mercoledì, Marzo 3, 2021
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La “quarantena”: chi la inventò e cosa significa

Ci sono parole, non necessariamente sconosciute, entrate ormai nel lessico comune di tutti noi in questi ultimi due mesi. Uno di queste è quarantena. Cosa significa letteralmente e da dove viene il termine?

Secondo l’enciclopedia Treccani è il “periodo di isolamento (originariamente di 40 giorni) al quale vengono sottoposti persone, animali e cose ritenuti portatori di agenti infettivi. La sua durata differisce fra le varie malattie, in rapporto al relativo periodo d’incubazione”.

Secondo alcuni studiosi comprese molte fonti reperibili su Internet, la quarantena sarebbe stata adottata per la prima volta a Venezia nel 14° secolo in seguito alla peste nera o bubbonica. Le navi proveniente da Dubrovnik che attraccarono nella Serenissima furono bloccate nel porto. I marinai non potevano scendere: se erano sani nessun problema, ma se fossero stati “appestati” nessun contatto con gli abitanti del posto.

Il nome quarantena secondo alcuni ha a che fare con i 40 giorni che molti ritenevano una specie di clausola di sicurezza, prima di permettere al contagiato di muoversi liberamente. Ci sarebbero stati altri momenti storici dove si sarebbe ricorso alla quarantena, in occasioni di epidemie o di malattie trasmissibili facilmente.

Di fatto però, la prima menzione della quarantena come termine convenzionale per indicare l’isolamento di un individuo infettivo, ricorre per la prima volta nell’Antico Testamento e precisamente nei libri di Levitico e Numeri, attribuiti tradizionalmente a Mosè e redatti verosimilmente 1.500 anni avanti Cristo.

Nelle leggi e norme che regolavano la vita sociale e civile del popolo ebraico, prima nomade nel deserto e poi stabile nella terra di Canaan, alcune riguardavano proprio il trattamento sanitario di persone con malattie pericolose e contagiose. L’uso della quarantena, che differiva in quanto a durata in base al tipo di problema sanitario del soggetto, stabiliva un allontanamento fisico dalla comunità. Fuori dal campo quando il popolo era accampato in tende e poi a debita distanza dal resto della popolazione della città o dei villaggi, in comunità che spesso ospitavano in gruppi gli stessi malati.

Questa usanza sanitaria ebraica sembra essere un unicum tra i popoli antichi visto, che come appurato dagli storici, solo dal 1300 in poi si adotteranno provvedimenti simili per evitare i contagi .

Reminiscenze di questa consuetudine ebraica si ritrovano nei Vangeli, dove secondo un racconto, alcuni lebbrosi “distanziati socialmente” dai concittadini, vanno incontro a Gesù e identificando la loro condizione di salute con il grido “impuro, impuro”, chiedono di essere guariti miracolosamente. Cosa che poi avvenne, sebbene nove su dieci non manifesteranno alcun riconoscimento verso il loro taumaturgo.

Tra le quarantene moderne, famosa e pressoché inutile quella dell’equipaggio dell’Apollo 11. La quarantena del trio Armstrong-Aldrin-Collins iniziò ben prima del lancio del luglio 1969 e proseguì per 21 giorni al rientro sulla Terra dentro una specie di roulotte adattata per l’occasione e poi in una struttura ben più costosa e sofisticata a Houston, in Texas.

Dalla Luna a differenza della Terra non sarebbero mai arrivati parassiti virus e pericoli mortali.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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