giovedì, Ottobre 28, 2021
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Ovidio – L’Arte di Amare: continua il libro II

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OVIDIO – L’ARTE DI AMARE. L’opera si divide in tre libri, i primi due dedicati agli uomini con la conquista della donna (la preda) e la tecnica da impiegare, mentre il terzo alle donne per come proporsi e come comportarsi. Il poema, scritto nel periodo in cui Augusto cercava di mettere un freno ai liberi costumi dei suoi cittadini con le leggi matrimoniali, costò ad Ovidio l’esilio a Tomis sul mar Nero (oggi Costanza). Traduzione e introduzione di Ortensio Celeste RL S.P.A. editore 2017 – Un libro da leggere.

Continua il libro II. 663 – 702 Elogio della donna matura, cioè della donna esperta

Non chiederle mai che età abbia, sotto quale console è nata (è una funzione obbligatoria solo per il censore), soprattutto se non è più nel fiore della bellezza, ha già avuto i suoi tempi migliori e ha già cominciato a cercare i capelli bianchi. Cari giovani, chi ha questa o anche una età avanzata è ancora utile, darà ancora messi, sarà un terreno ancora da seminare. Resistete e datevi da fare, finché forze ed età ve lo concederanno, tanto la vecchiaia che rattrappisce il corpo arriverà, e il suo passo neanche lo sentirete. Solcate il mare con le imbarcazioni, fendete il terreno con il vomere, mettete mano alle armi a portare guerre feroci, oppure offrite alle ragazze l’attività e la forza dei vostri fianchi. Anche questa attività è come una guerra, e anch’essa è in cerca di bottino. Aggiungici poi che le donne di quell’età dispongono di maggiore professionalità, frutto dell’esperienza, la sola qualità che rende artisti. Sanno compensare i danni dell’età con trucchi raffinati, cure attente che non le facciano sembrare vecchie, e conoscono mille posizioni (nessun affresco ne conosce di più) per fare l’amore come vuoi tu. Non c’è bisogno di stuzzicarle per farle eccitare, all’orgasmo però maschio e femmina cerchino di arrivarci insieme. Non sopporto gli accoppiamenti in cui le due persone non vengono insieme (ecco perché sono meno interessato a fare l’amore con un ragazzo), non sopporto la donna che si concede solo perché obbligata e intanto resta fredda pensando alla lana. Non mi da nessun piacere chi mi si concede per dovere e mi auguro che nessuna ragazza mai si comporti così con me. Quello che mi piace è sentire quei suoni che mi fanno capire che sta godendo, sentirla pregare di rallentare, di trattenermi; desidero guardare gli occhi della mia signora che mi dicono che ha perso il controllo, che non ce la fa più: la voglio sfinita, a chiedermi di non toccarla più. Questi privilegi la natura non li ha concessi alla prima giovinezza, di solito arrivano un po’ più tardi, dopo i trentacinque anni. Chi vuole una cosa veloce beva il vino novello, personalmente mi auguro un vino invecchiato, versato da un’anfora che è stata messa da parte al tempo degli antichi consoli. Solo un platano di tanti anni riesce a resistere al sole, mente un prato d’erba fresca ferisce i piedi nudi. Volendo, si può preferire Ermione ad Elena, giudicare Gorce migliore di sua madre, ma se vorrai provare una Venere d’annata – purché tu sia a prova di resistenza – ne riceverai ricompense notevoli.

703 – 732 Un breviario per il sesso

Ecco, il letto complice ha accolto i due amanti: tu, Musa, rimani dietro la porta chiusa della camera da letto. Le parole usciranno da sé, senza il tuo aiuto, e saranno tante; a letto la mano sinistra non rimarrà inerte, le dita troveranno da lavorare su quelle parti del corpo dove si nasconde l’eccitazione e si conficcano le frecce dell’amore. Sono cose che ha fatto in passato anche il fortissimo Ettore con Andromaca (era uno che aveva di che offrire non solo in guerra), e le ha fatte anche il grande Achille con la sua prigioniera Briseide, quando, sfinito dal nemico, sprofondava in un soffice letto. E tu, Briseide, ti lasciavi toccare da quelle mani sempre intrise del sangue dei Frigi. E non erano proprio le mai di un vincitore sul tuo corpo ciò che ti piaceva quand’eri eccitata? Credi a me, in amore il piacere non deve essere una cosa veloce, ma va stuzzicato a poco a poco e continuamente ritardato. Una volta che hai capito quali punti toccare, quali danno più piacere alla donna, non ti far mettere freno dal pudore e toccali. Le vedrai luccicare gli occhi di quella luce tremula simile a quella del sole riflessa da un’acqua limpida. Dopo verranno i lamenti, i mugolii ed i gemiti di piacere, le parole del gioco d’amore. Tu però non lasciarti alle spalle la tua signora utilizzando vele troppo grandi, e lei non preceda la tua corsa. Cercate di raggiungere insieme la meta: c’è stato pieno godimento quando il maschio e la femmina si ritrovano distesi ed entrambi sopraffatti. Questa è la condotta che devi tenere, quando hai agio e tempo libero, e nessun timore mette fretta ai tuoi atti furtivi; quando invece andar lenti non è sicuro, conviene darci dentro e remare a tutta forza, lanciare il cavallo al galoppo ed usare gli sproni.

Passaggio al libro III. 745 – 746 Ma ecco che le fresche ragazze mi pregano di dar loro insegnamenti. 

NOTA: 1- Non occorrono tante parole per commentare questi passi, pieni di buoni consigli, anche un po’ arditi, ma comunque sempre utili. 2- Ovidio sottolinea l’attrazione sessuale che la donna matura esercita sugli uomini giovani e ne spiega il perché; 3- Briseide, la schiava di Achille, era donna di rara bellezza.

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