venerdì, Ottobre 22, 2021
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Caso Gregoretti, Gasparri dice no alla richiesta di autorizzazione a procedere. M5S e PD chiedono il rinvio

salvini

Il presidente della Giunta delle immunità del Senato Marizio Gasparri dice no alla richiesta di autorizzazione a procedere nei riguardi di Salvini sul caso Gregoretti. E propone quindi di respingere la richiesta, proveniente dal dal Tribunale dei ministri di Catania, nei confronti dell’ex ministro dell’Interno per il ritardato sbarco di 131 migranti la scorsa estate. Il no della Giunta, spiega Gasparri, è “in linea di continuità con le decisioni già assunte da questo organo” e si ravvisa “un coinvolgimento politico governativo” sulle scelte di Salvini. Nell’ultima pagina della relazione di Gasparri si legge: la Giunta “proponga all’Assemblea il diniego alla richiesta di autorizzazione a procedere”.

“L’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini — scrive Gasparri — non agì da solo”. E aggiunge: “E’ sicuramente configurabile un coinvolgimento politico governativo” del premier Giuseppe Conte, “comprovato dall’assenza di qualsivoglia presa di posizione contraria sulla conduzione del caso Gregoretti da parte del ministro Salvini e sulle scelte da lui operate, a prescindere dalla configurabilità o meno di un concorso nel reato del presidente Conte, elemento sul quale la giunta non può, anzi non deve esprimersi”.

Nel frattempo il senatore del M5s Mattia Crucioli ha chiesto di rinviare il voto della Giunta delle immunità del Senato sull’autorizzazione a procedere, tenendo conto della sospensione delle attività delle commissioni di Palazzo Madama prevista dalla Conferenza dei capigruppo dal 20 al 26 gennaio per via delle elezioni regionali del 26. Alla richiesta si sono associati subito dopo Pd e Iv.

“Hanno paura di perdere la faccia, sono senza onore e senza dignità”, commenta Matteo Salvini.

Riguardo al caso Gregoretti, Salvini ha di recente ribadito il fatto che la decisione fu presa “in modo collegiale, al fine d investire gli Stati membri della Ue della questione della distribuzione dei migranti”. Il leader della Lega ha a questo proposito portato come prova otto email scambiate tra il 26 luglio e il 2 agosto tra alti funzionari di Palazzo Chigi, Farnesina e Viminale allo scopo di dipanare la questione dei trasferimenti, citando due dichiarazioni di Luigi Di Maio e del Guardasigilli Alfonso Bonafede. “Emerge ancora una volta – ha dichiarato – che la gestione dei migranti non rappresentava l’espressione della volontà autonoma e solitaria del ministro, ma una iniziativa del governo coerente con la politica relativa ai flussi migratori, definita nel contratto”.

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