domenica, Gennaio 17, 2021
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Coronavirus, l’Italia che lotta. L’orgoglio di una nazione

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Coronavirus, Milano non si ferma e si appresta a ritornare alla consueta normalità quotidiana fatta di laboriosità e relazioni sociali. La nostra è da sempre una nazione abituata a lottare, a “corciarsi le maniche” e dare il massimo per ripartire dopo aver fronteggiato le emergenze. E’ questo lo spirito sano dell’Italia, degli italiani che non hanno paura.

Nel corso degli ultimi giorni ha destato scalpore ed indignazione il  video della tv francese Canal+ del gruppo Vivendi in cui si “ironizzava” sull’Italia alle prese col coronavirus. “E’ vergognoso e raccapricciante. Pretendiamo delle scuse”, aveva scritto su Twitter il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova.

Era stata Giorgia Meloni a diffondere le immagini sulla “pizza Covid-19”. Ed era stata espressa indignazione anche da parte di Luigi Di Maio: “Inaccettabile”. Canal+ si è poi scusata con gli “amici italiani”.

L’Italia ha voglia di ripartire. Lo scrive il leader della Lega, Matteo Salvini, sul proprio profilo facebook: “È un momento in cui l’Italia ha bisogno di unirsi nel nome della speranza e del lavoro, quando qualcuno ci vorrebbe divisi, isolati e sconfitti. Siamo un grande Popolo che ha nella famiglia, nella bellezza della cultura, nella ricchezza di tradizioni, profumi e passioni, nell’ingegno dei nostri imprenditori, nel volontariato e nella solidarietà le proprie radici. Ritroviamo l’orgoglio di vivere nel Paese più bello del mondo e, insieme, supereremo anche questi giorni difficili”.

Sulla stessa linea anche il ministero degli Esteri Luigi Di Maio: Sky TG24 ha lanciato la campagna social “l’Italia che resiste” con l’obiettivo di raccontare le storie di un’Italia che continua a portare avanti le proprie attività, che non molla e che vuole ripartire. Questa sera, al termine della presentazione del piano straordinario sull’export, ho rilasciato proprio a Sky TG24 un’intervista per illustrare il piano straordinario per il rilancio del “Made in Italy” nel mondo. Un primo stanziamento di 716 milioni di euro per aiutare le aziende che portano il marchio Italia nel mondo. Non smetterò di ripeterlo: daremo il massimo per sostenere le nostre imprese”.

E ancora Giorgia Meloni: “Appello ai turisti di tutto il mondo: le immagini e le notizie che vi arrivano della nostra Nazione non raccontano il vero. L’Italia è sempre pronta e fiera di accogliervi con tutte le sue unicità. Non rinunciate alla più bella meta turistica da visitare e conoscere”.

Di recente l’Italia è stata oggetto di una “discriminazione” che ha fatto nascere e crescere lo sdegno non solo tra le personalità politiche, ma anche e soprattutto tra i cittadini che vivono la vita di tutti i giorni tra le già ben note difficoltà presenti prima ancora se si verificasse l’emergenza Coronavirus. Sembra addirittura che la Germania pretenda che le casse che trasportano prodotti provenienti dall’Italia vengano sanificate. ( rif. Intervista ad imprenditrice su La7)

Impeccabili gli operatori sanitari nel gestire l’emergenza Coronavirus

Meritano senza dubbio un plauso gli operatori della Sanità che dal momento in cui è iniziata questa emergenza si sono prodigati e continuano incessantemente ad operare nell’interesse dei cittadini correndo tutti i rischi del caso senza risparmiarsi, tanto che numerosi sono quelli che risultano contagiati.

Lo stesso plauso va alle Forze dell’Ordine impegnate a gestire e far rispettare le ordinanze di isolamento disposte nelle aree definite rosse.
Ma non bisogna dimenticare le Forze Armate che hanno già predisposto ex caserme e tendopoli da utilizzare se il picco massimo, che sembra ancora non si sia manifestato, dovesse richiedere ulteriori posti letto
oltre quelli che gli ospedali tradizionali possono offrire, sia per la quarantena, sia per le terapie d’urgenza.

Chi sembrerebbe essere in difficoltà, è purtroppo il governo, forse impreparato ad un’emergenza di questo tipo e con evidenti problematiche nel raccordarsi con le forze locali. Un altro esempio eclatante di caos nella gestione dell’emergenza è la situazione in cui versa attualmente il mondo del calcio, soprattutto della massima serie nazionale, dove in alcuni casi le partite sono state sospese, in altre sono state fatte disputare a porte chiuse, mentre altre ancora sono state effettuate con il regolare afflusso di pubblico.

La Lega Calcio, a cui è stata demandata dal Governo la decisione, ha contribuito forse a creare ulteriore confusione e discriminazione nei confronti di tutte le squadre e di tutti i tifosi. Può quindi sorprendere l’affermazione del Presidente dell’Inter Steven Zhang?

“Giochi con il calendario e metti sempre la salute pubblica al secondo posto. Sei forse il più grande e oscuro pagliaccio che abbia mai visto. Sì, sto parlando a te. Al nostro presidente di Lega Paolo Dal Pino. Vergognati”.

Affermazione rivolta contro il numero 1 della Lega Calcio Paolo dal Pino, e come si legge nel testo Instagram dell’account ufficiale del Presidente dell’Inter continua: -“24 ore? 48 ore? 7 giorni? E cosa ancora? Qual è il
prossimo step? E ora parli di sportività e campionato regolare? Cosa dici del fatto che non proteggiamo i nostri giocatori o allenatori e chiediamo loro di giocare per te 7/24 senza sosta? Sì, sto parlando a te. Al nostro presidente di Lega Paolo Dal Pino. Vergognati! E’ ora di alzarsi e prenderti le tue responsabilità”.

Parole dure , e non condivisibili nei toni, ma che dovrebbero far riflettere non solo il presidente della Lega Calcio, ma tutto il mondo calcistico, trasformatosi oramai da sport a mostruosa ed inarrestabile macchina fabbricatrice di soldi e azzerando di fatto ogni forma di etica e di umanità. Così la Procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Chinè, ha aperto un’inchiesta di cui seguiremo i risvolti.

Di fronte a tutto questo, una sola cosa è certa: gli italiani hanno voglia di combattere, di superare la crisi, in nome della propria storia, delle proprie capacità, e della forza che li ha resi nell’arco dei secoli il faro d’Europa per cultura, arte, ingegno.


Ettore Lembo e Lucia Mosca

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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