mercoledì, Ottobre 20, 2021
Home > Italia > L’uccisione di Soleimani, il ruolo di Sigonella ed i nostri militari…allo sbaraglio?

L’uccisione di Soleimani, il ruolo di Sigonella ed i nostri militari…allo sbaraglio?

soleimani

“Un’operazione della rilevanza strategica enorme quale quella dell’uccisione del generale Soleimani, condotta con i droni, coinvolge necessariamente la base di Sigonella, che insieme alla stazione di Ramstein in Germania, ha un ruolo centrale nella gestione degli aerei senza pilota e nei nuovi sistemi di guerra automatizzati. Questo dovrebbe porre dei pressanti problemi di ordine politico ma anche Costituzionale al governo e al Parlamento. Invece c’è il silenzio”. Lo ha dichiarato Luca Cangemi della segreteria nazionale del PCI. E aggiunge: “Può l’Italia consentire che il suo territorio venga coinvolto in un omicidio extragiudiziale e in azioni di guerra senza che le sue istituzioni vengano consultate e probabilmente neanche informate?” 

La denuncia riguarda il “silenzio” attorno al presunto coinvolgimento della Naval Air Station siciliana nell’omicidio del generale Soleimani.

Sigonella sono ospitati, tra l’altro, i droni MQ-9 ‘Reaper’ come quello usato per uccidere Soleimani, aerei senza pilota tipo Hale (High Altitude Long Endurance) e Male (Medium Altitude Long Endurance).

Nella giornata di ieri, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si è chiaramente espresso in favore del dialogo e della responsabilità, per evitare “atti che potrebbero avere gravi conseguenze”.

“In queste ore – ha postato sui social – siamo al lavoro come Governo sugli ultimi sviluppi della situazione in Iraq, che ovviamente preoccupano tutto il mondo. In quella regione la nostra priorità è e resta la lotta al sedicente Stato Islamico. Ci sono nostri militari che sono stati gravemente feriti o sono morti per combattere Daesh, in ogni sua forma. Uomini e donne in uniforme che rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza. Il nostro pensiero va al loro operato e alla loro incolumità. Negli ultimi giorni come Italia abbiamo lanciato un forte appello al dialogo e alla responsabilità, invitando a mantenere aperti i canali con tutti gli interlocutori, evitando atti che possano avere gravi conseguenze.

Ma se vogliamo essere davvero incisivi, l’Unione Europea deve saper parlare con una sola voce. Ed è per questo che ho apprezzato l’invito alla moderazione e alla de-escalation dell’alto rappresentante Ue, Josep Borrell”.

L’uccisione del generale Soleimani ha generato una tensione fortissima in tutto il mondo.

Che l’Europa fosse stata messa preventivamente al corrente, fatta eccezione per l’Italia, lo si evince dalle parole di Mike Pompeo, Segretario di Stato Usa,  che asserisce in una intervista su Fox News:

“Gli alleati europei degli Stati Uniti “non sono stati così d’aiuto come avrei desiderato.”. Pompeo ha affermato di avere telefonato a funzionari di vari Paesi per parlare dell’attacco: “Ho trascorso gli ultimi due giorni a parlare con i partner nella regione, condividendo con loro cosa stavamo facendo, perché lo stavamo facendo e cercando la loro assistenza. Sono stati tutti fantastici”.

“Poi – ha aggiunto – parlando con i nostri partner in altri luoghi, che non sono stati altrettanto validi. Francamente, gli europei non sono stati così d’aiuto come avrei desiderato che fossero. In particolare i britannici, i francesi, i tedeschi devono capire che quello che abbiamo fatto, quello che gli americani hanno fatto, ha salvato vite anche in Europa”.

Frasi, queste, proferite “dimenticando” o non considerando l’Italia, gli Italiani ed in particolare  “Giuseppe”.

Che la situazione non sia da sottovalutare si capisce bene valutando le parole dell’ ambasciatore iraniano all’ONU Takht Ravanchi, che così si è espresso in relazione all’attacco degli USA in una intervista alla Cnn:

“La risposta ad un’azione militare è un’azione militare. Da parte di chi? Quando? Dove? Lo vedremo”.

E’ a seguito di tutto ciò che la NATO ha sospeso le missioni di addestramento in Iraq, e così, di conseguenza, hanno fatto anche i nostri 926 militari.

La nostra Ambasciata sarebbe stata messa in sicurezza, secondo fonti di agenzia.

Il premier Giuseppe Conte si è detto estremamente preoccupato per l’escalation della crisi in Medio Oriente lanciando un appello “alla moderazione, al dialogo e al senso di responsabilità”. Secondo fonti di Palazzo Chigi, Conte vede nell’Ue un player importante nello scacchiere internazionale per evitare l’esplosione della polveriera mediorientale. “L’Europa eserciti il proprio peso diplomatico per evitare sviluppi imprevedibili”.

Tuttavia lo scenario sembrerebbe essere di ora in ora sempre più complesso, per di più con una Italia sempre più ai margini nello scacchiere internazionale.

In particolar modo non si può non considerare ciò che sta accadendo in Libia, dove intervengono tutti,  compresa la Turchia, e dove il ruolo dell’Italia sembrerebbe essere…..inesistente.

di Ettore Lembo e Lucia Mosca

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net