mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Teatro danza con Trieb al Comunale di Teramo per un viaggio tra la luce e l’ombra

teatro

Il 2020 del Teatro Comunale di Teramo inizia con Trieb_L’Indagine, in scena mercoledì 8 gennaio alle 21 nella Rassegna di Teatro OFF uno spettacolo di teatro-danza ideato, coreografato e interpretato da Chiara Ameglio affiancata alla regia e drammaturgia da Marco Bonadei e prodotto da Fattoria Vittadini e Campsirago Residenza.

Trieb è ispiratodalracconto Il Minotauro di Dürrenmatt: il labirinto, dove Teseo entra per uccidere il mostro, in realtà è un labirinto di specchi. Teseo trova il mostro – creatura derelitta e sola – specchiandosi: il mostro è dentro di lui, il mostro e Teseo corrispondono…Così succede alla protagonista di Trieb, un donna-mostro che, perdendosi nel suo labirinto, incontra ciò che le fa più paura, in uno spettacolo che è l’esperienza di una liberazione e di un’ammissione dove finalmente i contrari si armonizzano, bene e male, sublime e grottesco si incrociano, per tendere all’interezza.

Affiancata da Marco Bonadei che cura regia e drammaturgia, la giovane autrice e coreografa Chiara Ameglio lavora sul concetto di mostruosità che una società ossessionata dalla perfezione tenta in ogni modo di bandire, quasi a non voler riconoscere che dentro ciascuno di noi vive un lato oscuro e che in fondo siamo tutti un po’ mostri, streghe ammaliatrici, assassini, violenti tiranni…

Un’emozionante performance tra danza e teatro creata da Fattoria Vittadini, una delle compagnie più importanti e premiate nel panorama della danza italiana contemporanea.

Note di regia

Attraverso uno stato performativo fatto di onde emotive, trasformazioni e decadimenti, l’obbiettivo dello spettacolo è quello di essere un’esibizione dell’ombra, un’esaltazione all’imbruttimento, alla libertà dell’imperfetto, un inno all’unicità, all’identità complessa, alla follia che ci abita, al mostro interiore che ci fa paura. L’integrazione nella sua forma autentica è il punto di interesse. Integrare non nascondere, vedere non giudicare e immaginare. Vorrei che il pubblico fosse testimone e percepisse le crepe e i grovigli del personaggio, riuscendo ad amarlo. Che si domandasse: siamo liberi di essere ciò che siamo, così come siamo? Che percepisse quanto siamo ossessionati dall’aderire a qualcosa di perfetto, quando invece siamo esseri imperfetti e che in fondo siamo tutti un po’ mostri, streghe ammaliatrici, violenti tiranni, vigliacchi alla vita._Chiara Ameglio 

Recensione

Trieb è un invito a riconoscere la propria mostruosità e ad allearsi con essa. A prendersi il tempo per ascoltarla. In ciascuno di noi abita un nemico, con cui siamo chiamati a convivere.
Non è il sonno della ragione che genera mostri. Piuttosto è irrazionale non riconoscere i propri fantasmi, rimuoverli, demonizzare quelli degli altri. Paradigma di “Trieb” è proprio la convivenza con i conflitti che abbiamo dentro, intercettati attraverso il corpo
”.  Vincenzo Sardelli per Krapp’s Last Post

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