mercoledì, Agosto 4, 2021
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Shakespeare in TV del 12 maggio alle 15.45 su RAI 5: “Il Mercante di Venezia” diretto nel 1955 da Mario Ferrero

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Shakespeare in TV del 12 maggio alle 15.45 su RAI 5: “Il Mercante di Venezia” diretto nel 1955 da Mario Ferrero

Mercante di Venezia 1/12 - YouTube

Rai Cultura celebra il teatro di William Shakespeare con alcuni classici shakespeariani in versioni sceniche realizzate dalla Rai fra il 1954 e il 1977. Il secondo, in onda oggi pomeriggio 12 maggio alle 15.45, è “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, diretto nel 1955 da Mario Ferrero e interpretato da Romolo Valli e Anna Maria Guarnieri. 

Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) è un’opera teatrale di William Shakespeare, scritta probabilmente tra il 1596 e il 1598.

La trama dell’opera riprende abbondantemente quella di una novella trecentesca di ser Giovanni FiorentinoIl Giannetto, prima novella della giornata quarta della raccolta di cinquanta detta Il Pecorone, che Shakespeare non può aver avuto modo di conoscere nella traduzione di William Painter del 1566, in quanto non conteneva la novella cui Shakespeare si stava ispirando, ma elementi della scena del processo sono presenti nel The Orator di Alexandre Sylvane, pubblicato in traduzione nel 1596. In particolare, del Giannetto vengono conservati, pressoché intatti, i personaggi corrispondenti a Bassanio, Shylock e Porzia, oltre che la vicenda della penale di una libbra di carne.

«I hold the world but as the world, Gratiano – a stage where every man must play a part»«Considero il mondo per quello che è, Graziano: un palcoscenico sul quale ciascuno recita la propria parte.»
(Antonio a Graziano, Atto I, Scena I)

Trama

VeneziaXVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiare degnamente Porzia, Bassanio chiede al suo carissimo amico Antonio 3.000 ducati in prestito. Antonio, pur essendo amico di Bassanio, non può prestargli il denaro, poiché lo ha interamente investito nei traffici marittimi. Tuttavia Antonio decide di garantire per lui presso Shylock, ricco usuraio ebreo. Shylock è disprezzato dai cristiani, e ricambia questo sentimento. Soprattutto non sopporta Antonio, il mercante di Venezia, che presta denaro gratuitamente, facendo abbassare il tasso d’interesse nella città, e che lo umilia pubblicamente con pesanti insulti.

Nonostante ciò, Shylock accorda il prestito a Bassanio, con Antonio come garante. L’ebreo stabilisce che in caso di mancato pagamento, Antonio debba pagare con una libbra di carne dal proprio corpo. Bassanio cerca di far desistere Antonio dall’accettare l’offerta, ma costui è sicuro di poter saldare il debito, dato che tre navi sono in viaggio per riportare a Venezia ricchezze tre volte più grandi di quanto abbia investito. Il tempo concesso per il saldo del prestito è di tre mesi, e le navi ne impiegheranno solo due. Bassanio si reca a Belmonte; secondo la volontà del defunto padre di Porzia, i suoi pretendenti sposi dovranno scegliere lo scrigno giusto tra tre differenti possibilità (oro, argento, piombo). Il principe del Marocco sceglie lo scrigno d’oro (che non è quello giusto), e il principe d’Aragona sceglie lo scrigno d’argento (e nemmeno questo è quello giusto), mentre Bassanio sceglie lo scrigno di piombo, il meno pregiato dei tre, e ottiene il diritto di sposare Porzia, già precedentemente innamorata di lui. L’amico di Bassanio, Graziano, sposa l’ancella di Porzia, Nerissa.

Intanto la sfortuna (nelle vesti della società veneziana!) si accanisce su Shylock: sua figlia Jessica, infatti, consenziente, viene rapita dal cristiano Lorenzo, amico di Antonio e Bassanio, con l’aiuto di Graziano e Salerio. La ragazza è fuggita portando con sé 2.000 ducati e soprattutto gioielli fra i quali l’anello donato a Shylock dalla defunta moglie. L’unica consolazione di Shylock deriva dalla pari sfortuna di Antonio: infatti le sue tre navi sono disperse in mare, per cui egli non potrà più saldare il debito. Nel frattempo Porzia e Nerissa donano ai rispettivi mariti, Bassanio e Graziano, un anello, segno del loro amore. Stringono una promessa, che non dovranno mai separarsene finché l’amore li legherà alle loro consorti.

Shylock decide di portare Antonio di fronte al Doge e alla corte, chiedendo di far valere i suoi diritti. Porzia, che viene a sapere del processo in arrivo, si traveste da avvocato, all’insaputa di tutti, per salvare Antonio. Nerissa la segue vestendosi da scrivano.

Giunta in tribunale, Porzia, travestita, esibisce la lettera del Dottor Bellario, giurista e consulente del Doge, in cui si spiega che al processo sarebbe stato presente il suo sostituto, il giovane avvocato Baldassarre (cioè lei stessa). Al processo assistono anche Bassanio e Graziano.Shylock After the Trial: immagine che descrive la settima scena del secondo atto, realizzata da Sir John Gilbert nell’Ottocento.

Porzia/Baldassarre invita Shylock ad accettare i 6000 ducati offerti da Bassanio, ormai ricco per avere sposato Porzia, al fine di estinguere il debito dell’amico. L’odio di Shylock verso i cristiani, fomentato dall’abbandono della figlia, gli impedisce di accettare. Al contrario, chiede a gran voce che gli sia pagato il debito con la libbra di carne di Antonio, come da accordo. Nonostante la crudeltà della proposta, il Doge, dice Baldassarre, deve necessariamente applicare la legge e permettere a Shylock di prendersi la libbra di carne, perché in caso contrario si creerebbe un precedente dannoso per lo stato.

Baldassarre invita Shylock a procedere, ma gli comunica che, dato che il contratto parla solo di carne, se verserà anche una sola goccia di sangue, sarà considerato colpevole di aver attentato alla vita di un cittadino veneziano, e quindi i suoi beni saranno confiscati e divisi tra Antonio e lo stato, e lui condannato a morte. Il Doge gli concede in grazia la vita e Antonio rinuncia alla sua parte purché venga ceduta, alla morte di Shylock, in eredità alla figlia Jessica. Inoltre si stabilisce che Shylock debba convertirsi al cristianesimo, pena assai più pesante per l’usuraio. In queste condizioni, Shylock, sconfitto, rinuncia ai suoi propositi.

Bassanio si complimenta con Baldassarre per aver salvato il suo amico e gli chiede come possa ringraziarlo. Il finto avvocato gli chiede solo il suo anello. Bassanio esita, a causa del valore affettivo dell’anello, ma spinto dall’onore e dalla gratitudine finisce per cederlo. Lo stesso è obbligato a fare Graziano per lo scrivano/Nerissa.

Quando tutti i cristiani giungono a Belmonte, Porzia e Nerissa chiedono ai mariti gli anelli, ma entrambi spiegano l’accaduto. Quindi le due donne fanno credere di aver trascorso una notte con i nuovi possessori dell’anello, Baldassarre e lo scrivano, per riottenere gli anelli, prima di rivelar loro la vera identità dell’avvocato e del suo assistente. Antonio fa di nuovo da garante per Bassanio che giura di non separarsi mai più dal suo anello. Successivamente Nerissa riferirà a Lorenzo che i beni di Shylock diventeranno suoi e di Jessica dopo la morte dell’usuraio.

Nel frattempo si scopre che le tre navi di Antonio sono tornate sane e salve in porto.

Redazione
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