mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Rifugi e aree montane: 1,5 milioni dalla Regione per la ripresa delle attività

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L’AQUILA – Un milione e mezzo di euro dalla Regione per garantire la sicurezza delle attività legate al turismo montano e la prevenzione sanitaria nella fruizione delle aree di accoglienza, di rifugi, dei centri visita, delle aree e dei parchi attrezzati che ricadono nei Comuni montani e nelle aree protette.

È quanto prevede un emendamento sulla prevenzione del coronavirus nelle aree montane promosso dal Vicepresidente della Giunta Emanuele Imprudente, dall’Assessore regionale al Bilancio e alle Aree interne, Guido Liris e dal Vicepresidente del Consiglio Regionale Roberto Santangelo. Il provvedimento è inserito nell’ambito del progetto di legge approvato dal consiglio regionale per il sostegno al comparto economico-produttivo e sociale dell’Abruzzo.

La norma prevede che la Regione erogherà per il 2020 ai Comuni e agli enti Parco nazionale e regionale un contributo, la cui entità è stabilita dalla giunta con deliberazione su proposta dei dipartimenti competenti in materia di parchi e riserve naturali e aree interne, che conterrà criteri e modalità per la presentazione delle domande e per la quantificazione del contributo, le spese ammissibili le modalità di erogazione e rendicontazione.

A copertura del provvedimento è stato definito uno stanziamento di 1,5 milioni di euro.«Si tratta di una norma di fondamentale importanza-spiegano Imprudente, Liris e Santangelo – che consente di sostenere la ripartenza di attività centrali per il turismo delle aree interne e montane, comparto che assume particolare significato e che è stato fortemente penalizzato dall’emergenza coronavirus. In questo modo si potranno tornare a frequentare rifugi e parchi attrezzati in totale sicurezza con ricadute evidenti e immediate sulle dinamiche turistiche. La Regione conferma in questo modo l’attenzione alle aree interne e montane e soprattutto la grande spinta propulsiva per la ripresa delle attività economiche e commerciali dopo il blocco del coronavirus».

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