domenica, Ottobre 17, 2021
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Anno 1945: quando i Testimoni di Geova “predissero” il negazionismo

Forse aveva ragione lo scrittore francese Celine quando diceva che “tutto quello che è interessante accade nell’ombra e che si sa poco della vera storia degli uomini”.

Quella dei Testimoni di Geova o Triangoli viola sotto il regime nazista, è una vicenda particolare che come abbiamo già scritto, meriterebbe maggiore considerazione fra gli storici e gli studiosi per le sue peculiarità: la resistenza morale nei confronti del regime che risultò vincente psicologicamente parlando nonostante la sproporzione delle forze in campo e le perdite subite; il racconto “in diretta” sin dal 1933 in poi, che rivelava l’esistenza dei campi di concentramento e ciò che avveniva al suo interno, mentre simultaneamente le chiese stipulavano concordati con il governo di Hitler. E infine il rifiuto di mercanteggiare la propria libertà in cambio del ripudio della propria fede.

Ma c’è qualcosa altro che i testimoni o i bibelforscher scrissero 75 anni fa che suona oggi beffardo e preoccupante nello stesso tempo. Nel numero del 26 settembre 1945 il periodico Consolazione, (ora Svegliatevi!) annunciava che ci sarebbero stati tentativi di negare l’Olocausto. Nell’articolo “Il nazismo è stato distrutto?” il periodico diceva “I propagandisti pensano che la gente abbia la memoria corta. È loro interesse cancellare la storia passata, presentandosi sotto falsa luce di moderno i benefattori, nascondendo le prove che li incolpano”. L’articolo concludeva ricordando ai lettori che “fino a quando Geova non combatterà ad Armaghedon, lo spettro del nazismo continuerà ad affacciarsi”.

Se si tralasciano le parafrasi teologiche, si deve ammettere che mai predizione fu più azzeccata, purtroppo. I rigurgiti di razzismo e antisemitismo crescenti sono sotto gli occhi di tutti. Due giorni fa l’Eurispes certificava che ben il 15,6% degli italiani crede che la Shoah non sia mai esistita. Nel 2004 erano il 2,7%. Un altro 16,1% ritiene che le proporzioni della Shoah o distruzione debbano essere ridimensionate.  “Il negazionismo continua a infangare la memoria di questa tragedia”, ha commentato  il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri. “Dobbiamo fare di più affinché le teorie negazioniste non trovino nuovo consenso”.

Dopo che negli ultimi decenni, le testimonianze e le documentazioni sulla Shoah si sono moltiplicate con ricostruzioni inconfutabili della raccapricciante barbarie nazista, è difficile immaginare cosa si possa ancora fare per combattere il negazionismo crescente. Continuare a ricordare è in ogni caso un dovere di tutti. E forse ascoltare tutte le voci. Specialmente quelle che parlarono da subito contro, in maniera coraggiosa e senza esitazione.  

Roberto Guidotti

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