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Ovidio, L’Arte di Amare: libro III

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OVIDIO – L’ARTE DI AMARE. L’opera si divide in tre libri, i primi due dedicati agli uomini con la conquista della donna (la preda) e la tecnica da impiegare, mentre il terzo alle donne per come proporsi e come comportarsi. Il poema, scritto nel periodo in cui Augusto cercava di mettere un freno ai liberi costumi dei suoi cittadini con le leggi matrimoniali, costò ad Ovidio l’esilio a Tomis sul mar Nero (oggi Costanza). Traduzione e introduzione di Ortensio Celeste RL S.P.A. editore 2017 – Un libro da leggere.

Libro III 57 – 82 Esortazione a godere della vita

Prendete insegnamento dai miei versi, finché sono ispirati, ragazze cui ciò è concesso dal pudore, dalle leggi e dai vostri stessi diritti. Ricordatevi bene si da ora che arriverà la vecchiaia, così non ci sarà momento che lascerete trascorrere inutilmente. Finché è in vostro potere, finché dichiarate ancora quanti anni avete divertitevi. Gli anni scorrono come l’acqua: quando l’onda è passata non la puoi fare ritornare indietro e non può tornare indietro l’ora che è già trascorsa. Bisogna viverla veramente la bella età della via, perché se ne va via a gambe levate e quella che viene dopo non è mai così bella come la precedente. Questi cespugli inariditi li ho visti essere un campo di viole, quanti rovi mi hanno regalato una gradita corona. Verrà il giorno in cui tu, che ora tieni gli innamorati fuori della porta, sarai una vecchia che di notte giacerà avvizzita e sola, che non sentirà i colpi alla porta per le risse notturne, che non troverà più, il mattino dopo, la soglia cosparsa di rose. Come fa presto il corpo, ahimé, a cedere e a coprirsi di rughe, come fa presto a svanire quel bel colorito che dava luminosità al volto, come fa presto il capo a coprirsi interamente di capelli bianchi (ma tu giuri di averne avuta fin da piccola qualche ciocca).

I serpenti, quando perdono uno strato di pelle, si spogliano anche della vecchiaia, e i cervi non diventano dei vecchi quando perdono le corna. Noi invece, quando perdiamo un bene, non ci guadagnamo nulla. Coglieteli sempre i fiori, perché se non li coglierete cadranno da sé e sarà una vergogna. E inoltre considera il fatto che le gravidanze fanno invecchiare prima del tempo, come invecchia prima un terreno che sia continuamente mietuto.

83 – 100 Esortazione a non frenarsi

Baciare Endimione sul monte Latmo non ti fece arrossire Luna, non fu motivo di vergogna per la dea dalle dita di rosa rapire Cefalo; Venere, che ancora piange quell’uomo, da chi ha avuto i suoi Enea e Armonia (senza contare che anche Adone si concesse a lei)? Seguite l’esempio delle dee, donne mortali, non rifiutate al desiderio del maschio il piacere di voi. Mettiamo pure che essi vi abbiano con l’inganno: che ci perdete? Vi resta tutto uguale.  Vi possiedano in mille, tanto non vi si rovina niente. E’ il ferro che si consuma con l’uso e si consuma la pietra, ma quella cosa lì resiste e – niente paura – non rischia di essere danneggiata. Chi si rifiuterebbe di fare accendere da una fiamma già accesa? Chi risparmierebbe sulle distese d’acqua delle vastità del mare? Eppure qualche donna non dice al maschio: “non si può”? Ma che ci perdi- dimmi un po’- se non quel poco d’acqua che ti servirà per lavarti? Ciò che dico non fa di voi delle prostitute, voglio solo che non temiate danni infondati, perché – lo ripeto – i vostri omaggi non rischiano danni. Durante la mia permanenza nel porto mi spinga una leggera brezza, durante il cammino che fra poco inizierò, mi spingeranno venti più sostenuti.

Continua il libro III 555 – 556 L’amante giovane e quello esperto.

NOTA: 1- Abbiamo galoppato e lasciato indietro tanti consigli che Ovidio dà alle donne quali: la cura dell’aspetto ( non caricate le orecchie di pietre troppo preziose, non andate in giro con incedere goffo per i vestiti tutti ricamati d’oro); la cura dei capelli e delle acconciature ( niente capelli ribelli e ogni donna scelga l’acconciatura che le sta bene); l’abbigliamento ( tanti possono essere i colori delle vesti ma scegline solo alcuni, tenendo a mente che alle carnagioni chiare stanno bene i colori scuri e alle more sta bene il bianco); la toilette e il maquillage (non eccedete, chi non proverebbe disgusto a vedere una faccia tutta impiastricciata con un trucco talmente carico che cola a fiumi); l’importanza del canto (le sirene cantavano), della poesia ( abbiamo visto la culta puella), e della danza ( le movenze dei ballerini sono affascinanti); evitare l’ira ( all’essere umano sono adatte calma e serenità, rabbia e violenza si addicono alla bestia), la superbia ( l’atteggiamento altezzoso danneggia il vostro volto, a noi maschi da fastidio) e la tristezza ( ve l’immaginate una donna che facendo l’amore dice con una faccia da funerale “oh vita mia!” e tutte quelle paroline che tanto piacciono al maschio?) 2- Ovidio scrisse anche un libretto di istruzioni su trucco e maquillage; 3- L’elogio alla giovinezza è un canto di tutti i tempi e ci ricorda Lorenzo il Magnifico.    4 – Il concetto che nulla amando si consuma è una nozione popolare universale. 5 – Galopperemo ancora e arriveremo presto alla fine.

Luciano Magnalbò

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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