sabato, Ottobre 24, 2020
Home > Italia > Covid-19: le bandiere a mezz’asta, il lockdown Inps. Prorogata la Quarantena nazionale

Covid-19: le bandiere a mezz’asta, il lockdown Inps. Prorogata la Quarantena nazionale

le bandiere

di Anna Maria Cecchini

Le bandiere a mezz’asta di martedì. Dal Quirinale il messaggio di vicinanza e di cordoglio per la perdita dei nostri connazionali, ingente nella cifra, pesante fardello nei nostri cuori, memoria storica tra decenni. L’iniziativa partita dall’ Anci, confermata dalle nostre istituzioni, è stata accolta dal Vaticano e persino dai vicini comuni sloveni. I nostri colori sospesi a mezz’aria, segno di un tempo immobile, dilatato nello spazio bianco del silenzio tutt’intorno, e identificato dallo stesso bianco delle tute protettive dei medici.

Fluttuano le nostre angosce, come le speranze, lacerati dalle cifre che ogni giorno, ci concretizzano il dramma della moltitudine della nostra gente caduta. Una tragedia che condividiamo tristemente, con il resto del mondo e che tuttavia sembra anche stimolarci, nella ricerca di soluzioni in campo medico e politico. Blasfemo anche solo pensarlo, perché la pandemia è sinonimo di morte, ma l’umanità aveva bisogno di vivere in un tempo sospeso e di fermarsi. Drammatico il modo, essenziale il bisogno. Nulla sarà come prima. Vero. Il dopo implicherà delle scelte in un equilibrio precario e instabile tra necessità e volontà.

Inps – Pasquale Tridico prova a calmare gli utenti infuriati: “Non vi è un deadline!” Il server non regge le 100 mila domande al secondo, il sito si blocca. Gli hacker tentano l’attacco al sistema. Un bug svela i dati sensibili degli utenti. Lockdown dell’Inps. 

Avevamo informato nei giorni scorsi, come da ieri sarebbe stato possibile inviare le richieste all’Inps per accedere al bonus Indennità di 600 euro, destinato ai lavoratori autonomi e alle partite iva. 

Ci hanno provato in troppi dalla mezzanotte alle 8:30 di ieri mattina: 300 mila domande e il D-day dell’Inps è terminato con il blocco del sistema e la chiusura del sitoa causa del tentativo di hackeraggio del sistema, a pochi giorni dall’attacco alla banca dati dell’ospedale Spallanzani. 

Molti utenti hanno potuto accedere involontariamente ai dati sensibili di quelle persone, che stavano inviando le loro domande. Il databreach preoccupa il Garante della Privacy Antonello Soro, che pone l’attenzione sulla mancanza di sicurezza, delle banche dati e dei siti delle amministrazioni pubbliche.

L’Italia bocciata in materia della protezione dei dati sensibili. Tempestivo il confronto con l’Inps, per comprendere la causa di quest’ultimo pesce d’aprile, nei confronti dei lavoratori.Immediata la risposta dell ’associazione Codici, attarverso l’avvocato Ivano Giacomelli, segretario nazionale, che descrive l’accaduto, evidenziando l’inadeguatezza di un Istituto quale l’Inps, che avrebbe dovuto prepararsi tempestivamente alla mole di lavoro facilmente prevedibile, proteggendo il diritto alla privacy, di coloro che dopo ore di attesa, provando a visitare la sezione My Inps, hanno aperto i profili di altri cittadini a loro estranei, del tutto involontariamente.

L’ufficio legale dell’associazione Codici sta monitorando la situazione e sta avviando un’azione collettiva, per tutelare i diritti degli utenti danneggiati. 

Tutti i cittadini che hanno avuto problemi a raggiungere il sito dell’Inps e che hanno visto violata la loro privacy, possono contattare l’associazione Codici per richiedere assistenza, inviando una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org

Durissima la reazione del mondo politico al lockdown dell’Inps. Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, definisce paradossali le parole di Tridico.

“In un primo momento l’Inps aveva comunicato che dal 1 di Aprile le domande per l’indennità, sarebbero state valutate in ordine cronologico, ossia chi arriva prima prende il bonus, gli altri aspettano. Poi ha negato il click day e cancellato l’informativa on line. Non solo: milioni di italiani che hanno provato a collegarsi al sito dell’Inps stanotte e questa mattina, si sono ritrovati davanti al messaggio in schermata ‘il servizio è temporaneamente inattivo, si prega di riprovare più tardi’.

Poi beffa nella beffa, il Presidente Tridico ha specificato che le domande potranno essere inoltrate per tutto il periodo della crisi. Se l’intento era quello di rassicurare i cittadini, significa che non si è compreso che la crisi sarà lunghissima, che il bisogno di liquidità è immediato, che i pagamenti sono già in gravissimo ritardo e che di questo passo si rischia un’emergenza sociale senza precedenti.  Di tutto abbiamo bisogno, tranne che dei pesci d’aprile dell’Inps”

Le fa eco Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che riassume l’accaduto come una beffa ai danni degli autonomi e delle partite iva, ponendo l’accento sulla miseria del bonus, previsto dal decreto Cura Italia. Un’elemosina per la quale migliaia di lavoratori hanno subito un calvario digitale nel tentativo vano, di inoltrare le loro legittime istanze di domanda.

