giovedì, Ottobre 28, 2021
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Conte come Schettino? Fin da febbraio “ospedale” a Palazzo Chigi. Poi medici e infermieri

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Conte come Schettino nelle “operazioni di salvataggio”? Dopo la clamorosa inchiesta de “Il Tempo” sull’avvenuto acquisto – già a febbraio – da parte di Palazzo Chigi, per uso interno, di ingenti quantitativi di mascherine protettive, guanti, camici, gel igienizzante, bombole d’ossigeno, farmaci specialistici, frigo idoneo, defibrillatori ed elettrocardiografi – mentre negli ospedali di mezza Italia si combatteva il coronavirus a mani nude – è di ieri la notizia che il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia ha presentato una interrogazione alla Camera sulla sconcertante vicenda.

Il capogruppo di FdI Francesco Lollobrigida già lunedi, in un video su Facebook girato davanti a Palazzo Chigi, preannunciando la delicata interrogazione, chiedeva di chiarire le motivazione dell’ingente e frettoloso acquisto di presidi sanitari per la propria sede mentre mancava di tutto – anche delle semplici mascherine – negli ospedali schierati in trincea nella lotta al virus assassino. “Siamo qui per chiedere a Conte se è vero che mentre in Italia si diceva che l’unico virus pericoloso era il razzismo e si spedivano le mascherine in Cina qui si acquistavano le FFP3 e tutto ciò che serviva per salvaguardare la salute del presidente del Consiglio e chi lavora con lui. Non c’è nulla di male a preoccuparsi per la propria salute. Ma quello che è grave è che queste informazioni non le abbia condivise col popolo italiano”.

L’ospedale personale del premier Giuseppe Conte denunciato da Il Tempo ha suscitato la rabbia di tutta l’opposizione, attaccata dal premier durante la conferenza stampa di sabato scorso.

La vicenda è quella raccontata dal direttore de Il Tempo Franco Bechis: mentre i medici lottavano a mani nude contro il coronavirus Palazzo Chigi aveva comprato mascherine, quintali di guanti, gel e bombole di ossigeno. Acquisti effettuati circa due settimane prima che il governo chiedesse a Consip di cercare di fare la stessa cosa per tutti gli altri italiani. 

Nell’ inchiesta de “Il Tempo” infatti si legge che “il presidente del Consiglio, dopo avere dichiarato a fine gennaio l’emergenza sanitaria nazionale non ha pensato a medici, infermieri, operatori sanitari ma prima di tutti a se stesso e certo anche ai suoi collaboratori. Perché in pieno mese di febbraio, circa due settimane prima che il governo chiedesse a Consip di cercare di fare la stessa cosa per tutti gli altri italiani, sono iniziati con successo gli acquisti di Palazzo Chigi per proteggere Conte e chi lavorava con lui. E pensate. Mentre tutta Italia impazziva a cercare le mascherine che non c’erano in alcuna farmacia e solo per pochi giorni si trovavano on line a prezzi folli, mentre gli ospedali e le case di cura non riuscivano a proteggere medici e infermieri che rischiavano la vita, la presidenza del Consiglio ha messo da parte veri e propri arsenali con cui resistere nel bunker anche per lunghi mesi.

Nel caso di Conte si è pensato perfino al peggio. Tanto che l’ufficio medico chiamato ad assisterlo in caso di problemi, è stato dotato di ogni strumento utile ad affrontare anche l’ipotesi più respinta, quella della infezione del premier. Con grandissima previdenza fin dall’inizio della emergenza sanitaria dichiarata sono state ordinate per l’ufficio medico di Conte “4 bombole da litri 14, più n.7 bombole da litri 2 per fornitura di ossigeno terapia”. E poi 9 mila euro extra di farmaci che non vengono dettagliati nell’ordine, ma che devono essere speciali perché il loro acquisto ne ha comportato anche un altro da 2.500 euro: un ulteriore “frigorifero per la conservazione di farmaci e vaccini”. Con altri 8 mila euro comperati pure “n.2 defibrillatori semiautomatici DAE”, che hanno reso necessaria la stipula di un contratto con la Stryker Italia srl per la loro manutenzione (per 1.300 euro più Iva). Contratto analogo stipulato con la Mortara Instruments per la manutenzione di “n. 1 elettrocardiografo Mortara Eli 230 e n.1 elettrocardiografo modello Cardiette AR 2100 ADV per garantire il funzionamento ordinario dell’attività del servizio di primo soccorso”.

Ed il direttore Bechis così conclude: “Adesso possiamo essere certi: Conte è protetto e curato molto meglio a palazzo Chigi che dentro un qualsiasi ospedale italiano, ed è sicuro come nemmeno è capitato in Cina a Xi Jinping. Molto meno sicuri siamo tutti noi nelle sue mani.”

Nel frattempo altri 4 medici sono morti per l’epidemia da Covid-19. Il totale sale così a 120 decessi. Lo rende noto la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che aggiorna costantemente la lista dei decessi includendo medici in attività, pensionati e medici pensionati richiamati in attività o comunque impegnati nell’emergenza.

Tra i medici deceduti ci sono due medici di famiglia, un odontoiatra e un medico Sert. Trenta gli infermieri morti, nei dati di Fnopi, Federazione Ordini delle professioni infermieristiche.

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