giovedì, Settembre 24, 2020
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Coronavirus, opportuno prevedere campionamenti ambientali dell’aria?/VIDEO

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Emergenza Coronavirus, è stata recentemente inoltrata al Ministero della Salute – e alla nostra reazione – una sintesi degli studi realizzati e pubblicati sul portale Medline/Pubmed attualmente riconosciuti dalla Comunità scientifica internazionale. L’autrice della rielaborazione è Elisabetta Zanasi, Dott.ssa in chimica iscritta all’ordine dei chimici di Modena, che svolge attualmente la professione di libero professionista per aziende della Regione Emilia Romagna e Lombardia. “Il mio intento – ci spiega – è solo e semplicemente quello di dare il mio contributo per sensibilizzare al problema, basandomi su dati scientifici”.

“Gli studi effettuati -spiega -, hanno lo scopo di mettere in evidenza le attuali lacune riguardo l’attuale conoscenza del comportamento in aria del bioaerosol. Con il nome Bio-aerosol si indicano tutte quelle particelle sospese nell’aria di origine biologica quali:

  • Microorganismi come batteri e funghi
  • Parti di animali come il pelo
  • Pollini
  • Tossine
  • Virus (quindi anche Coronavirus)

Lo studio del bioaerosol ha numerosi e diversi campi di applicazione (allergologia, aerobiologia industriale, beni culturali, bioclimatologia, chimica e fisica dell’atmosfera, ecologia, epidemiologia, inquinamento biologico, micologia, microbiologia, patologia vegetale, terrorismo biologico, qualità dell’aria indoor/outdoor). Il bioaerosol è presente sia all’interno degli ambienti che all’esterno (in aria). Da qui si evince intanto il primo fatto: il virus in generale è presente in aria essendo parte del bioaerosol.

Si pone l’attenzione ora sulla verifica della propagazione di un virus (presente in aria quale componente del bioaerosol).

I due studi effettuati riguardano la diffusione dei virus in aria.

Il primo si intitola :  Challenges of studying viral aerosol metagenomics and communities in comparison with bacterial and fungal aerosols ed è una ricerca effettuata da “Department of Civil and Environmental Engineering, Virginia Polytechnic Institute and State University, Blacksburg, VA, USA; and 2Department of Civil and Environmental Engineering, University of Pittsburgh, Pittsburgh, PA, USA”.

Questi ricercatori hanno fatto un esperimento che consisteva nel rilasciare un piccolo virus, come l’epatite B (le cui particelle hanno dimensioni pari circa a 30 nm), e una grande spora fungina, come Alternaria sp. (Circa le cui dimensioni sono di circa 100 micron ), contemporaneamente dalla cima di un edificio alto 10 mt. La spora, secondo lo studio, verrebbe trasportata a una distanza orizzontale inferiore a 150 m prima di stabilizzarsi sul terreno, mentre la particella virale verrebbe trasportata quasi a 200000 km. Queste stime mostrano che i virus possono essere trasportati ad ordini di grandezza più lontani e che possono essere trasportati molto più a lungo di batteri o funghi.

Qui di seguito i valori riscontrati disposti in forma tabellare:

Fattori ambientali, come l’umidità, la temperatura e l’irradiazione solare, hanno dimostrato di influenzare la vitalità del bioaerosol virale. Scegliere un metodo di campionamento appropriato per raccogliere bioaerosol virale è sia essenziale che impegnativo a causa alla loro dimensione di essere ordini di grandezza più piccolo di quello di batteri e funghi. Ad ogni modo si sono estrapolate le seguenti concentrazioni di virus in aria nei differenti ambienti:

Una potenziale soluzione per verificare la presenza dei virus  in un ambiente interno è per utilizzare i filtri HVAC, che campionano volumi molto grandi di Aria. I ricercatori hanno utilizzato con successo i filtri HVAC per microrganismi di studio in ambienti interni . Mentre un potenziale metodo di campionamento per gli ambienti esterni è per apporre filtri su veicoli aerei senza equipaggio (UAV), che sono stati utilizzati per campionare gli agenti patogeni.

