sabato, Ottobre 23, 2021
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Svolta nel caso del 14enne di Tortoreto: verrà ascoltato dal Tribunale per i Minorenni de L’Aquila

tortoreto

TORTORETO – Una PEC. Una comunicazione ufficiale, quindi, che dà seguito alla richiesta del 14enne di Tortoreto, che rischia di essere portato via dall’abitazione all’interno della quale risiede con il padre, di essere ascoltato. Ricordiamo che erano stati due i tentativi (il 2 ed il 10 gennaio) da parte degli assistenti sociali, coadiuvati dalle forze dell’ordine, di prelevare il minore senza che fosse stato depositato e regolarmente notificato il relativo provvedimento (poi messo agli atti il 13 gennaio) per consegnarlo alla madre. Il 14enne ha in più occasioni manifestato la volontà di rimanere col padre. Tra l’altro, il ragazzo, stando alle dichiarazioni dei docenti dell’istituto scolastico frequentato dal giovane insieme alla sorella, che invece si trova attualmente allocata presso la madre, sarebbe ben seguito dal padre e avrebbe un buon profitto scolastico, diversamente dalla figlia.

I punti salienti della vicenda del 14enne di Tortoreto

Questa la storia. Tutto ha inizio con la separazione tra i due coniugi nel 2010. Inizialmente i bambini vengono affidati alla madre. Emergerebbero però, successivamente, episodi da parte della donna di abuso di mezzi di correzione. La storia è lunga e complessa. La ragazza, affidata ad una comunità per uno stato di irrequietezza che le avrebbe creato dei problemi, si sarebbe allontanata in più occasioni dalla stessa per poi essere rintracciata tutte le volte dal padre. Sono quindi seguite querele, da parte dell’uomo in seguito archiviate, in quanto non si sarebbe riusciti a risalire al o ai responsabili dell’allontamamento consenziente della minore dalla struttura (assenza di vigilianza). Probabilmente per avere maggiore libertà, senza che fosse stato emesso alcun provvedimento, la giovane si è poi sposata a vivere con la madre nelle Marche. Il padre ha segnalato la cosa ed esiste attualmente a questo proposito un procedimento pendente presso il Tribunale di Teramo.

Per quanto riguarda il figlio 14enne, il Tribunale de l’Aquila riterrebbe il padre inadeguato senza avergli consentito la possibilità di un contradditorio e senza aver mai tra l’altro ascoltato il minore, dopo che il Tribunale per i minorenni delle Marche  si era occupato per diverso tempo della vicenda, sospendendo la responsabilità genitoriale della  madre, salvo poi ripristinarla nello stesso momento in cui lo stesso ha dichiarato la propria incompatibilità territoriale (risultando in quel momento i minori residenti in Abruzzo).

Il ragazzo avrebbe addirittura scritto di proprio pugno una lettera indiririzzata al giudice (poi consegnata dai legali del padre) per confermare la propria volontà di rimanere con il papà.

Gli avvocati, Annalisa Corradetti e Romina D’Agostini, hanno chiesto nel frattempo la sospensione del provvedimento (con la possibilità, per l’appunto, di far ascoltare il minore). Ora il 14enne potrà dire finalmente la sua, rappresentare la propria volontà. E ci si augura che la vicenda possa chiudersi positivamente nell’esclusivo interesse del minore, come è giusto che sia.

Lucia Mosca

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