Si unisce al coro indignato dei politici, cinguettando in un tweet il proprio disappunto, anche Piercamillo Falasca, vicesegretario di Più Europa. Conte e Tridico devono assumersi laresponsabilità dello scivolone digitale dello Stato italiano, assolutamente disorganizzato e dell’ennesimo, grave colpo inferto alle partite iva, con la violazione della privacy.

Salvini piccona e sollecita modalità diverse, ricordando la snellezza e agilità dell’impianto burocratico svizzero, ove l’amministrazione a seguito della compilazione di un solo foglio, arriva ad accreditare fino a 500.000 franchi, sul conto individuale del cittadino richiedente. Da noi code virtuali, blocco del sistema, sito irraggiungibile, attacco degli hacker…

Il Premier Conte da Palazzo Chigi: ho firmato il Dpcm che proroga al 13 Aprile le misure restrittive di contenimento della diffusione del Covid-19.

In diretta da Palazzo Chigi, Giuseppe Conte annuncia di aver firmato il Dpcm che proroga fino il 13 Aprile la quarantena nazionale: quest’anno niente gita fuori porta e tovaglia a quadretti stesa sui prati per Pasqua. Ma davvero pensavamo di cavarcela così impunemente, lasciarci tutto alle spalle, invocando la sfortuna, una congiuntura astrale sfavorevole, magari un bel complotto politico e farci baciare dal sole primaverile, tra un calcio al pallone ed un uovo di cioccolata scartato?

Avremo avuto davvero il coraggio, di nascondere sotto quella stessa tovaglia, le migliaia di morti come si fa con la polvere sotto i tappeti?
Meglio, più realisticamente parlando, Cina docet, e il Ministro Speranza insieme ai nostri virologi, capofila Burioni, rafforzano il concetto, continuare diligentemente e responsabilmente, ognuno a fare la propria parte, se vogliamo davvero difendere la nostra salute e quella dei nostri bambini. Non si illudano quelli, che al solo sentire pronunciare le parole’ passeggiata e bambini,‘hanno pensato di ritornare domani a frequentare i parchi, padroni di nuovo del proprio tempo. No, non è ancora l’ora di abbassare la guardia!

Quanti sono i ‘furbi’, che in questo periodo di attesa, hanno cercato di eludere la sorveglianza e muoversi in libertà, refrattari al rispetto e all’osservanza delle regole?

Solo nella giornata del 14 Marzo, ben 7.000 persone sono state denunciate, per aver violato le disposizioni relative ai provvedimenti governativi, introdotti causa emergenza Coronavirus. 272persone positivedal 26 al 30 marzo, sono state fermate perché inosservanti della quarantena. Neanche il rischio di un processo per pandemia colposa li ha fermati. Rischiano da 1 a 4 anni dicarcere e una sanzione amministrativa fino 3.000 euro. Forse troveranno il tempo di riflettere. Forse. 

Questo è il momento di resistere, lo sanno bene i nostri governatoriAttilio Fontana in Lombardia ha inaugurato il nuovo ospedale al Polo fieristico di Milano, interamente dedicato alla terapia intensiva dei malati di Covid-19. Bertolaso dal letto dell’ospedale San Raffaele in cui è ricoverato perché positivo, esulta e giustamente ricorda, che ha mantenuto la parola data, ai lombardi. Un miracolo costruito in 10 giorni, dove da questa domenica al massimo lunedì troveranno posto 28 malati ma 200 sono i posti effettivi, dedicati alle persone in terapia intensiva.

Nelle Marche il nostro governatore Ceriscioli ha promosso la costruzione di un’area dedicata alla terapia intensiva, nei locali della Fiera a Civitanova Marche, in previsione del picco del contagio, atteso alla metà di questo mese.

La gara di solidarietà dei privati e degli imprenditori della nostra terra generosa, chiamati in causa dal governatore Ceriscioli, come i Gabrielli e i Fileni ha reso possibile la copertura della spesa di 12 milioni di euro, che saranno impiegati per materializzare i 100 posti di terapia intensiva supplementari di cui la nostra regione necessita.

Anche in Veneto Zaia non abbassa la guardia, memore dell’esperienza di Hong Kong, alla seconda quarantena e attende armato il picco dell’epidemia che anche a Nord-est è previsto per il 15 aprile. Tra tamponi in attesa di essere analizzati a causa della mancanza dei reagenti e degli operatori, in grado di eseguire l’esame, sperimentazioni farmacologiche, si prova ad ipotizzare una patente per gli immuni con tanto di test sieriologico.

A lezione da un piccolo paese, in provincia di Rimini,dove la collaborazione tra le istituzioni e i cittadini e l’osservanza delle regole hanno assicurato ad ora, zero contagi.

Casteldelci, paese originario della famiglia del virologo più conosciuto al mondo, parliamo di mister Burioni, sindaco e 400 concittadini godono tutti di buona salute.Qual’è il segreto? Semplice: la prevenzione.Il primo cittadino Fabiano Tonielli, le forze dell’ ordine, i medici, i commercianti, gli anziani, i bambini, tutte le anime di Casteldelci hanno scelto l ’auto-isolamento da subito, privilegiando tutte le sane pratiche e i comportamenti responsabili, che in altre parti d’Italia ancora qualcuno cerca di eludere. La prevenzione unita alla collaborazione tra paesani, hanno scritto la serena realtà di questo luogo, laddove a poca distanza invece si convive con la morte.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *