sabato, Ottobre 23, 2021
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L’Iran dice addio all’accordo sul nucleare. L’Iraq: via dal Paese le truppe americane

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Alta tensione tra Stati Uniti, Iraq, Iran. “Se gli Stati Uniti non ritirano le forze dalla regione, affronteranno un altro Vietnam”. Lo ha detto Ali Akbar Velayati, consigliere del leader iraniano Ali Khamenei, citato da Farsnews.

“Nonostante le vanterie dell’ignorante presidente degli Stati Uniti, l’Iran intraprenderà un’azione di ritorsione contro le azioni degli americani, che li farà pentire di ciò che hanno fatto”, ha sottolineato.

Nel frattempo l’Iran ha chiaramente dichiarato che non rispetterà più l’accordo nucleare internazionale dopo l’assassinio da parte degli Stati Uniti del massimo generale Qassem Soleimani.

In una dichiarazione trasmessa dalla TV di stato, il governo ha affermato che non avrebbe più rispettato le restrizioni sull’arricchimento dell’uranio, su ricerca e sviluppo, assestando così un altro duro colpo alle speranze di ripristinare le relazioni tra Washington e Teheran in un giorno in cui centinaia di migliaia di persone si sono riversate nelle strade di tutto l’Iran per piangere Soleimani e chiedere ritorsioni.

L’annuncio segna il momento di maggiore tensione relativamente all’accordo del 2015, concordato tra l’Iran e un gruppo di potenze mondiali noto come P5 + 1 – Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina, Russia e Germania – che mirava a impedire a Teheran di costruire un arma atomica imponendo restrizioni alle sue sensibili attività nucleari e consentendo ispezioni da parte di esperti internazionali in cambio della revoca delle sanzioni economiche.

Era stato considerato un grande successo dell’amministrazione Obama dopo anni di tensione fondate sulle capacità e sulle intenzioni nucleari dell’Iran, ma il presidente Trump ha abbandonato l’accordo nel maggio 2018 a favore di una politica di “massima pressione” contro Teheran, con sanzioni paralizzanti contro il suo capitale finanziario ed il settore petrolifero.

L’annuncio è arrivato poche ore dopo che il parlamento iracheno ha votato per estromettere gli Stati Uniti e altre truppe straniere che combattono l’Isis, caffondando così gli sforzi per combattere il gruppo jihadista a seguito della decisione di Washington di assassinare Soleimani nel corso di un attacco aereo.

Il parlamento iracheno ha convocato e rapidamente approvato il voto preliminare non solo per la rimozione delle truppe straniere, ma anche per presentare una denuncia alle Nazioni Unite contro gli Stati Uniti per aver violato la sovranità del paese.

“Nonostante le sfide nazionali e internazionali che dovremo affrontare, questa scelta rimane la migliore per l’Iraq”, ha dichiarato il primo ministro iracheno, Adil Abdul-Mahdi.

Lucia Mosca

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