martedì, Agosto 4, 2020
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Decessi al 31 marzo 2020. Il paragone con gli anni passati

Ancona – I numeri sul Covid-19 sono diventati di estrema importanza per tutti e non solo per le Autorità nazionali o locali . Si è molto discusso della comparazione della mortalità degli anni scorsi rispetto al periodo attuale. L’Istat aggiorna periodicamente le cifre a livello nazionale, regionale e provinciale molto anticipatamente rispetto al passato. Attualmente abbiamo cifre che si fermano al 31 marzo 2020.

Il paragone è realizzato tra la media dei decessi dal 2015-2019 (20 febbraio-31 marzo) e quelli del 20 febbraio -31 marzo 2020. La precisazione dell’ Istituto sui numeri è doverosa visto che il dato dei morti riportati dalla Sorveglianza integrata Covid-19 fornisce solo una misura parziale di questi effetti, essendo riferito ai soli casi di deceduti dopo una diagnosi microbiologica di positività al virus. Si tratta, pertanto, di un indicatore influenzato non solo dalle modalità di classificazione delle cause di morte, ma anche dalla presenza di un test di positività al virus. Pertanto non possiamo essere sicuri che i decessi per il Covid-19 siano solo quelli certificati a livello medico/sanitario.

In passato abbiamo già fornito i dati relativi alcuni comuni della regione Marche. Questa volta ci concentriamo sul computo regionale e provinciale.

Altra precisazione doverosa e significativa: i dati forniti dell’Istat sono relativi all’83,4% della popolazione marchigiana e all’84% dei comuni. Quindi non ancora completi.

Ad ogni modo la tabella che segue mostra il confronto con gli anni passati.

Dati Istat resi disponibili e aggiornati al 4 maggio 2020

Abbiamo anche aggiunto altre regioni per avere un’ottica di più ampio respiro di come e dove ha colpito il Coronavirus.

Il dato di Ascoli Piceno potrebbe risentire della mancanza copertura d’indagine dell’Istat in centri come Ascoli e San Benedetto dove effettivamente ci sono stati dei decessi causa Coronavirus.

Ripetiamo, un’indagine più affidabile sarà possibile quando saranno censiti tutti i 228 comuni marchigiani. Tra quelli conteggiati ci sono comunque, 45 comuni su 53 della provincia di Pesaro/Urbino e 35 su 47 della provincia di Ancona fra i quali lo stesso capoluogo di regione, Jesi, Senigallia, Falconara Marittima, Fabriano e poi le località come Pesaro, Fano, Urbino e altre della provincia particolarmente piagate dal virus.

L’Istat divide in tre raggruppamenti le province italiane in base ad alta, media e bassa diffusione del virus. Pesaro/Urbino e Ancona sono nella fascia alta, mente Macerata, Fermo e Ascoli Piceno in quella media.

A livello nazionale, la percentuale maggiore di incremento di decessi si registra nella provincia di Bergamo con il 567,6% seguita da Cremona con il 391,8% e da Lodi con il 360,4%.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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