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Il film in seconda serata consigliato in TV: “ZERO DARK THIRTHY” mercoledì 26 febbraio 2020

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Il film in seconda serata consigliato in TV: “ZERO DARK THIRTHY” mercoledì 26 febbraio 2020 alle 23:40 su IRIS (Canale 22)

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Zero Dark Thirty è un film del 2012 diretto da Kathryn Bigelow ed interpretato da Jessica Chastain, Joel Edgerton, Jason ClarkeJennifer Ehle.

Il film è basato sull’attività dei servizi segreti che ha portato all’individuazione e all’uccisione di Osama bin Laden il 2 maggio 2011 ad Abbottabad (in Pakistan), da parte dei Navy SEALs del DEVGRU, unità antiterrorismo della Marina degli Stati Uniti. La trama si sviluppa in un arco di tempo compreso tra il 2001 e il 2011 e narra le indagini e le ricerche che portano l’agente della CIA Maya Lambert a scovare il rifugio del leader di Al-Qaida. Maya Lambert è un personaggio fittizio, solo in parte modellato sulla figura dell’agente Alfreda Frances Bikowsky.
Il titolo del film, nel gergo militare, significa mezzanotte e mezzo, cioè l’ora in cui, il 1º maggio 2011, scattò l’operazione militare che portò all’uccisione di Osama bin Laden. Il film contiene inoltre alcuni accenni al saggio No Easy Day di Mark Owen (che nel film corrisponde al SEAL Patrick), uno dei Navy SEALs che hanno partecipato al raid di Abbottabad.

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Maya Lambert è una giovane agente della CIA impiegata a tempo pieno nella ricerca di Osama bin Laden, il capo di Al-Qaida ritenuto responsabile degli attacchi dell’11 settembre 2001. Nel 2003, ancora fresca di laurea, viene assegnata all’ambasciata americana in Pakistan, ad Islamabad, per lavorare a fianco dell’esperto agente Dan. Così assiste alle torture che vengono impartite regolarmente ai detenuti per carpire informazioni. In particolare, Dan sottopone Ammar al-Baluchi, un affiliato di Al-Qaida collegato ai dirottatori dell’11 settembre ad umiliazioni, waterboardingprivazione del sonno e costrizione in catene o dentro scatole di legno, senza ottenere informazioni.

Circa un anno dopo, grazie ad un bluff suggerito da Maya e senza ricorrere a torture, Ammar rivela l’esistenza di un certo Abu Ahmad al-Kuwaytinome di battaglia con cui viene chiamato il più fidato corriere di Bin Laden. Molti detenuti confessano di averlo visto e lo descrivono, ma nessuno sa dove si trovi. Appare evidente che si tratta di un uomo importante essendo certo che sia lui a fare la spola tra Bin Laden e Abu Faraj al-Libi, suo importante luogotenente. Nel 2005, dopo gli attacchi del 7 luglio a Londra, Abu Faraj viene catturato dalla CIA. Maya lo interroga ma questi nega di conoscere Abu Ahmed, dando un altro nome come suo corriere. Maya interpreta questa reticenza come una conferma dell’importanza dell’uomo che sta cercando.

Nei tre anni successivi le ricerche di Maya si concentrano esclusivamente su Abu Ahmed, che lei è sempre più convinta sia il giusto tramite per arrivare a Bin Laden. La collega Jessica, a differenza di lei è convinta che si possa fare breccia anche nelle organizzazioni terroristiche corrompendo le persone giuste, così si mette sulle tracce di un dottore giordano che potrebbe infiltrarsi nella aree tribali dell’Afghanistan. Le due colleghe escono indenni dall’attentato che distrugge il Marriott Hotel di Islamabad la sera del 20 settembre 2008. Dopo lunghe trattative un anno più tardi ha luogo l’incontro con il medico giordano presso il campo militare americano Chapman. L’auto, fatta entrare senza le necessarie precauzioni nell’accampamento, salta in aria uccidendo Jessica e altri sei agenti. Maya, molto toccata dall’accaduto, è ancora più scossa quando le riferiscono che Abu Ahmed, secondo testimonianze attendibili, sarebbe morto, addirittura dal 2001.

Stando così le cose crollerebbe tutto il suo piano ma lei non demorde e grazie ad una ricerca sugli archivi fotografici marocchini di una giovane analista, si scopre che il vero nome di Abu Ahmed sarebbe Ibrahim Sayeed ed è ipotizzabile che l’uomo morto nel 2001 sia in realtà il fratello maggiore di questi. Per cercare Sayeed, Maya ricorre all’aiuto di Dan, nel frattempo operante nella sede di Langley, che raggiunta Kuwait City ottiene il numero di telefono della madre del presunto corriere da un affarista kuwaitiano, in cambio di una Lamborghini.

Grazie al traffico telefonico la CIA riesce a risalire all’uomo e ad individuarlo in Pakistan, a Rawalpindi. Gli appostamenti portano poi ad un complesso fortificato un po’ fuori da Abbottabad, non lontano dall’accademia militare pakistana. La CIA mette l’edificio sotto sorveglianza per vari mesi, utilizzando satelliti e spie giungendo alla certezza che all’interno vi sia un personaggio di rilievo del terrorismo o di altre attività illecite, ma non avendo alcuna evidenza che vi possa essere Bin Laden. L’ostinatezza di Maya permette comunque di predisporre anche un’operazione militare che prevede l’utilizzo di due elicotteri invisibili sviluppati nell’Area 51 e – in quanto tali – arma top-secret, pilotati dagli elicotteristi del 160th Special Operations Aviation Regiment: gli elicotteri dovranno entrare segretamente in Pakistan e calare una squadra d’assalto del DEVGRU dei Navy SEALs che prenda d’assalto il complesso fortificato di Abbottabad.

Il 1º maggio 2011 mentre Maya è nel campo di aviazione di Jalalabad, in Afghanistan, insieme alla squadra dei SEALs, viene dato finalmente il via all’operazione. Nella notte i 24 assaltatori della Marina partono sui due elicotteri stealth MH-60 Black Hawk alla volta di Abbottabad. Non senza intoppi l’operazione viene comunque portata a termine con successo rivelando effettivamente la presenza di Bin Laden che viene ucciso e prelevato insieme a vari documenti trovati nel covo. A Maya non resta che effettuare il riconoscimento del cadavere di Bin Laden la cui morte rappresenta il coronamento e la conclusione della sua missione.

Regia di Kathryn Bigelow

Con Jessica Chastain, Joel Edgerton, Jason ClarkeJennifer Ehle  

Fonte: WIKIPEDIA