martedì, Ottobre 27, 2020
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Arriva Babbo Natale con la slitta e i regali. Ma da dove?

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La vulgata degli ultimi anni racconta che Babbo Natale abbia a che fare con la Coca Cola e che sia addirittura un’invenzione della multinazionale americana. Ma visto che il nostro personaggio è stato definito “il più riuscito lancio promozionale dai tempi di Gesù Cristo” è appropriato chiedersi chi sia realmente Babbo Natale e da dove viene.

Secondo l’enciclopedia di tradizioni inglese, edita nel 1989, The Customs and Ceremonies of Britain, il personaggio era “conosciuto come una vaga personificazione della stagione, almeno dal XV secolo. Le visite di ‘Santa Claus’ della vigilia di Natale, la sua abitudine di scendere dai camini per riempire le calze e la sua slitta trainata dalle renne provengono dagli Stati Uniti, il crogiolo delle tradizioni. Lì questo personaggio nacque dalla fusione di leggende europee su San Nicola di Mira del IV secolo, leggende sul tedesco-americano Krisskringle (che premiava i bambini buoni e puniva quelli cattivi) e favole scandinave e russe su maghi che abitavano al Polo Nord. . . . Questo composito Santa Claus americano riattraversò quatto quatto l’Atlantico negli anni ’70 del secolo scorso; e da allora, con una reputazione che a quanto pare non è stata intaccata dalla pubblicità in cui tante volte è stato impersonato, ha rappresentato con crescente frequenza un punto focale di natura puramente mondana per il ‘Natale dei bambini’ ”.

Sempre a proposito di Santa Claus, il corrispondente nordico di Babbo Natale, la Oosthoeks Encyclopedia spiega: “Le celebrazioni domestiche [di “San” Nicola] derivano dalla festività ecclesiastica (che include sorprese per i bambini) la quale a sua volta derivò da elementi precristiani. San Nicola, che cavalca sui tetti, è il dio pagano Wodan [Odino]. . . . San Nicola era anche il capo della caccia selvaggia in cui le anime dei morti fanno visita alla terra”.

Gli emigranti olandesi che si stabilirono nell’America Settentrionale portarono con sé la festa di “San” Nicola. Col tempo il nome fu corrotto in “Santa Claus”. L’energico vescovo fu trasformato in un vecchietto obeso con le guance rosse, vestito con un abito rosso brillante. La sua mitra vescovile fu cambiata in un berretto da elfo e il cavallo bianco in una slitta trainata da renne. Comunque, “Santa Claus” continuò a portare doni, anche se le sue visite furono spostate alla vigilia di Natale. Nelle zone protestanti della Germania, il “San” Nicola cattolico fu sostituito da un più neutro “Babbo Natale”.

Per molti, tra i quali religiosi, genitori ed educatori, non ha molta importanza conoscere le origini storico-culturali del personaggio in questione, al pari delle feste in generale. Altri, seppur una minoranza, considerano invece diseducativo e poco istruttivo raccontare qualcosa di fiabesco e non vero ai bambini.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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