domenica, Ottobre 17, 2021
Home > Italia > Messa in pensione e poi “resuscitata”: storia del salvataggio della Befana ad opera di una Greta Thunberg tutta marchigiana

Messa in pensione e poi “resuscitata”: storia del salvataggio della Befana ad opera di una Greta Thunberg tutta marchigiana

di Maurizio Verdenelli 

Sino al 1985 e prima del Dpr 793 (a firma del Presidente Francesco Cossiga) la Befana ‘ tutte le feste’ non portava piu’ via. Semplicemente perché, anticipando la legge Fornero, era stata posta coattivamente in pensione anticipata insieme con numerose altre festività religiose in forza alla legge 54 del 5 marzo 1977.

E se ora la simpatica vecchietta, unica tra tutte, è stata rimessa in servizio attivo, lo si deve ad un’operazione tutta marchigiana risalente a tre anni prima di quel Dpr venuto per la gioia di tutti i bambini italiani. La punta di diamante di questa ‘Marche connection’, della fantastica storia di Natale fuori tempo massimo ma (udite udite) a lieto fine e’ una Greta Thunberg serravallese, ora madre di famiglia a Foligno.

La storia della sudentessa che “salvò” la Befana

Ma nell’ inverno dell’ 82 Alessandra Conti, questo il suo nome, era una studentessa delle medie di Serravalle di Chienti che insieme con i suoi compagni di scuola (tra i quali un futuro sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui) si trovava in viaggio alla volta di Roma, destinazione il Quirinale. Erano gli anni, non solo purtroppo tragicamente ‘di piombo, ma fortunatamente per l’italia del Presidente Sandro Pertini che aveva aperto le porte dell’ex Palazzo dei Papi agli studenti italiani.

Ed un giovane assessore di Serravalle Venanzo Ronchetti, prossimo a diventare celebre nel Paese come ‘il sindaco del terremoto, aveva chiesto ed ottenuto il pass per i ragazzi del Paese. Venanzo, socialista, era riuscito subito ad entrare in empatia con il ‘Compagno Sandro’,  nel nome di Pietro Capuzi eroe della Resistenza, grazie al quale provvidenzialmente il futuro Capo dello Stato si era salvato dalla fucilazione a Visso (bloccato a Pieve Torina da un febbrone nell’imperversare della tormenta).

“Pertini mi abbraccio’ nel nome di Capuzi, piangendo”, ricorda Ronchetti. E poi alla Sua richiesta di un desiderio da parte dei ragazzi, Alessandra aveva richiesto che fosse ripristinata la festa della Befana. E il Presidente disse subito, affettuoso: Ne parlero’ con Spadolini”.

L’allora premier, il primo non dc del dopoguerra, treiese di ritorno e d’adozione, porto’ avanti alacremente la pratica. Che firmo’ poi il successore di Pertini, Francesco Cossiga. La richiesta di Alessandra, occorre dire, ebbe poi nella campagna del giornale romano Il Messaggero un supporter d’eccezione. Ma fu una battaglia vinta, la prima (ed ultima, ci risulta) di una studentessa, pre-Greta, contro l’invisibile Moloch italiano fatto di politica, burocrazia, rinvii e proroghe.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net