giovedì, Ottobre 21, 2021
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La tempestività della Regione Marche nell’affrontare l’emergenza. “E ora si riparte”

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Le attività se applicano i protocolli possono riaprire. Parola di Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, che ribadisce l’importanza della traduzione dei protocolli in qualcosa di concreto, reale, applicabile in maniera semplice e chiara. Ieri mattina delle Marche si è occupata la trasmissione Mattino 5, con un servizio dedicato alla ripartenza di parrucchierie e servizi affini, nell’applicazione delle norme richieste per la sicurezza e la salute. Dettami chiari, semplici, sulla base dei quali poter riavviare le attività.

“Una realtà fatta di piccolissime imprese, com’è nel caso della nostra regione, ha bisogno di protocolli, di regole. Abbiamo realtà di artigiani che sono da soli, o al massimo in due, come pensiamo che possano riaprire e sopravvivere senza una base di regole semplici e dirette?

La sicurezza in fatto di salute è la prima priorità. Tuttavia non bisogna avere l’atteggiamento del burorcrate, ma quello del professionista che è principale prerogativa per un lavoro fatto bene a garanzia delle attività”.

La nostra regione ha agito fin dall’inizio in maniera tempestiva nell’affrontare l’emergenza, sia nel momento in cui si è manifestata la necessità di contenere severamente il contagio, sia nell’organizzare le ripartenze. E, anche per quanto riguarda l’erogazione della Cassa integrazione in deroga, la Regione Marche è stata, anche in questo caso, rapida e pronta.

“C’è una bella collaborazione con l’ufficio regionale dell’Inps – spiega il presidente Luca Ceriscioli – , per ciò che concerne le misure adottate: siamo stati praticamente i più veloci d’Italia. Dall’altra parte è vero che i fondi stanziati non sono stati sufficienti per coprire la totalità delle domande pervenute.

A questo punto abbiamo fatto richiesta di ulteriori fondi per ciò che concerneva la parte eccedente. E molto probabilmente non basteranno. Serviranno più risorse. La Cassa in deroga è una misura sana. Ma bisogna far arrivare i soldi nelle tasche degli italiani alla svelta. E la burocrazia in tutto questo, purtroppo, costituisce spesso un ostacolo non facilmente superabile”.

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