sabato, Gennaio 23, 2021
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Da Mario Vespasiani a Kate Middleton due progetti che uniscono fotografia e resilienza

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Da Mario Vespasiani a Kate Middleton quando la creatività diventa un elemento socialeDopo l’artista italiano anche la duchessa di Cambridge in questo periodo di emergenza invita a scattare delle particolari istantanee della vita quotidiana.

Nei giorni scorsi Kate Middleton ha presentato “Hold Still” un progetto fotografico volto a descrivere la vita in quarantena, affermando come le fotografie siano un potente strumento di narrazione della resilienza e del coraggio non solo nella sfera sanitaria ma anche in quella individuale e un modo per cristallizzare il momento e ricordarci come eravamo in un periodo che non ha precedenti nella storia.“Fotografate il vostro umore, le vostre speranze e paure di questi giorni. I cento scatti migliori verranno esposti in una mostra virtuale il prossimo agosto” ha detto la futura regina consorte. L’evento in collaborazione con la National Portrait Gallery, di cui Kate Middleton è madrina, incentrato sulla grande passione: la fotografia, è nato per documentare il lockdown in Gran Bretagna e per fare un quadro della vita in Inghilterra durante il blocco, attraverso i racconti e le storie dei suoi abitanti. 

Le immagini saranno valutate dalla duchessa in persona assieme al direttore della National Portrait di Londra, Nicholas Cullinan. La partecipazione è completamente gratuita e si aderisce inviando una fotografia correlata da una breve didascalia. Ogni scatto sarà poi valutato in base all’emozione e all’esperienza che trasmette piuttosto che alla qualità o alla perizia tecnica. I temi Helpers and Heroes, Your New Normal, and Acts of Kindness vogliono mettere in risalto tre sensazioni del momento, da cogliere attraverso la propria fotocamera. 

In Italia Mario Vespasiani è stato tra i primissimi artisti a muoversi in modo concreto fin dall’inizio della pandemia, attraverso l’evento “Per aspera ad Astra” ha tentato di alleviare per quanto possibile i pensieri dalle ansie e angosce quotidiane, invitando chiunque ad osservare il proprio contesto domestico e a raffigurarlo in una sola fotografia. L’artista ha sollecitato a cogliere nel proprio ambiente quei dettagli significativi e inaspettati che circondano ciascuno di noi e che fanno parte della nostra vita, anche se spesso, per via dei ritmi di lavoro e degli impegni, erano rimasti in secondo piano o addirittura mai notati con attenzione. 

L’iniziativa ha immediatamente coinvolto persone di ogni fascia d’età e luogo geografico, e mediante l’utilizzo del social network Instagram è diventato un grande racconto fatto di forme astratte, dettagli e colori inaspettati, che dà origine a una storia personale fino ad ora mai considerata, perché incrocia e si avvicina a quella di tutti gli altri. Per aspera ad Astra (attraverso le asperità sino alle stelle) è una esortazione a non abbattersi di fronte agli ostacoli e alle difficoltà e per Vespasiani vuol dire osservazione di noi stessi e condivisione di un istante per contrastare la paura, interiore e dell’altro, di un elemento invisibile come di un vicino di casa. 

Nell’odierna frammentazione della società l’artista ha sollecitato a costruire un ipotetico ed infinito mosaico che si compone tassello dopo tassello, nel quale ogni immagine è una presenza, un istante, ma soprattutto una persona. 

L’evento di Mario Vespasiani si rivolge ad un pubblico sia italiano che internazionale e richiede principalmente immagini astratte, in modo da invitare a cercare nel proprio ambiente le nuove e inaspettate forme che possono assumere gli oggetti durante il giorno e dal proprio stato d’animo (cos’è un’opera astratta:tale arte esprime concetti attraverso la combinazione di forme, colori e linee, si ottiene semplificando sempre più l’immagine, fino a renderla irriconoscibile e affidando ai colori e alle nuove forme che si creano altri significati). Per partecipare a Per aspera ad Astra basta inviare la propria foto “astratta” all’indirizzo: info@mariovespasiani.com e di conseguenza sarà possibile vederla sul profilo Instagram dell’artista che per questo periodo prende il nome dal progetto. 

Due eventi mossi dalla grande sensibilità che invogliano a guardare il mondo con occhi vivi e pieni di consapevolezza, ma anche di una rinnovata fiducia.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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