domenica, Gennaio 23, 2022
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Minaccia “africana”? Buone notizie e Covid-19 accerchiato

coronavirus

Covid-19: Fra 4 ore scenderanno 500 persone dalla nave Diamond Princess (88), in quarantena a Yokohama, a sud di Tokyo. Un italiano è risultato positivo al test del Coronavirus assieme ad altri 87 nuovi casi Intanto è partito da Roma il volo sanitario con il personale medico che andrà a soccorrere i nostri connazionali.

“Li riporteremo a casa il prima possibile”, ha assicurato il ministro Di Maio dopo aver incontrato a Ciampino la squadra in partenza per il Giappone. Ai 454 positivi fino a ieri mattina, se ne sono aggiunti altri 88, così come comunicato dall’agenzia giapponese Kyodo su Twitter. I nuovi 88 casi positivi al Covid-19 sono emersi su un totale di 681 nuovi test portando a oltre 2000 i deceduti e a oltre 74mila il totale infetti ma la nota positiva globale è che PER LA PRIMA VOLTA I CASI DEI GUARITI DAL COVID-19 SONO SUPERIORE AI CONTAGIATI.

La seconda notizia positiva è di carattere economico: General MOTORS, TOYOTA e FCA riaprono le fabbriche in Cina. Le attività riprendono dopo le lunghe interruzioni legate alle festività del capodanno cinese e ai timori per la diffusione del COVID-19.Timori che nelle ultime ore si “addensano” attorno al Continente africano.
Già molte testate giornalistiche si stanno annoverando per evidenziare, o meno (propaganda dei politici?)   il rischio COVID-19 “AFRICANO”….
l’Africa potrebbe realmente tramutarsi nel vettore di amplificazione del virus? Bhe se notiamo il grafico sopra il punto centrale verso cui si dirigono tutte le frecce provenienti dalla Cina è infatti l’aeroporto Bole di Addis Abeba.  Grazie ai lavori connessi alle infrastrutture della Belt and Road Intiative, la Nuova Via della Seta quasi 1500 cinesi in media ogni giorno sono i passeggeri di voli dal Paese del Dragone in Africa dove ivi oltre 950.000 cinesi hanno “preso casa” .

E il fatto che l’aeroporto etiope sia scalo obbligato per i voli che dai Paesi africani vanno verso Pechino o altre mete, rende quei terminal dei potenziali laboratori di incubazione. Rischio di cui sopra non va sottovalutato ma  Africa Cdc ha invece avviato l’Africa Task Force for Novel Covid-19 esattamente 16 giorni fa. “Stiamo lavorando a stretto contatto con l’Oms e altri partner (direttore John Nkengasong) per assicurare che i kit diagnostici di cui ha bisogno l’Egitto siano disponibili e che prendano le giuste misure per contenere il contagio.”

“L’arrivo del Covid-19 in Africa era inevitabile, per questo Africa Cdc stava già lavorando attivamente con gli stati membri dell’Unione Africana e altri partner nelle scorse quattro settimane e investendo nella preparazione e nella risposta alla malattia. Il caso individuato dalle autorità egiziane dimostra che la strategia adottata è efficace”. Africa Cdc è stato assai attivo in fase preventiva tant’è che aveva già condotto un training a Dakar, in Senegal, e procurato kit diagnostici per 16 laboratori del continente, incluso l’Egitto appunto.

La settimana scorsa un’altra formazione è stata portata avanti a Nairobi, Kenya, diretta a 40 partecipanti provenienti da nove paesi su come migliorare l’individuazione del Covid-19 nei punti d’ingresso nei rispettivi paesi, in collaborazione con l’International Civil Aviation Authority (ICAO). A questa formazione hanno preso parte anche due compagnie aeree, Kenya Airways e South African Airlines. Covid-19 accerchiato…

RD Leo

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