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Anticipazioni per “Report” dell’11 maggio alle 21.20 su RAI 3: la Disorganizzazione Mondiale della Sanità

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Anticipazioni per “Report” dell’11 maggio alle 21.20 su RAI 3: la Disorganizzazione Mondiale della Sanità

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Nelle pieghe dell’emergenza coronavirus

Tornano le inchieste di Report, con una nuova puntata in onda lunedì 11 maggio, alle 21.20 su Rai3. Si parte con il reportage dal titolo “Disorganizzazione Mondiale” di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella con la collaborazione di Alessia Pelagaggi e Alessia Marzi. Nella gestione della crisi mondiale, innescata dalla pandemia del coronavirus, sembra che molti governi abbiano commesso errori. Report indaga sui comportamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità per capire se ha emanato linee guida chiare e inequivocabili, che mettessero i singoli stati in condizione di valutare la gravità del problema sulla base di evidenze scientifiche riconosciute. L’inchiesta mette a fuoco il sistema di finanziamento dell’Oms, dalle donazioni volontarie dei singoli stati alla sempre più crescente dipendenza dai privati, primo fra tutti Bill Gates. In un contesto in cui le case farmaceutiche esercitano forti pressioni, che garanzie ci sono che il vaccino o le cure anti-covid siano trattati come beni pubblici a disposizione della popolazione mondiale e non blindati sotto i brevetti per realizzare enormi profitti? Report ricostruirà gli errori commessi sinora e le prospettive di riforma di un’organizzazione di cui il mondo avrà sempre più bisogno, se si dimostrerà efficace e indipendente.
Poi sarà la volta dell’inchiesta di Lucina Paternesi “La scorciatoia”. A breve entrerà in funzione la cosiddetta app “Immuni” scelta tra oltre trecento progetti. È stata realizzata dalla società Bending Spoons in collaborazione con il centro medico Sant’Agostino. Tra i soci di Bending Spoons risultano H14, dei tre figli di Berlusconi e Veronica Lario, StarTip, Renzo Rosso, Paolo Marzotto, Giuliana Benetton, i Dompè e il fondo asiatico Nuo Capital. Ma che cosa sappiamo di questo progetto? In realtà ancora ben poco, se non che dovrebbe sfruttare la tecnologia Bluetooth anziché il tracciamento dei contatti tramite Gps, giudicato più lesivo della privacy. Secondo i paletti fissati dall’Ue, questa app funzionerà se sarà scaricata almeno sul 60% dei telefoni dell’intera popolazione italiana. Alcuni esperti informatici sono scettici: se neanche Whatsapp è stata scaricata dal 60% degli italiani, che probabilità di successo ci sono per l’app immuni? E poi, quali dati raccoglierà e dove saranno conservati? Solo sugli smartphone dei cittadini o anche su un server centralizzato? Quanto è stata gestita in trasparenza la scelta della soluzione tecnologica migliore e come si rapporterà con la soluzione che stanno mettendo a punto Apple e Google? Come si sono mossi gli altri stati nel mondo?
Si continua con “Emergenza bombole di ossigeno” di Emanuele Bellano con la collaborazione di Greta Orsi. Avere a disposizione una bombola per l’ossigenoterapia può fare la differenza tra la vita e la morte. A marzo in Lombardia le richieste di bombole d’ossigeno per l’assistenza domiciliare sono aumentate di 5 volte. Trovarne una in tempi brevi a quel punto era quasi impossibile. Come hanno affrontato questa emergenza le province più colpite dal virus e come si stanno preparando le altre regioni? Governo e governatori hanno fatto tesoro di quanto accaduto al nord? Se domani si dovessero registrare nuovi picchi di contagio, chi sarebbe pronto e chi no?
Infine “Chi trova un vaccino trova un amico” di Chiara De Luca. È iniziata la produzione dei vaccini contro Covid-19, cinque team di scienziati e aziende sono già nella fase di sperimentazione sull’uomo. Altri studiosi invece stanno proseguendo il lavoro iniziato con il virus della Sars, il coronavirus che si diffuse nella Cina meridionale e nel sud est asiatico nel 2003. Quegli studi oggi hanno dato un contributo all’attuale ricerca del vaccino, ma perché all’epoca si dovettero fermare?
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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