La seconda ricercaDeposition rates of viruses and bacteria above the atmospheric boundary layer

effettuata da Isabel Reche 1 ● Gaetano D’Orta1 ● Natalie Mladenov2 ● Danielle M. Winget3 ● Curtis A. Suttle 3

è partita dal presupposto circa la capacità di aerosolizzazione delle particelle del suolo e degli aggregati marini di trasportare batteri e virus attraverso l’atmosfera libera. Lo studio dimostra  che anche in ambienti incontaminati, al di sopra dello strato limite atmosferico, il flusso verso il basso dei virus variava da 0,26 x 109 a 0,7 x 109 m-2 al giorno. Questi tassi di deposizione sono stati 9–461 volte maggiori rispetto ai tassi per i batteri, che variavano da 0,3 a 107 a 8 x 107 m2 al giorno.

Da notare che i virus per replicarsi hanno bisogno di una cellula ospite (anche il Coronavirus).

La ricerca ha verificato che  sequenze di virus quasi identiche si possono trovare in ambienti separati molto distanti tra loro, si è osservato che  numerose  cellule ospiti per questi virus  vivono in ambienti molto diversi, paesi anche lontani, che la dispersione di alcuni virus è così alta che sono essi sono distribuiti globalmente. E’ stata quantificata la deposizione di virus e batteri al di sopra dell’atmosfera in Spagna, e la ricerca ha dimostrato che in ogni quadrato metro, decine di milioni di batteri e miliardi di virus sono depositati ogni giorno.

I virus hanno tempi di permanenza nell’atmosfera  più lunghi dei batteri e di altri componenti del bioaerosol e sono meno sensibili ad essere rimossi dalla pioggia . (Sempre dimostrato dalla ricerca in questione).

Questi risultati indicano inoltre che,  rispetto ai batteri, i virus essendo collegati a particelle organiche (restano attaccati e quindi trasportati in aria da queste particelle presenti in aria) più piccole nell’aria; di conseguenza, il loro tempo di permanenza atmosferica sarà più lungo di quello di batteri, che sono stati associati con aerosol più grandi. ( i batteri si attaccano a particelle di dimensioni più grandi e quindi viaggiano piu lentamente anche nell’atmosfera rispetto ai virus che si attaccano a particelle di dimensioni inferiori).

In questo contributo, si sono determinati i tassi di deposizione di virus e batteri in due siti situati nelle montagne della Sierra Nevada (Spagna). Inoltre, è stato valutato come le masse d’aria, le condizioni meteorologiche e dimensione dell’aerosol influenzano i tassi di deposizione di virus e batteri.

Di seguito i link per poter visualizzare le metodiche finora utilizzate in Cina per debellare il Coronavirus dagli ambienti esterni:

primo link: https://www.quadricottero.com/2020/02/in-cina-droni-spruzzano-disinfettante.html?m=1

con video dei droni https://www.dailymail.co.uk/video/news/video-2100106/Video-Army-drones-deployed-China-disperse-disinfectant.html?fbclid=IwAR27EfJmG4Q8A7zXmq6xSG7jPF-TXw8D2FPCb-8DvzWQxEZ6kgtbtd4g8f0

tramite droni si spruzzano agenti sanificanti sopra edifici, suolo, spazi aperti a diversi metri di altezza dal suolo, questi droni sono usualmente utilizzati in agricoltura per diffondere pesticidi sulle coltivazioni infettate da parassiti. Ma è possibile far spruzzare a questi droni anche altre sostanze quali es disinfettanti contenenti cloro (adatti a debellare il coronavirus) al posto dei pesticidi

secondo link: https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/coronavirus-wuhan-mezzi-pesanti-azione-disinfettare-strade/ACX6jzIB

tramite camion attrezzati si spruzzano in strada agenti sanificanti in grado di creare una potente nube disinfettante (candeggina)

altro link: disinfezione in Indonesia  direttamente sui passeggeri di un aereo: https://m.dagospia.com/coronavirus-spray-disinfettante-a-pioggia-sui-passeggeri-in-arrivo-dalla-cina-video-225969.

Alla luce di quanto esposto  occorrerebbe forse prevedere campionamenti ambientali dell’aria che possano ricondurre alla presenza del patogeno Covid 19 e nel caso attivare interventi di sanificazione ambientali outdoor come in Cina. (oltre a sanificare gli ambienti indoor).

In Cina provvedono anche alla sanificazione delle banconote (lo fa la banca) e hanno delle applicazioni tramite cellulare che consentono di segnalare ai cittadini in tempo reale chi sono i contagiati e di identificarli e addirittura verificarne gli spostamenti”.

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