giovedì, Ottobre 21, 2021
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Con le riforme fra III e IV secolo finisce la superiorità militare di Roma

ROMA – Fra la seconda parte del III e l’inizio del IV secolo e.C., la riforma dell’esercito di Gallieno con la barbarizzazione che dispensa i senatori dal comando militare, dividendo per sempre la carriera civile (spettante ai Romani) da quella militare (spettante ai Barbari), la ripartizione delle Province di Diocleziano in Prefetture e Diocesi che esclude i senatori dalla loro amministrazione e la successiva riforma di Costantino che scioglie la Guardia Pretoriana, segnano il passaggio fra il Principato e il Dominato e mettono le basi per la successiva caduta dell’Impero d’Occidente, sia perché tolgono dalla gestione dell’impero gli eredi delle antiche famiglie senatore che avevano fatto la gloria di Roma, sia perché affidano il comando militare nelle mani di mercenari che spesso pensano solo al loro tornaconto personale, sia perché adottando stili di combattimento e equipaggiamenti dei popoli barbarici da cui provenivano i contingenti militari, perdono la superiorità tecnica e tattica tipica dell’esercito romano rispetto ai nemici. Infine, lo scioglimento della Guardia Pretoriana per la sua influenza nella scelta dell’imperatore, priva Roma di un corpo militare di élite posto a difesa della città da eventuali assedi e marginalizza Roma nelle scelte politiche imperiali esautorando il Senato.

Dunque, fra la seconda parte del III e inizio del IV secolo si creano quelle debolezze strutturali nelle difese imperiali che si riveleranno fondamentali nella crisi del V secolo per la caduta dell’Impero d’Occidente e per l’incapacità di difendere la città di Roma che subirà i rovinosi sacchi del 410 e soprattutto del 455.

Cristiano Vignali – LaNotizia.net