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Il film d’autore stasera in TV: “HACHIKO – IL TUO MIGLIORE AMICO” domenica 19 gennaio 2020

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Il film d’autore stasera in TV: “HACHIKO – IL TUO MIGLIORE AMICO” domenica 19 gennaio 2020 alle 21:25 su RETE 4

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Hachiko – Il tuo migliore amico (Hachi: A Dog’s Tale) è un film del 2009 diretto da Lasse Hallström, Con Richard Gere, Joan AllenCary-Hiroyuki Tagawa basato sulla storia del cane giapponese Hachikō e sul film giapponese del 1987 Hachikō Monogatari di cui ne è il remake.

Hachi [八] in giapponese significa otto: il cane viene chiamato così per via di una medaglietta di legno portata al collo nella quale è rappresentato il numero otto in caratteri giapponesi; il kō [公] finale, è un suffisso che può indicare il rispetto per persone di alto rango, oppure affettuosità o leggero scherno dopo i nomi di persona e animale.

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Parker Wilson è un professore universitario di musica che fa il pendolare per recarsi al lavoro. Una sera, al suo ritorno in stazione, trova un cucciolo di akitasmarrito e decide di portarlo a casa per accudirlo in attesa che il padrone venga a reclamarlo. La moglie Kate è inizialmente contraria a tenere il piccoloAkita Inu per via del legame stabilito col precedente cane di casa, e invita Parker ad affiggere volantini per la cittadina, in modo da ritrovare il proprietario del cucciolo. Vedendo però il legame d’affetto che il cucciolo e suo marito hanno subito instaurato, deve ricredersi.

Un giorno, Parker, porta il cucciolo a scuola e chiede all’amico Ken, di origine giapponese, alcune informazioni al riguardo. L’amico gli rivela che l’Akita non è un cane comune e che il suo legame è più forte di quello di un normale cane col padrone. Sulla medaglietta che porta c’è un ideogramma, Hachi, che significa 8, che diventa il nome del cucciolo. Hachi è molto legato a Parker, tanto che arriva ad accompagnarlo ogni mattina alla stazione per poi tornarvi alle 5 di pomeriggio per accoglierlo. Cruccio di Parker è il comportamento anomalo di Hachi che non vuole giocare con la palla: non c’è verso di fargliela riportare. Ken gli spiega che gli akita non vogliono compiacere gli uomini e che il giorno che Hachi vorrà farlo, sarà per un motivo importante. Un giorno Hachi ha un presentimento e cerca di far capire a Parker di non andare al lavoro, inizialmente rifiutandosi di seguirlo alla stazione, poi portandogli da casa la famosa pallina. Nonostante i segnali, il professore prende il treno, sotto lo sguardo preoccupato del cane. Durante la lezione in aula di quel giorno, il professore è colto da un ictus e muore. Hachi è alla stazione, come sempre, alle 5, ad aspettare l’amico che non ritorna. È il genero di Parker a riportarlo a casa, a sera ormai inoltrata. Andy, la figlia di Parker, e suo marito Carl decidono di tenere Hachi nella loro casa, con il loro figlio appena nato, ma alla prima occasione il cane scappa e ritorna alla stazione per aspettare l’amico. Andy capisce che non può trattenerlo e lo lascia libero di fare quello che “deve”.

Ogni giorno Hachi si reca alla stazione e aspetta: i pendolari e i negozianti locali lo nutrono e se ne prendono cura senza mai interferire con la sua missione. La figura di Hachi inizia ad attirare l’attenzione dei giornali e la sua storia fa il giro del paese, giungendo a Ken che decide di incontrarlo di persona e parlare con lui, in giapponese, del suo dolore e augurandogli una lunga vita. Passano 10 anni e Hachi è sempre lì, più vecchio e malconcio ma sempre in attesa di Parker. Kate, che se n’era andata via per un po’ di anni, torna e si reca sulla tomba del marito per rendergli omaggio e, ritornando alla stazione incontra il cane che aspetta: capisce che il rapporto tra i due amici era superiore a quello fra cane e padrone e, commossa dalla fedeltà di Hachi, gli fa compagnia. Il tempo passa e Hachi guarda la porta della stazione, stanco e ormai in procinto di morire. Nei suoi ultimi istanti rivede la sua vita, con Parker e sogna di rincontrarlo, prima di esalare l’ultimo respiro.

Regia di  Lasse Hallström

Con Richard Gere, Joan AllenCary-Hiroyuki Tagawa

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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