giovedì, Ottobre 29, 2020
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Il Natale, i regali e lo stress. Durante le feste un italiano su due è più ansioso

Sotto l’albero la delusione, l’ansia e i litigi. In alcuni casi anche i divorzi. Se il Natale è la festa della bontà e dell’armonia, molti italiani sembra che non se ne accorgano. Secondo un recente sondaggio il 44% delle persone vive questo periodo non con la rilassatezza o con nuovi slanci di generosità come si supporrebbe dalla festa che celebra la nascita Salvatore e Redentore del mondo,  ma con ansia e forte agitazione.

Questi i risultati di un sondaggio condotto per l’Adnkronos Salute dall’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) L’associazione ha sottoposto un questionario a 748 persone di ambo i sessi, tra i 18 e 57 anni, per far luce sull’umore degli italiani nei giorni che anticipano il Natale. “In molti più casi di quanto si pensi l’avvicinarsi del Natale diventa fonte di forte stress e disagio psicofisico – sintetizza Eleonora Iacobelli, psicoterapeuta, presidente Eurodap, responsabile trainer del Centro Bioequilibrium – Per alcuni è di fondamentale importanza fare bella figura con amici e parenti che si vedono esclusivamente in questo periodo dell’anno”. E qui scatta l’ansia da prestazione.

Ma questo è anche un periodo di bilanci. “C’è il timore di essere giudicati male per il fatto di non aver raggiunto i risultati promessi, ad esempio finire gli studi, trovare un lavoro o un partner, sposarsi, fare figli, può addirittura generare delle vere e proprie crisi d’ansia da prestazione natalizia. Altro motivo di forte stress – dice Iacobelli – la preoccupazione di trovare il regalo giusto per familiari, amici o partner”.

Secondo una rivista svedese di qualche anno fa “il Natale è un periodo di contrasti”. Infatti secondo alcuni studi citati dalla rivista, compiuti su 1.100 genitori, l’88% delle “famiglie discutono e litigano più che in ogni altro periodo dell’anno”.

Che dire della vita coniugale? Gli americani chiamano il primo giorno attività dopo le feste come il “divorce day” ovvero giorno del divorzio. Sembra infatti che a gennaio di ogni anno, il picco di separazioni salga rispetto agli altri periodi dell’anno. Finite le feste passate in compagnia degli amici e parenti, si rivelano i gravi problemi coniugali pregressi, che esplodono dopo che si è fatto buon viso a cattivo gioco per qualche giorno.

Chiaramente, per molti le feste scorrono più tranquillamente e senza seri contrasti o rotture. D’altra parte, il corpus di usanze che ruotano intorno alla festa, modellato sempre più dal sistema commerciale, non lascia indifferenti e incide significativamente sulla vita delle famiglie.

Forse un esame di ciò che ha realmente detto e fatto Gesù (da adulto) e non Babbo Natale, potrebbe essere uno spunto per riflettere sulle proprie azioni e intenzioni e su quello che possiamo fare per gli altri. Con e senza gli addobbi brillanti e le lucine.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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