sabato, Aprile 17, 2021
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Covid 19, sequestrati 23mila articoli tra mascherine e prodotti igienizzanti

Nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria connessa alla diffusione epidemica di “covid 19” il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, attraverso i dipendenti NAS, sta svolgendo controlli ispettivi e repressivi sulla regolarità delle attività distributive di dispositivi medici e di impiego sanitario nonché all’accertamento di pratiche commerciali illegali o fraudolente. Gli interventi, eseguiti anche mediante verifiche incrociate su flussi commerciali import/export, hanno consentito di intercettare dispostivi e presidi medici privi di requisiti o importati su canali non ufficiali.

L’intensa domanda di mascherine facciali ha determinato un’intensificazione dell’offerta commerciale, anche con ordinazioni su canali on-line, non sempre corrispondente ad una adeguata idoneità dei prodotti. Infatti, nel corso delle attività degli ultimi giorni, i NAS hanno operato numerosi interventi, individuando e sequestrando 8.100 mascherine di varie categorie, dalle semplici antipolvere, a quelle chirurgiche fino ai dispositivi di protezione individuale (come FFP2), risultate irregolari, prive delle caratteristiche dichiarate da produttori e venditori e oggetto di importazione con modalità non consentite. Altro segmento commerciale caratterizzato dalla presenza di prodotti privi dei requisiti obbligatori è quello relativo agli igienizzanti: sempre negli ultimi giorni sono state bloccate 14.800 confezioni di prodotti vantanti qualità antimicrobiche e disinfettanti non possedute e peraltro in assenza di qualsiasi registrazione come biocidi o presidi medico-chirurgici. Nelle citate operazioni, sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria 6 titolari di esercizi produttivi e commerciali ed ulteriori 16 sono stati sanzionati amministrativamente per complessivi 25 mila euro.

Tra gli interventi si segnalano:


Il NAS di Perugia ha deferito alla Procura della Repubblica un imprenditore ritenuto responsabile di frode in commercio per aver prodotto e messo in vendita mascherine facciali dichiarate come Dispositivi di Protezione Individuale, ma risultate prive dei requisiti necessari. L’azienda in realtà operava la produzione in deroga e il commercio di semplici mascherine protettive, senza poterne documentare l’idoneità alle funzioni di elevata protezione dagli agenti infettivi.

Il NAS di Roma, presso una sartoria gestita da cittadini extracomunitari, ha sequestrato 700 mascherine facciali, dal valore complessivo di circa 4.000 euro, in fase di distribuzione nella filiera commerciale della capitale. Le stesse erano prive della documentazione idonea alla commercializzazione.

Il NAS di Pescara, presso un’azienda all’ingrosso, ha sequestrato 70 mascherine poste in vendita ad un prezzo unitario superiore di circa il 400% rispetto a quello di fornitura, tanto da configurarsi una manovra speculativa punita dal Codice Penale.

Il NAS di Palermo, presso una ditta importatrice, ha sequestrato 100 mascherine protettive DPI, accompagnate da certificato di conformità rilasciato ad un produttore cinese diverso da quello che le ha materialmente realizzate.

Il NAS di Reggio Calabria ha sequestrato 1.140 confezioni di liquido igienizzante commercializzato in assenza della prescritta autorizzazione ministeriale.

Il NAS di Padova, presso un fornitore di prodotti sanitari per farmacie, ha sequestrato: – 4.650 mascherine chirurgiche marcate CE, immesse in commercio prima della registrazione quale dispositivo medico e senza le indicazioni previste dalla normativa di settore; – 3.334 confezioni di gel igienizzante per le mani, immesse in commercio prive di registrazione e di indicazioni in lingua italiana.

Il NAS di Palermo, presso due distinte officine di produzione di cosmetici, ha eseguito il sequestro di oltre mille litri di gel igienizzante e di sapone, in flaconi da 200 ml e in taniche da 4 litri, pronti per l’immissione in commercio, sebbene in assenza di notifica e registrazione.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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