venerdì, Settembre 25, 2020
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Sessantacinque anni di fede e coraggio. I Testimoni di Geova a San Benedetto

San Benedetto del Tronto – Sessantacinque anni di fede e coraggio nel difficile contesto culturale e religioso del suo tempo. E se oggi la società multireligiosa sembra normale, anche se l’integrazione non sempre riesce, professarsi Testimoni di Geova alcuni decenni fa in un contesto cattolico era sicuramente una sfida.

Era il febbraio 1955 quando una ventina di fedeli diedero il via alla prima comunità organizzata o congregazione dei Testimoni di Geova. Il gruppo si riuniva per leggere e commentare la Bibbia in una stanza di una casa in via Ronchi, una piccola via tra la Statale 16 e via Toscana. I primi contatti tra i Testimoni di Geova e la Riviera erano avvenuti alcuni anni prima quando alcune “missioni” dal vicino Abruzzo avevano suscitato la curiosità e l’interesse di alcune famiglie sambenedettesi per il messaggio evangelico, di quella che sembrava una nuova religione nel panorama italiano.

Il pregiudizio e intolleranza erano fortissimi verso i “protestanti” o “quelli della Bibbia” come erano definiti a quel tempo in maniera spregiativa i Testimoni di Geova. E anche se oggi può sembrare inverosimile, il fatto semplicemente di incontrarsi per leggere la Bibbia suscitava reazioni di furiosa ostilità tra i vicini e altri che sfociavano in atti di vandalismo compreso sassaiole verso i credenti. Le stesse autorità come i Carabinieri ci mettevano del loro, quando “fermavano” i testimoni che predicavano portandoli in caserma e in alcuni casi trattenendoli in prigione per giorni. L’accusa errata, era di vendere pubblicazioni senza licenza per il semplice fatto di distribuire la Torre di Guardia e Svegliatevi!, attività invece contemplata pienamente dalla Costituzione Italiana in vigore il 1° gennaio 1948.

Nonostante tutto la tenacia o resilienza come diremmo oggi di quelle persone di umili origini, portò risultati in parte inaspettati. Molte famiglie sambenedettesi e dei comuni vicini abbracciarono la fede dei Testimoni di Geova, tanto che dal quel nucleo nacquero comunità a Offida, Ascoli Piceno, Ripatransone, Acquaviva Picena, Grottammare, Cupramarittima; oltre ciò, fu dato un contributo notevole allo sviluppo dei Testimoni di Geova anche nella provincia di Fermo.

La stessa congregazione di San Benedetto si dividerà nel 1969 per un gruppo autonomo che si radunerà a Porto d’Ascoli. Saranno diversi i cambi dei locali per gli incontri (denominati Sale del Regno) visto la crescita numerica e il bisogno di spazio e praticità. L’ultimo trasferimento nel 2003 nell’attuale sede di Via Manara 136.

Oggi a San Benedetto sono presenti quattro comunità, compresa quella di di Porto d’Ascoli. Se si considerano il numero degli aderenti in rapporto agli abitanti, quella di San Benedetto è senz’altro una delle comunità dei testimoni di Geova più numerose e grandi d’Italia. E questo è evidente se si percorrono le piazze e le strade principali della città dove spesso si possono incontrare evangelizzatori che suonano alle porte o espositori mobili con opuscoli per il pubblico. Un recente sondaggio interno ha rivelato che in molti, convertendosi alla fede dei Testimoni di Geova, hanno abbandonato modi di vivere e comportamenti particolarmente dannosi per sé stessi e la società, come l’abuso di alcol, l’uso di droghe, la ludopatia e altro ancora.

Una presenza quella dei Testimoni di Geova oramai integrata con il resto della cittadinanza, fermo restando la diversità dottrinale e pastorale con altre fedi. Ma anche questo se ci si pensa è un fattore altamente positivo. Diceva Voltaire che “di tutte le superstizioni, la più pericolosa è odiare il prossimo per le sue opinioni”. La convivenza di idee diverse, che possano essere politiche, filosofiche o come in questo caso religiose, è la prova del progresso civile e morale di una società matura e aperta. E visto i tempi poco luminosi che stiamo attraversando non è per nulla cosa da poco.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche