mercoledì, Settembre 23, 2020
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L’antico rito delle Farchie rivive a Fara Filiorum Petri ogni 16 gennaio

FARA F.P. (CH)- Si è svolto ieri come ogni 16 gennaio, l’ancestrale rito folcloristico – religioso dell’accensione delle farchie in una atmosfera di festa fra il sacro s il profano, tra religiosa devozione verso il patrono locale “lu Sand’Andonie” e canti e balli della tradizione, fra un buon bicchiere di vino rosso accompagnato dalle frittelle.

Ampia la partecipazione dei ragazzi del paese, soprattutto delle ragazze che sono ogni anno l’anima della festa organizzata dalle varie contrade faresi che innalzano al cielo ciascuno la propria farchia prima dell’accensione, grazie alla fatica degli uomini e all’ausilio di leve e funi

Importante la presenza di italo – americani che ritornano in paese per innalzare le farchie e quella dei bambini che osservano da vicino i padri e i nonni accendere la farchia perché il rito viene tramandato da generazione in generazione.

 Un evento identitario che sopravvive alla Globalizzazione che speriamo non venga rovinato dal formalismo e dalla burocrazia che troppo spesso contraddistingue l’Italia di questo primo scorcio di XXI secolo.

PILLOLE DI STORIA

Le Farchie di Sant’Antonio a Fara Filiorum Petri (Ch) sono un rito di origine barbarica, legato alla comunità longobarda “Fara” che si svolge fra 16 e 17 gennaio. Nel primo pomeriggio del 16, i Faresi portano con i trattori o a spalla le farchie dalla propria contrada al piazzale davanti il cimitero ( in passato davanti la Chiesa di Sant’Antonio Abate), le innalzano e al tramonto le incendiano.

A questo punto si festeggia tutti insieme con canti, dolci e vino, mentre dalla chiesa arriva in processione la statua di Sant’Antonio per la benedizione.

A fine cerimonia, si buttano a terra le farchie per riportarle alle contrade di apparteben sa, mentre la festa continua.

La mattina del 17 gennaio, presso la chiesa di Sant’Antonio, si fa la benedizione del pane, del fuoco e degli animali.

Cristiano Vignali – LaNotizia.net

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