martedì, Ottobre 27, 2020
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Goldoni in TV del 7 maggio alle 15.30 su RAI 5: “La Bottega del Caffè” con Tino Buazzelli

la bottega del caffè di goldoni

Anticipazioni per il Grande Teatro di Goldoni in TV del 7 maggio alle 15.30 su RAI 5: “La Bottega del Caffè” con Tino Buazzelli

La bottega del caffe' - YouTube

Oggi pomeriggio 7 maggio su RAI 5 alle 15.30 per il Grande Teatro di Goldoni sulle reti RAI, va in onda la commedia di Carlo Goldoni, “La Bottega del Caffè”, proposta nella versione scenica del 1973 diretta da Edmo Fenoglio con Tino Buazzelli.

Opera in tre parti e un intermezzo composta da Goldoni nel 1750, la commedia è ambientata a Venezia durante il Carnevale.

La bottega del caffè, composta nel 1750, è una delle più importanti commedie di Carlo Goldoni, all’interno della quale si sviluppa un intermezzodallo stesso titolo, composto da Goldoni nel 1736.

Nato inizialmente come intermezzo in tre parti, l’enorme successo del soggetto spinse il commediografo a tornarci sopra, ampliandolo fino a crearne una commedia in tre atti. È considerata uno dei suoi testi più fortunati tra le sedici commedie nuove. La commedia venne rappresentata per la prima volta a Mantova, il 2 maggio di quell’anno 1750 con gran successo. Fu poi portata a Venezia dove venne replicata per dodici volte.

Trama

L’azione della commedia vera e propria si avvia alle prime luci dell’alba di un mite mattino invernale a Venezia, durante il carnevale, per concludersi quando scende la notte.

Il caffettiere Ridolfo sta prendendo a cuore la sorte del giovane mercante di stoffe Eugenio, che da qualche tempo frequenta assiduamente la casa da gioco di Pandolfo dove ha subíto molte perdite giocando a carte con Flaminio, un giovane torinese che si spaccia per nobile.

La moglie di Eugenio, Vittoria, cerca invano di far ravvedere il marito. Allo stesso scopo è giunta a Venezia da Torino la moglie di Flaminio, Placida, che, travestita da pellegrina, ignora la nuova identità assunta dal marito, ed è esposta alle insidie intessute da don Marzio.

Quest’ultimo è un nobile napoletano in decadenza, prepotente, ambiguo e chiacchierone, che prova piacere nel frapporre ostacoli al desiderio delle due mogli di ricondurre sulla retta via Eugenio e Flaminio; trova anzi modo di indurli a festeggiare la ritrovata libertà quando pensa di aver allontanato definitivamente le due donne, e unisce ai festeggiamenti la ballerina Lisaura che, ignara del fatto che Flaminio fosse già sposato, sperava di diventare sua moglie per poter così abbandonare il paese.

I maneggi di don Marzio e del biscazziere Pandolfo trovano un fiero oppositore nel caffettiere Ridolfo e nel suo garzone Trappola, che aprono gli occhi a Eugenio e a Flaminio: pentiti, i due si ricongiungono alle mogli, mentre Pandolfo è arrestato per truffa dopo un’involontaria rivelazione di don Marzio al capitano dei birri.[2] Il nobile napoletano viene accusato di essere uno spione e un diffamatore e, abbandonato da tutti, lascia la città.

Goldoni scrive l’opera in toscano, diventata ormai la lingua franca italiana, in modo da farsi comprendere da spettatori di tutta Italia. Questo spiega come mai nella commedia, seppur ambientata a Venezia, i personaggi non parlino veneziano.

Come in sue numerose opere, il famoso commediografo mette in luce tutti gli aspetti, negativi o positivi, dell’ascesa della borghesia. Per questo troviamo personaggi come l’operoso padrone di bottega, simbolo della borghesia efficiente ed intraprendente, o il pettegolo usuraio, che vive a scapito dei problemi economici altrui.

La commedia si svolge intorno alla bottega del caffè, luogo di ritrovo di avventori abituali e di passaggio, collocato al centro della piazza, da cui si ha la visione di tutti gli edifici che l’attorniano. È l’idea di un microcosmo in cui si creano varie dinamiche tra i personaggi, che litigano, si aiutano e si interessano delle questioni degli altri a vicenda.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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