venerdì, Ottobre 22, 2021
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Coronavirus Pesaro, Roberto Oddo morto a soli 46 anni: lo sfogo del fratello

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PESARO – Un terribile dolore si è abbattutto sulla famiglia di Roberto Oddo, agente assocurativo morto due giorni fa all’età di 46 anni. Tutti lo ricordano come un professionista dalla grande energia, con una grande passione per il proprio lavoro. La sua prematura scomparsa ha lasciato sgomenta la città, e sconvolto familiari e amici. Ed è ai social che il fratello Stefano affida il proprio dolore. “Sono il fratello di Roberto Oddo – ha scritto ieri su Facebook – , deceduto purtroppo all’età di 46 anni, a causa del virus. Visto che è uscito anche l’articolo su Il Resto del Carlino, e che in tanti non si capacitano, della sua scomparsa, desidererei fare un po’ di chiarezza, senza polemica alcuna, solo la verità dei fatti.

Mio fratello incomincia ad avere la febbre alta sopra 38 il 4 di marzo con dolori vari e tosse, prendendo la sola Tachipirina per abbassare lo stato febbrile. Questo dura più o meno fino all’8 di marzo, con febbre che persiste sempre presso i 38, con pochi cali, e maggiore tosse, fino quando nella tarda serata è costretto a chiamare la guardia medica, che interviene facendogli una iniezione di cortisone.

Il giorno seguente decide di chiamare il medico di base, già precedentemente consultato nei giorni prima, per la richiesta di un eventuale tampone, che dice che i tamponi vengono fatti solo se si è in grado di dimostrare da chi si è stati contagiati, cosa di per sè aberrante: come si fa a sapere come è avvenuto il contagio?Ad ogni modo, il medico di base lo visita e gli suggerisce di tenere duro, perché in ospedale è un delirio e si rischia di prendere solo più virus, e gli prescrive una serie di iniezioni di Bentelan (Cortisonico). Purtroppo la situazione non migliora affatto , anzi peggiora sensibilmente, fino a che venerdì 13 chiama d’urgenza il 118 per evidenti problemi respiratori.

Da subito risulta positivo al tampone, e gli viene diagnosticata una polmonite bilaterale. In seguito gli viene chiesto che tipo di cura avesse fatto, (CORTISONICA), e la risposta è:”Ma con il Cortisone non ha fatto altro che peggiorare la situazione, perché annienta le difese immunitarie, che sono di vitale importanza, per la lotta contro il virus”.

Purtroppo, viene ricoverato in terapia intensiva per due giorni, ma in seguito al peggioramento delle condizioni, viene intubato e portato in rianimazione, con gravissimi problemi polmonari ed in seguito una insufficienza renale, derivante dal progredire della malattia, che lo porta anche in dialisi, fino all’amaro epilogo.

Ora, mio fratello di 46 anni non aveva e non ha mai avuto malattie pregresse, o gravi problemi di sorta, aveva solo magari qualche valore sballato, derivato dall’obesità, ma non certo da procurarne la morte. Quindi mi, e vi chiedo, come é possibile prescrivere cortisonici contro una malattia virale? Purtroppo mio fratello non c’è più, e le responsabilità della sua morte dipendono solo da questo maledetto virus, o si sarebbe potuto agire in maniera differente? Questo tarlo, resterà dentro di me per sempre”.

La redazione de La-Notizia.net si unisce al dolore dei familiari di Roberto Oddo per la prematura e terribile scomparsa.

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