lunedì, Aprile 19, 2021
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Giuseppe Sacconi e quella poesia per San Benedetto scritta prima della sua morte

San Benedetto del Tronto – Se si va a Roma è quasi d’obbligo una visita o un’occhiata al Vittoriano, enorme complesso monumentale progettato da Giuseppe Sacconi, vincitore di un concorso nel 1882. Sacconi era nato a Montalto Marche nel 1854. Nel 1905, l’anno della sua morte compose una poesia poco conosciuta e stampata in soli 50 esemplari numerati.

La poesia, che trae spunto dalla lancette osservate dalle donne dei pescatori mentre prendono il largo e che ora riproponiamo si intitola, Canzone a San Benedetto del Tronto.

Sambenedetto, quando il semilunio

suscita a fior dell’onda che s’annera

un gran formicolio di serpentelli;

Sambenedetto, quando vien la sera

e vengono le donne sul nettunio

lido i capelli

raccolti su a testa

fino ai ginocchi succinta vesta

i piedi scalzi a immergere nel flutto;

ed una barca tirata all’asciutto

cantano poi, sedute su le sponda

in lunga fila

mezzo tra luce ed ombra

e il canto s’alza mentre che già tutto,

anche il mare, s’addorme su la riva

una letizia vergine, un sopore

dolce m’inebria il cuore

come un profumo di selvagge rose

Quando silenziose,

ad una a una, circa mezzanotte.

dalle compagne ferme all’ancoraggio

salpando verso il buio che le

inghiotte,

verso le solitudini pescose,

le lancette gemelle adagio adagio

apron la vela: anche l’anima varca

dietro a ciascuna barca

spinta dai sogni incontro alla

speranza.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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