martedì, Ottobre 19, 2021
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Kim Jong-un tra voci e smentite. Ma qualcuno sa dov’è

kim

Kim Yo-jong, la sorella minore del leader nordcoreano Kim Jong-un, è stata vista nel tempo esercitare una crescente influenza a Pyongyang, aumentando la possibilità di succedere a suo fratello.

La dinastia Kim viene spesso definita la “linea di sangue di Paekdu” nel Nord, poiché il Monte Paekdu, sebbene ampiamente contestato da esperti esterni, viene propagandato nel paese come il luogo di nascita di Kim Il-sung, defunto fondatore della nazione.

Le voci relative alle cattive condizioni di salute di Kim Jong-un, non confermate, sono aumentate dopo che il leader nordcoreano ha saltato la visita annuale al mausoleo di suo nonno Kim Il-sung in occasione dell’anniversario della nascita del defunto fondatore nazionale.

Kim Yo-jong ha praticamente assunto il ruolo di nucleo del partito, assumendosi la responsabilità del sistema di leadership.

L’ascesa di Yo-jong alla suprema leadership, se dovesse avvenire, non avrebbe luogo immediatamente.

Comparso per la prima volta in pubblico durante i funerali del defunto leader Kim Jong-il nel 2011, il profilo pubblico di Yo-jong è stato abbastanza visibile negli ultimi due anni. È stata avvistata vicino a suo fratello durante gli eventi al vertice con il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Si vociferava che fosse stata disciplinata l’anno scorso a seguito del crollo del vertice di Kim-Trump in Vietnam, poiché Yo-jong non è stata vista in pubblico per più di due mesi nella prima metà del 2019.

Sulle condizioni di salute di Kim Jong-un nel frattempo si infittisce il mistero.

Kim Jong-un dovrebbe essere “clinicamente morto” e l’annuncio ufficiale del suo decesso potrebbe arrivare una volta conclusa la lotta di successione. In un’intervista all’Adnkronos, il sinologo Francesco Sisci, professore di Relazioni internazionale all’Università di Pechino, ribadisce la sua convinzione riguardo alle sorti del leader nordcoreano, assente ormai da 17 giorni dalla scena pubblica e sulle cui condizioni continuano a circolare diverse ipotesi.

“Che io sappia è clinicamente morto – sostiene Sisci -. Naturalmente potrei sbagliarmi, ma credo che la ridda di voci, le informazioni contrastanti, le mezze smentite e la sua continua assenza dalla scena pubblica mi pare confermino che appunto Kim è in stato vegetativo e fuori dalla politica attiva. Naturalmente è un momento molto delicato e non si può fare una crisi al buio. Credo quindi che l’annuncio della sua morte potrebbe arrivare quando la lotta di successione probabilmente in corso sarà conclusa“.

Nel frattempo la Corea del Sud lascia intendere di sapere dove si trovi Kim Jong-un, dopo aver smentito come “fake news” le notizie sulle condizioni di salute del leader nordcoreano. Il ministro sudcoreano dell’Unificazione, Kim Yeon-chul, non ha voluto rispondere a chi gli chiedeva se Kim fosse a Pyongyang, e – riporta l’agenzia Yonhap – ai parlamentari ha spiegato che si tratta di una questione di intelligence che non può essere rivelata.

“Il governo è a conoscenza del luogo in cui si trova Kim”, ha detto lo stesso ministro secondo le dichiarazioni riportate da Bloomberg. E, stando sempre a Bloomberg, il ministro degli Esteri Kang Kyung-wha ha sostenuto che Donald Trump sia al corrente delle condizioni di Kim. Ad una domanda su Kim, ieri Trump ha risposto: “Ho un’idea ma non posso parlare di questo ora”.

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