi sotto gli occhi di tutti e, anche in quel tristissimo e atroce caso, la verità era alla nostra portata. Al momento i fatti attestano che abbiamo una donna scomparsa da due mesi e che suo marito Mohamed Barbri ha aspettato un giorno prima di denunciarne la scomparsa, non chiamandola subito al telefono, ma deviando le chiamate in entrata sul suo cellulare, come abbiamo ricordato, ricostruendo la storia nello scorso articolo.

Lo stesso le avrebbe inviato messaggi in chat corredati da una foto che li ritrae insieme, vestiti elegantemente (perché?). Inoltre non ha parlato subito del connazionale che importunava la moglie ma, solo recentemente, nel pomeriggio dello stesso giorno, si è recato a ritirare una ricevuta che documentava la presa in incarico della pratica del suo rinnovo del permesso di soggiorno presso un patronato di Monselice, dove compare una firma di Samira molto diversa da quella presente nel passaporto e nella patente.

Per concludere, consideriamo infine i tre ritrovamenti di oggetti appartenenti alla moglie Samira, che, ricordiamolo, non si sarebbe mai allontanata spontaneamente e per un lasso di tempo così lungo dalla figlia. In questo quadro la gelosia di Mohamed, i continui litigi con la moglie a causa del suo giocare “alle macchinette”, la sua difficoltà discontinua a comprendere la lingua italiana e a rispondere in maniera congrua alle domande, le sue testimonianze confuse, gli ultimi ritrovamenti, destano una certa preoccupazione e la certezza che ormai non ci sia alcuna speranza di ritrovare viva Samira.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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