lunedì, Gennaio 17, 2022
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Covid-19, interrogazione parlamentare: i servizi segreti sapevano?

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Un’interrogazione parlamentare per fugare l’atroce dubbio: i servizi segreti italiani sono stati messi al corrente per tempo del rischio pandemia? E’ stato l’articolo di Jacopo Iacoboni, edito per La Stampa (poi ripreso da Dagospia), a dare per primo evidenza all’iniziativa della parlamentare del Movimento 5 Stelle Alessandra Ermellino, componente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, che ha denunciato che “nella Relazione 2019 sulla politica dell’Informazione per la Sicurezza, inviata ai parlamentari dal Direttore del Dis a fine febbraio, non vi è fatta alcuna menzione della pandemia in atto”. La Ermellino ha presentato una interrogazione scritta al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Salute.

L’intelligence americana aveva quindi informato quella italiana sul Coronavirus? E se sì, perché si è taciuto?

Con l’interrogazione parlamentare (4-05259), riscontrabile all’allegato B ai resoconti della seduta il 16 Aprile 2020 negli atti parlamentari 11958 e 11959, l’Onorevole Alessandra Ermellino pone dei quesiti ben articolati e strettamente legati tra loro, che potrebbero chiarire molti aspetti relativamente alla grave situazione che l’Italia sta vivendo.

A supporto della interrogazione, che riportiamo integralmente, la proponente produce una cospicua documentazione che parte già da settembre 2019 e che riportiamo per intero comprese le sue conclusioni.
“ premesso che: a settembre 2019, sia la Global Preparedness Monitoring Board che la Johns Hopkins University producono due studi dedicati al pericolo e all’impatto sul mondo di una pandemia derivante da
un agente patogeno che colpisce le vie respiratorie;


il 4 gennaio 2020 il sito agcnews.eu pubblica a firma di Maddalena Ingrao la notizia, da fonti cinesi di Hong Kong, di casi di polmonite virale simili alla Sars;

il 9 gennaio 2020, in un documento a firma del dottor Francesco Paolo Maraglino, in qualità di direttore dell’ufficio 5 – prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale del Ministero della salute, si legge: “Il 31 dicembre 2019, l’Ufficio paese dell’OMS in Cina è stato informato che erano stati individuati casi di polmonite di eziologia sconosciuta nella città di Wuhan, provincia di Hubei, Cina. Al 3 gennaio 2020, sono stati segnalati all’Organizzazione mondiale della sanità 44 pazienti […]

Secondo le informazioni diffuse dai media, il 1° gennaio 2020 è stato chiuso il mercato interessato di Wuhan per disinfezione e sanificazione ambientale”;

nei giorni 13, 17, 20 e 23 gennaio 2020, ancora a firma del dirigente suddetto, vengono resi altri aggiornamenti che segnalano il diffondersi del virus al di fuori dei confini cinesi (Giappone e Corea del Sud); in data 6 marzo 2020, sulle pagine di un blog a diffusione nazionale viene riportata la notizia che nei giorni dal 16 al 20 gennaio 2020 presso la Fiera di Rimini (al « Sigep », fiera alimentare internazionale) è presente uno stand di Wuhan e
centinaia di buyer della stessa città.

All’evento partecipano complessivamente oltre 100 mila persone. A
quanto risulta all’interrogante, nel padiglione B3 vi sono anche stand di Codogno e delle province di Bergamo e Brescia; il 23 gennaio il Governo cinese blocca ogni accesso a Wuhan; il 27 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità diffonde le linee guida per la gestione dei voli civili e il 30 gennaio un nuovo rapporto innalza ulteriormente il livello di allarme a causa del timore di pandemia globale; in Italia il Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020 dichiara lo stato di emergenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° febbraio 2020; nella «Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2019» a opera del comparto intelligence italiano, e negli «Highlight» della suddetta «Relazione», inviata ai membri del Parlamento accompagnata da una lettera a firma del direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) Gennaro Vecchione il 29 febbraio 2020, non vi è alcuna menzione della grave pandemia in atto; fonti giornalistiche nazionali, a partire dal 19 marzo 2020, rilanciano un articolo di Fox News secondo cui un «esperto di sicurezza che fa base a Roma» sostiene che «rapporti di intelligence allertarono il governo della potenziale pandemia pochi giorni dopo che questa si infiltrò in Cina alla fine dello scorso
anno. Ma passarono settimane prima che qualsiasi azione seria venisse presa a Roma»;

a parere dell’interrogante, la predetta relazione avrebbe ben potuto costituire un valido supporto se avesse presentato delle valutazioni predittive, mentre al contrario il documento risulta in sostanza per
l’interrogante inutile e al limite del provocatorio, e v’è da chiedersi se ciò non sia dovuto a condotta negligente, imperita o colpevole –:
se al Presidente del Consiglio dei ministri, in qualità di autorità di direzione e vigilanza per i servizi d’informazione e sicurezza, risulti per quali motivazioni la relazione e gli «highlights» di cui in premessa fossero privi di qualsivoglia riferimento al rischio pandemico;

se corrisponda al vero che l’intelligence americana avesse informato quella italiana; quali siano le ragioni del mancato rilievo della notevole presenza di persone provenienti da Wuhan alla Fiera di Rimini proprio nei giorni della chiusura della medesima regione da parte del Governo cinese. (4-
05259)”.


La cospicua documentazione sintetizzata nell’interrogazione, inevitabilmente spinge a porsi alcune domande, in particolare sul ruolo hanno avuto i servizi segreti dal momento che non si fa cenno nella relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2019 inviata a fine febbraio, quindi quando già la situazione era
conosciuta?

Domande che pesano come macigni, anche perché parliamo di sicurezza nazionale.


Avendo contattato l’On. Ermellino, ci è stato confermato che la sua è una richiesta di chiarimento, puramente nell’interesse del popolo Italiano, come la carica che ricopre le impone. Scevri quindi da ogni possibile strumentalizzazione, di certo le risposte, se verranno e quando verranno, potrebbero porre fine ad inutili polemiche sui fatti accaduti e sul loro perché.

Di certo potrebbe essere utile per fare ulteriormente luce sul nostro ruolo nello scacchiere internazionale e sullo stato di salute della nostra Repubblica.


Ettore Lembo

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